Lo “svuota carceri” adesso è legge. Mentre dalla Puglia arriva l’allarme per il sovraffollamento dietro le sbarre che nella regione ha raggiunto il 180% e in Lombardia gli avvocati parlano di carceri come di «discariche sociali in cui manca anche il sapone», la Camera dà il via libera definitivo alla legge che dispone i domiciliari per i tossicodipendenti o alcoldipendenti.
Per la premier Giorgia Meloni, la legge «rafforza la concreta possibilità, per chi è stato condannato per reati commessi sulla spinta della tossicodipendenza, di affrontare un percorso di recupero in detenzione domiciliare in comunità invece che restare in carcere, quando la condanna non supera gli otto anni di reclusione».
Un provvedimento che secondo il Guardasigilli Carlo Nordio permette la detenzione alternativa per 10mila persone. Numeri contro i quali sono insorte le opposizioni, facendo notare che con la dotazione economica disponibile appena 500 persone potranno beneficiare delle misure alternative. Al punto che in serata la retromarcia arriva direttamente da fonti del ministero, che confermano i numeri dell’opposizione: «La quantificazione in 10mila persone che sarebbero collocate agli arresti domiciliari, operata dal ministro Nordio, è evidentemente di prospettiva pluriennale».
Di più: dal dicastero precisano inoltre che «la legge stessa prevede opportunamente una copertura finanziaria per il 2026 pari a 500 unità, e l’auspicio è che la misura possa estendersi ulteriormente per gli anni successivi». Per l’opposizione, insomma, è poco più che «uno specchietto per le allodole».
In aula sono stati 153 i deputati a votare sì, 42 i no e 82 gli astenuti. I parlamentari del campo largo si sono astenuti, tranne gli esponenti del M5S che hanno votato contro. Stesso voto espresso anche sulla norma, poi cassata, che era stata proposta da Futuro Nazionale di Roberto Vannacci e che avrebbe consentito una pena alternativa per Mario Roggero. Niente da fare: è stato dichiarato inammissibile l’emendamento che prevedeva la detenzione domiciliare per gli autori di reato «determinati da un impulso contingente insorto in stato di provocazione» che avrebbe consentito di far rientrare fra i casi in deroga quello del gioielliere 72enne di Cuneo.
A favore della legge sui domiciliari hanno votato Lega e Fdi: per la leghista Simonetta Matone, l’obiettivo del provvedimento «non è svuotare le carceri, ma evitare che chi delinque, se tossicodipendente, ci torni. Se la causa della condotta criminale è la dipendenza, combattere la dipendenza significa ridurre il rischio di nuovi reati». E da FdI Carolina Varchi rimarca come la legge contenga «limiti invalicabili». Contro la criminalità organizzata e i reati più gravi «non c’è nessun passo indietro da parte di questa maggioranza». Ma l’opposizione resta critica sull’effettivo impatto della norma. La dem Debora Serracchiani evidenzia il sovraffollamento delle carceri: «Ci sono 64.645persone ristrette in istituti penitenziari su 51.183 posti disponibili, di cui 4.941 di fatto non lo sono. Dunque ci sono 64.645 persone ristrette su 46.242 posti disponibili in questo momento. Da inizio anno si registrano 24 suicidi. Oggi c`è quasi il 140% di sovraffollamento».