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“In Rai mafia e massoni”, nuova bufera su Ranucci. La destra: ora chiarisca

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La Verità pubblica un audio inviato alla influencer Pelliccia. Viale Mazzini: frasi già al vaglio del comitato etico
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ROMA –La miccia è in una conversazione su Whatsapp pubblicata dal quotidiano La Verità. «Anche dentro la Rai c’è un po’ di mafia, un po’ di massoneria». Sigfrido Ranucci pronuncia queste parole in un messaggio vocale inviato alla giornalista Valentina Pelliccia (che nei mesi scorsi ha smentito un presunto gossip che l’accostava a un ministro). Lo scambio risalirebbe al 2021. La donna vuole denunciare una molestia, il conduttore di Report le dà dei consigli, parlano di una banca e di infiltrazioni mafiose. Il vicedirettore di Rai3 si lascia andare a delle considerazioni sul servizio pubblico e la longa manus della criminalità organizzata. «Le battaglie si fanno dentro», dice alla collega.

La polemica a destra è immediata. Una batteria di dichiarazioni, una più indignata dell’altra. Partono i componenti meloniani della commissione di Vigilanza Rai (che pure non è mai tornata operativa): «Affermazioni pesantissime fatte da un dirigente contro la sua stessa azienda, che gettano ombre inq…

ROMA –La miccia è in una conversazione su Whatsapp pubblicata dal quotidiano La Verità. «Anche dentro la Rai c’è un po’ di mafia, un po’ di massoneria». Sigfrido Ranucci pronuncia queste parole in un messaggio vocale inviato alla giornalista Valentina Pelliccia (che nei mesi scorsi ha smentito un presunto gossip che l’accostava a un ministro). Lo scambio risalirebbe al 2021. La donna vuole denunciare una molestia, il conduttore di Report le dà dei consigli, parlano di una banca e di infiltrazioni mafiose. Il vicedirettore di Rai3 si lascia andare a delle considerazioni sul servizio pubblico e la longa manus della criminalità organizzata. «Le battaglie si fanno dentro», dice alla collega.

La polemica a destra è immediata. Una batteria di dichiarazioni, una più indignata dell’altra. Partono i componenti meloniani della commissione di Vigilanza Rai (che pure non è mai tornata operativa): «Affermazioni pesantissime fatte da un dirigente contro la sua stessa azienda, che gettano ombre inquietanti» sulla tv pubblica. E poi ancora: «O Ranucci esce allo scoperto e denuncia pubblicamente la presenza della massoneria e della criminalità organizza in Rai oppure l’azienda deve tutelarsi da queste accuse infamanti e gravemente lesive della sua immagine, intervenendo contro il conduttore». I colleghi di Forza Italia insultano direttamente il lavoro del giornalista: «Il suo metodo è sempre quello dell’allusione generalizzata che, del resto, impiega abbondantemente nella sua attività televisiva». Non si sottraggono i leghisti, per voce del senatore Giorgio Maria Bergesio, anche lui componente della Vigilanza Rai: «Chi ricopre ruoli di responsabilità nel servizio pubblico e sostiene di essere a conoscenza di dinamiche di questo tipo non può limitarsi a sfoghi informali: ha il preciso dovere di formalizzare le proprie accuse davanti agli organi inquirenti». Sulla stessa linea il sindacato di destra Unirai: «Se si trattasse di affermazioni prive di riscontri, allora risulterebbero offensive nei confronti delle migliaia di lavoratrici e lavoratori Rai». Segue l’appello ai vertici del servizio pubblico: «In tal caso, intervengano l’audit Rai e l’Ordine dei giornalisti con gli strumenti di propria competenza».

Viale Mazzini, per ora, non rilascia commenti ufficiali: «Indiscrezioni di stampa». E tuttavia, le stesse fonti Rai precisano che il nuovo materiale «sarà oggetto di riflessione e verrà portato all’attenzione del comitato etico» che ha avviato verifiche sui rapporti tra il conduttore e Valter Lavitola, indagato per l’attentato che il giornalista ha subito lo scorso ottobre. La relazione dalla commissione potrebbe arrivare già in settimana – prima del cda del 30 luglio – e preludere a un audit interno. Un passaggio più delicato perché richiede un via libera della procura titolare dell’inchiesta.

Chi ha parlato con il conduttore, lo racconta tranquillo rispetto alle frasi trapelate su “mafia e massoneria”: «Denunciare – va ripetendo agli amici – è proprio quello che ho sempre fatto, in più di una puntata di Report». Una delle quali viene anche citata nelle conversazioni Whatsapp riportate dal quotidiano La Verità. Ranucci suggerisce a Pelliccia di guardare La cosa nuova, un’inchiesta di Paolo Mondani e Giorgio Mottola del 22 novembre 2021. In un’altra, del 2015, sempre a firma di Mondani, il team di Report intervistava anche l’allora direttore delle risorse umane Valerio Fiorespino per chiedere conto di un appalto Rai affidato a un uomo considerato un prestanome di Massimo Carminati. Secondo il conduttore, i due approfondimenti dimostrano che abbia sempre affrontato questi temi anche alla luce del sole.

Dall’opposizione, a difendere Ranucci è solo il M5S con una nota dei componenti della Vigilanza Rai: «Non appena leggono il nome di Ranucci ai peones di Fratelli d’Italia viene il sangue agli occhi e la bava alla bocca». Poi il contrattacco: «Tirino fuori le chat di Delmastro. Fanno pelo e contropelo alle conversazioni private di un giornalista, quando un loro esponente, già sottosegretario alla Giustizia, si sta scudando in maniera ignobile dietro il Parlamento – concludono – per non mostrare le sue chat private con un prestanome della Camorra».

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