Fondi Safe per armi, Tajani: “Li useremo”. Stop Lega: “Decide Parlamento”. Ue chiede chiarezza
di Stefano BaldoliniL’Italia userà i fondi Safe, lo strumento dell'Ue che fornisce prestiti fino a 150 miliardi di euro per aiutare gli Stati membri ad aumentare gli investimenti nel settore della difesa entro il 2030. All’Italia spetta un fondo di 14,9 miliardi.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che il governo ha "prenotato 14,9 miliardi" e il governo deciderà entro la fine dell'anno cosa utilizzare, lasciando intendere, in linea con il ministro della Difesa Guido Crosetto, che non è stata presa ancora una decisione su quanto utilizzare dei fondi a disposizione.
Su questo aspetto è nato un caso. Tajani è stato costretto a precisare dopo aver dichiarato in un primo momento di “aver deciso di utilizzare Safe chiedendo un intervento …
L’Italia userà i fondi Safe, lo strumento dell'Ue che fornisce prestiti fino a 150 miliardi di euro per aiutare gli Stati membri ad aumentare gli investimenti nel settore della difesa entro il 2030. All’Italia spetta un fondo di 14,9 miliardi.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che il governo ha "prenotato 14,9 miliardi" e il governo deciderà entro la fine dell'anno cosa utilizzare, lasciando intendere, in linea con il ministro della Difesa Guido Crosetto, che non è stata presa ancora una decisione su quanto utilizzare dei fondi a disposizione.
Su questo aspetto è nato un caso. Tajani è stato costretto a precisare dopo aver dichiarato in un primo momento di “aver deciso di utilizzare Safe chiedendo un intervento di 14,9 miliardi”.
Parole che poi sono state rettificate dallo stesso ministro: "Come ho sempre detto, e come hanno detto tutti i miei colleghi, Giorgetti e Crosetto, ne utilizzeremo probabilmente di meno: sei, sette, otto, nove, lo abbiamo detto anche oggi. Quindi ne abbiamo prenotati 14,9, cioè quello è il tetto massimo, ma ne utilizzeremo di meno".
I due ministri hanno partecipato all'audizione in Parlamento, davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, nel dibattito seguito all'informativa sugli esiti del vertice Nato di Ankara di inizio luglio.
Il programma Safe "per come è stato impostato è uno strumento di finanziamento della spesa militare, non aggiuntivo di quella prevista a bilancio. Per cui in Italia il Safe è un'alternativa al Bot. È una scelta totalmente tecnica che il ministro farà entro la fine dell'anno: sui 14,9 miliardi di cui parlava prima il ministro Tajani, valuteremo quanto utilizzarne in modo tecnico in alternativa ai BoT e ai CcT, dal punto di vista della convenienza finanziaria". Così Crosetto.
Chi apprezza lo stop and go di Tajani è il leghista Claudio Borghi: “Prendo atto con piacere delle precisazioni di Tajani sui fondi Safe. Non c'è nessuna decisione sul loro utilizzo o meno”. Le parole del senatore anticipano la posizione del Carroccio, che di fatto è uno stop: “Sull'uso dei fondi Safe l'ultima parola spetta al Parlamento".
Interviene Bruxelles che chiede a Roma di chiarirsi le idee, e di farlo in fretta. "Vogliamo sicuramente che l'Italia mantenga i 14,9 miliardi di Safe come annunciato oggi, e questo è uno sviluppo molto, molto positivo. Ora, dobbiamo procedere alla firma dell'accordo di prestito perché dobbiamo erogare i fondi per dare il via al progetto. Quindi questa è la tempistica che stiamo considerando". Così un portavoce della Commissione europea, spiegando che “c'è bisogno di chiarezza al più presto”.
Le reazioni delle opposizioni
Le opposizioni vanno all’attacco.
Matteo Renzi si scaglia contro il ministro degli Esteri. "Tajani va in commissione e dice: abbiamo deciso di chiedere fondi europei Safe per 14,9 miliardi di euro. Una notizia importante! Ma scatta il subbuglio in maggioranza. Dopo mezz'ora Tajani precisa: non li abbiamo chiesti ma solo ‘prenotati’. Ma dove vive il nostro ministro degli Esteri? I fondi Safe sono già prenotati: il governo deve decidere se usarli o no". Lo scrive su X il leader di Italia viva che ironizza: “Ma è del mestiere, questo?”.
