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No Tav, Meloni: “Magistratura faccia il massimo contro violenti”. Schlein: “Governo strumentalizza”

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La premier con Piantedosi in visita al cantiere di Chiomonte. La segretaria dem: “Violenze inaccettabili”
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Parlano quasi all’unisono. La premier dalla Val di Susa dove è volata con il ministro dell’Interno Mattero Piantedosi per un blitz dopo le violenze dei No Tav di sabato scorso, la segretaria dem dagli studi televisivi dell’Aria che tira, La7.

Ma Giorgia Meloni ed Elly Schlein non suonano lo stesso spartito.

La prima ha come obiettivo la magistratura e chiede che questa “faccia il massimo” perché “uno Stato normale non può tollerare la violenza che ha portato al ferimento di 120 operatori delle forze dell’ordine”. Parole che arrivano quando vengono effettuati i primi arresti e le indagini coordinate dalla Procura di Torino ipotizzano al momento il reato di devastazione, mentre da FdI si chiede lo stop “a pene irrisorie” e si evoca l’associazione a delinquere. Per Meloni quello della Val di Susa è “uno scenario che si vede molto bene qui dietro, non è la scena di una guerra, è la scena di una presunta contestazione. Ma questo non è dissenso, questa è violenza organizzata, premeditata …

Parlano quasi all’unisono. La premier dalla Val di Susa dove è volata con il ministro dell’Interno Mattero Piantedosi per un blitz dopo le violenze dei No Tav di sabato scorso, la segretaria dem dagli studi televisivi dell’Aria che tira, La7.

Ma Giorgia Meloni ed Elly Schlein non suonano lo stesso spartito.

La prima ha come obiettivo la magistratura e chiede che questa “faccia il massimo” perché “uno Stato normale non può tollerare la violenza che ha portato al ferimento di 120 operatori delle forze dell’ordine”. Parole che arrivano quando vengono effettuati i primi arresti e le indagini coordinate dalla Procura di Torino ipotizzano al momento il reato di devastazione, mentre da FdI si chiede lo stop “a pene irrisorie” e si evoca l’associazione a delinquere. Per Meloni quello della Val di Susa è “uno scenario che si vede molto bene qui dietro, non è la scena di una guerra, è la scena di una presunta contestazione. Ma questo non è dissenso, questa è violenza organizzata, premeditata e come tale deve essere trattata", ha aggiunto e “lo Stato non indietreggia, i violenti vanno assicurati alla giustizia”.

Il bersaglio di Schlein è invece il governo, che accusa di “strumentalizzare” fatti violenti “per buttarli addosso alle opposizioni”, mentre “istituzioni e politica dovrebbero lavorare insieme per isolare la violenza”. Violenza che la segretaria dem “condanna senza esitazioni e tentennamenti”.

Nelle ore successive agli scontri nel cantiere di Chiomonte per il Pd aveva parlato il responsabile della Sicurezza Matteo Mauri, mentre il centrodestra era andato all’attacco chiedendo una condanna “unanime” e accusando parti del centrosinistra di tollerare le frange violente dei movimenti.

“Ecco i frutti avvelenati e violenti di una sinistra che da troppo tempo alimenta odio e delegittimazione contro le forze dell'ordine e chi indossa una divisa”, aveva attaccato il leader della Lega Matteo Salvini. Diversi esponenti FdI avevano parlato di “ambiguità” delle opposizioni. “La violenza rivela il volto dell’ambientalismo estremista”, le parole dell'europarlamentare di Fratelli d'Italia, Nicola Procaccini. L'accusa arrivava anche dal leader azzurro Antonio Tajani che imputava alla sinistra di essere "sempre più tollerante, se non addirittura connivente, con i teppisti, i violenti e i gruppi eversivi, da Bologna alla Val di Susa". Mentre per il vannacciano Emanuele Pozzolo “le manifestazioni di destra sono quasi sempre pacifiche, mentre Pd e M5s hanno contribuito, negli anni, a rendere tollerabili comportamenti che in uno Stato serio dovrebbero essere condannati senza esitazioni”.

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