Grillo: “M5s doveva cambiare politica ma politica ha cambiato loro”. Conte: per lui Draghi grillino
di Giacomo GalantiBeppe Grillo
“M5s doveva cambiare la politica ma la politica ha cambiato il Movimento". Quello di Beppe Grillo è un lungo j’accuse messo per iscritto sul proprio blog: "Il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità – afferma - e, soprattutto, quella "diversità" che lo aveva reso unico. Doveva ascoltare i cittadini e ha cominciato ad ascoltare i sondaggi. Doveva occuparsi del futuro e ha finito per occuparsi delle poltrone".
In un dettagliato post dal titolo "Si sono montati la testa senza leggere le istruzioni", il comico torna dopo un lungo silenzio a occuparsi - in modo fortemente critico - del Movimento che, ricorda, "era nato da un sentimento popolare che continua a esistere, anche se chi avrebbe dovuto rappresentarlo ha smesso di ascoltarlo".
La nascita del Movimento, prosegue Grillo, prendeva le mosse dalla "delusione verso un modello occidentale fondato sulla democrazia e sui diritti, ma sempre più dominato dal capitalismo. Le domande sono rimaste - osserva -, le risposte sono scomparse".
…“M5s doveva cambiare la politica ma la politica ha cambiato il Movimento". Quello di Beppe Grillo è un lungo j’accuse messo per iscritto sul proprio blog: "Il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità – afferma - e, soprattutto, quella "diversità" che lo aveva reso unico. Doveva ascoltare i cittadini e ha cominciato ad ascoltare i sondaggi. Doveva occuparsi del futuro e ha finito per occuparsi delle poltrone".
In un dettagliato post dal titolo "Si sono montati la testa senza leggere le istruzioni", il comico torna dopo un lungo silenzio a occuparsi - in modo fortemente critico - del Movimento che, ricorda, "era nato da un sentimento popolare che continua a esistere, anche se chi avrebbe dovuto rappresentarlo ha smesso di ascoltarlo".
La nascita del Movimento, prosegue Grillo, prendeva le mosse dalla "delusione verso un modello occidentale fondato sulla democrazia e sui diritti, ma sempre più dominato dal capitalismo. Le domande sono rimaste - osserva -, le risposte sono scomparse".
"Noi - insiste l'ex garante del Movimento - avevamo provato a darne alcune, distribuire il reddito, cambiare la classe dirigente, coinvolgere i cittadini nelle decisioni e programmare il futuro invece di amministrare la prossima elezione. Le avevamo chiamate reddito di cittadinanza, limite dei due mandati, restituzioni, democrazia diretta e transizione ecologica; proposte che, con il tempo - accusa - sono diventate slogan da pronunciare nei convegni e dimenticate dopo il buffet".
Grillo passa quindi ad un'analisi più generica della "crisi del modello occidentale", più "profonda", dice, e che porta i sintomi di "una malattia che la politica preferisce usare anziché curare". Come ad esempio con "il disagio legato all'immigrazione, quando i flussi vengono lasciati senza governo e senza integrazione". "Se pensiamo che il modello occidentale debba essere difeso - spiega quindi -, dobbiamo renderlo credibile, per farlo bisogna tornare ad ascoltare i cittadini, prima che la paura li consegni a modelli autoritari. Quando la democrazia smette di rispondere, arriva qualcuno che promette di farlo al suo posto, a volte indossa una divisa, altre volte controlla un algoritmo".
E allora il programma "dovrebbe partire da qui, dall'ascolto". E le domande - ricorda - "riguardano la sicurezza e la salute, l'equità, la partecipazione e l'identità. Con una particolare attenzione all'impatto dell'Intelligenza Artificiale sulle nostre vite (dal lavoro, alla sanità fino alla sicurezza dei nostri dati personali). "Servono risposte chiare e che guardino oltre il prossimo sondaggio", avverte.
C'è poi - nel lungo post - un passaggio che lega la "rete" alla democrazia: "la rete - spiega Grillo - permette a milioni di persone di comunicare e votare in pochi secondi, eppure continuiamo a delegare quasi ogni decisione a rappresentanti che, una volta eletti, rispondono ai partiti e alle correnti, e prima o poi finiscono per rispondere soprattutto alla propria sopravvivenza. La tecnologia potrebbe permettere una partecipazione continua dei cittadini e un controllo sulle decisioni, più che per eliminare la rappresentanza, per limitarne il potere e impedire che la delega diventi una cambiale in bianco per cinque anni. Ecco - conclude -, il MoVimento era nato per affrontare tutte queste domande, poi ha cominciato a occuparsi di se stesso. Ma le domande non sono scomparse, sono ancora fuori dai palazzi e aspettano qualcuno che provi a rispondere...".
Tra le prime reazioni al post di Grillo c’è quella, lapidaria, del presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte: "Grillo ci accusa di aver perso la nostra identità? Con tutte le battaglie che stiamo facendo, spesso contro tutti? Beh, lui aveva detto che Draghi era un grillino. Fate un po’ voi".
Per l’ex ministro Danilo Toninelli, invece, “il post di oggi di Beppe Grillo ricorda una verità semplice: un simbolo vive dei valori che rappresenta. Conte e l'attuale gruppo dirigente hanno cancellato il limite dei due mandati, hanno archiviato la democrazia diretta, hanno eliminato il ruolo del garante e hanno rinunciato all'identità di un MoVimento che nasceva per essere né di destra né di sinistra, costruendo i governi sui programmi e non sulle appartenenze ideologiche. Così hanno svuotato quel simbolo del suo significato. E basta con la favola che il governo Draghi sia responsabilità esclusiva di Grillo: quella scelta fu condivisa convintamente anche da Conte, Di Maio e dagli stessi dirigenti che oggi scaricano tutto su di lui. La differenza è che Grillo ha poi riconosciuto pubblicamente di aver sbagliato".