Per Peppe De Cristofaro di Alleanza verdi sinistra, “il governo in confusione dice sì ai fondi per le armi, ma non ha il coraggio di dirlo agli italiani. Tajani annuncia che hanno prenotato i 14,9 miliardi, ma che ne spenderanno meno. Mentre Crosetto si affretta a dichiarare che è una scelta tecnica. Non vogliono assumersi la responsabilità davanti al paese di spendere decine di miliardi di euro per le armi, mentre per il caro benzina hanno messo in campo poche centinaia di milioni di euro”. Per i co-leader Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni ipotizzare nuove spese per armi è “follia”.
"Questo indecoroso balletto sui fondi Safe mette in ridicolo l'Italia. Il governo abbia una parola sola. Il braccio di ferro tra Tajani e Borghi penalizza e umilia il Paese di fronte alla Ue. Subito si alle risorse Safe per la costruzione della difesa europea. Ora basta". Lo scrive su X il senatore del Pd, Filippo Sensi. Mentre per Piero De Luca, capogruppo dem in Commissione Affari Europei della Camera, “ormai nel governo e nella maggioranza è un liberi tutti. Sui fondi Safe assistiamo all'ennesima dimostrazione di una coalizione incapace di esprimere una linea comune”.
"Basta fare gli interessi delle multinazionali e della finanza internazionale, basta agenda Draghi. Noi di Futuro nazionale vogliamo fare solo gli interessi dell'Italia e degli italiani che hanno ben altre priorità", tuona Roberto Vannacci.
Lo scontro sullo scostamento di bilancio
Il Movimento 5 stelle apre un altro fronte sostenendo che il governo “chiederà uno scostamento di bilancio da 21 miliardi dopo l’estate pari allo 0,9 per cento del Pil”. Il riferimento è alle parole di Crosetto in audizione: “Il Safe per come è stato impostato è uno strumento di finanziamento della spesa militare, non aggiuntivo di quella prevista a bilancio. La scelta politica sarà lo scostamento di bilancio che voteremo, se voteremo a settembre, sullo 0,9 per la difesa e lo 0,6 per l'energia”.
“Ci aspettiamo spiegazioni, se le aspettano gli italiani, che invece chiedono provvedimenti urgenti per contrastare il caro-carburanti e il caro-bollette”, dichiara il senatore 5s Bruno Marton. Precisa Crosetto: “L'eventuale ricorso alla National Escape Clause prevista dal Patto di Stabilità europeo riguarda un percorso già delineato e limitato nel tempo: lo 0,3% del Pil nel 2027 e lo 0,6% nel 2028. Non ho mai parlato di uno scostamento di bilancio da 21 miliardi dopo l'estate”.
Chi ha ottenuto i fondi Safe e le esitazioni italiane
L’Italia sembra aver preso una decisione sullo strumento finanziario europeo per potenziare la difesa degli Stati membri entro il 2030: prestiti per 150 miliardi da restituire in 45 anni a tasso agevolato.
L'Italia a fine agosto 2025 aveva presentato domanda per 14,9 miliardi di euro che dopo l’ok di Bruxelles attende solo la firma del contratto esecutivo. Tuttavia, la conclusione del prestito è bloccata da mesi dal dibattito nel governo che, per attivare il fondo Safe, sta aspettando la deroga parlamentare al Patto di stabilità negli investimenti sulla difesa. Ma pesa anche l’impatto di un aumento delle spese per armi sull’opinione pubblica già sotto pressione per aumenti di bollette e carburanti.
Da Bruxelles però la Commissione incalza e ha fretta di chiudere tutti i contratti con i 18 Paesi che hanno visto l'approvazione delle richieste di prestito. Si va dai 43 miliardi chiesti dalla Polonia, cui segue la Romania con 16 miliardi, la Francia con 15 miliardi fino ad arrivare al miliardo chiesto dalla Spagna. Tra i Paesi che non hanno fatto richiesta risulta la Germania.