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De Priamo: “Sulle intercettazioni FdI non si fermerà, in Aula senza intesa”

Il senatore di FdI, Andrea De Priamo

 

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Il senatore di Fratelli d’Italia: “Ascolteremo gli alleati ma non retrocederemo. Ce lo ha chiesto il procuratore Melillo”
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L’emendamento sulle intercettazioni «sarà ripresentato in aula o attraverso un altro provvedimento». Il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Andrea De Priamo, a nome di FdI, è convinto che la proposta di modifica al decreto sicurezza che permette, in caso di reati legati a mafia e terrorismo, di allargare l’utilizzo delle registrazioni, non possa essere accantonata malgrado le resistenze di Forza Italia: «Dovrà decidere il Parlamento».

In commissione avete evitato di votare l’emendamento portando il testo in Aula senza mandato al relatore. Avete preso tempo per convincere Forza Italia?

«Dobbiamo trovare una soluzione con i partiti di maggioranza».

E se il presidente del Senato Ignazio La Russa dovesse dichiararlo inammissibile, cosa farete?

«Ne prenderemo atto e il tema sarà spostato in un successivo provvedimento».

Che tipo di provvedimento?

«In un decreto imminente del governo o attraverso una delle prossime iniziative parlamentari».

L’emendamento sulle intercettazioni «sarà ripresentato in aula o attraverso un altro provvedimento». Il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Andrea De Priamo, a nome di FdI, è convinto che la proposta di modifica al decreto sicurezza che permette, in caso di reati legati a mafia e terrorismo, di allargare l’utilizzo delle registrazioni, non possa essere accantonata malgrado le resistenze di Forza Italia: «Dovrà decidere il Parlamento».

In commissione avete evitato di votare l’emendamento portando il testo in Aula senza mandato al relatore. Avete preso tempo per convincere Forza Italia?

«Dobbiamo trovare una soluzione con i partiti di maggioranza».

E se il presidente del Senato Ignazio La Russa dovesse dichiararlo inammissibile, cosa farete?

«Ne prenderemo atto e il tema sarà spostato in un successivo provvedimento».

Che tipo di provvedimento?

«In un decreto imminente del governo o attraverso una delle prossime iniziative parlamentari».

Perché FdI insiste di fronte alle resistenze di un partito alleato?

«Il provvedimento sulle intercettazioni fatto dal governo nel 2024 è stato condiviso da tutti e resta assolutamente in vigore. Adesso non parliamo di stravolgere quel testo ma di accogliere un appello rivolto al Parlamento dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo e che non possiamo ignorare. C’è stata anche un’interlocuzione con la presidente della commissione Chiara Colosimo, che sta facendo un ottimo lavoro».

Forza Italia ha fatto sapere che se FdI insistete nel presentare questo emendamento lo voterà con M5S. Siete disposti anche a questo?

«La maggioranza in questi anni ha trovato sempre una quadra. Mi sembra strano che proprio su questo tema non sia possibile fare una sintesi. Ma se così non fosse, non sarebbe uno scandalo affidare la decisione al voto del Parlamento».

Quale potrebbe essere la soluzione?

«Dobbiamo individuare alcune tipologie di reato connesse alla lotta alla mafia nelle quali le intercettazioni possono essere uno strumento utile alle indagini».

Per adesso solo la Lega rivendica il disegno di legge sull’allargamento della legittima difesa, presentato dopo l’arresto di Mario Roggero che ha ucciso due rapinatori sparandogli alle spalle. FdI prende le distanze?

«La legittima difesa è un tema delicato che va approfondito sul piano della costituzionalità. Per noi ora la priorità è escludere il risarcimento per gli aggressori».

Oltre al tema intercettazioni, troverete un accordo anche sulle preferenze da inserire nella legge elettorale?

«La legge elettorale ha una valenza importantissima dal punto di vista della sovranità popolare. È noto che per FdI anche la possibilità di una scelta rispetto al parlamentare è un elemento a cui teniamo. Speriamo che l’emendamento, bocciato dalla Camera, possa essere riproposto in Senato».

Approfitterete del voto palese per farlo passare?

«Farei un passo alla volta. Prima di tutto dobbiamo capire se ci sono le condizioni per ripresentare la proposta».

Alla Camera potrebbe essere bloccata di nuovo dai malpancisti.

«Non c’è alcuna preclusione a fare ulteriori modifiche, non solo sulle preferenze. Ma è una discussione ancora da affrontare. Vogliamo costruire le condizioni per cui eventuali modifiche siano pienamente condivise e con certezza dei numeri. Siamo convinti che questo obiettivo sia raggiungibile».

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