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Intercettazioni, l’aiuto di La Russa per coprire le divisioni a destra

(ansa)

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Il presidente del Senato pronto a dichiarare inammissibili le modifiche di FdI bocciate da FI. Il Pd ironizza: provvidenziale
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Alla mossa di FdI seguirà la contromossa del presidente del Senato Ignazio La Russa. Il partito di Giorgia Meloni lo ripete da tempo e lo ha fatto. Ieri ha depositato due proposte di modifica sulle intercettazioni al decreto giustizia-migranti identiche a quelle già presentate in commissione e mai esaminate dal momento che il testo è approdato in aula senza mandato al relatore.

FdI chiede di ampliare l’utilizzabilità delle intercettazioni in procedimenti diversi da quelli per cui sono state autorizzate. L’obiettivo, per i Fratelli, è accogliere la richiesta del procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo che nelle ultime settimane ha avuto una fitta interlocuzione con la presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo.

Questi emendamenti portano la firma dei senatori Sandro Sisler e Gianni Berrino, ma vedono già le barricate alzate, in commissione prima e ora in vista dell’approdo in aula, da Forza Italia. «Noi siamo contrari», dice il leader azzurro Antonio Tajani per po…

Alla mossa di FdI seguirà la contromossa del presidente del Senato Ignazio La Russa. Il partito di Giorgia Meloni lo ripete da tempo e lo ha fatto. Ieri ha depositato due proposte di modifica sulle intercettazioni al decreto giustizia-migranti identiche a quelle già presentate in commissione e mai esaminate dal momento che il testo è approdato in aula senza mandato al relatore.

FdI chiede di ampliare l’utilizzabilità delle intercettazioni in procedimenti diversi da quelli per cui sono state autorizzate. L’obiettivo, per i Fratelli, è accogliere la richiesta del procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo che nelle ultime settimane ha avuto una fitta interlocuzione con la presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo.

Questi emendamenti portano la firma dei senatori Sandro Sisler e Gianni Berrino, ma vedono già le barricate alzate, in commissione prima e ora in vista dell’approdo in aula, da Forza Italia. «Noi siamo contrari», dice il leader azzurro Antonio Tajani per poi aggiungere: «Credo che sia anche inammissibile». Ed è qui la chiave per capire cosa succederà oggi.

La Russa comunicherà quali proposte di modifica saranno ammesse all’esame dell’aula e quali no. Nella maggioranza c’è già chi presagisce: «Tutte quelle divisive saranno bocciate dal presidente del Senato». Così da evitare il voto dell’aula, quindi una spaccatura plateale della maggioranza. E che si va incontro all’inammissibilità ne è consapevole anche Fratelli d’Italia, che però ha voluto insistere in questa battaglia di bandiera.

È sufficiente infatti ascoltare la parole del vicepremier di Forza Italia per capire che aria tira: «Il centrodestra pochi mesi fa ha approvato un testo che oggi qualcuno vuole modificare, quindi sarebbe una contraddizione in termini da parte del centrodestra. Noi quell’emendamento non lo possiamo votare».

In totale sono circa 500 le proposte di modifica che pendono sul provvedimento e bisognerà vedere quante ne resteranno dopo la “tagliola”. «Fin dall’inizio avevo evidenziato alla presidente Bongiorno che quegli emendamenti sulle intercettazioni erano per me inammissibili», spiega l’azzurro Pierantonio Zanettin al termine dei lavori della commissione, «ritengo che se così venissero considerati, sarebbe una decisione saggia e prudente».

Sugli ascolti sono arrivate proposte di modifica anche dal Pd e da M5S. Il senatore dem Walter Verini, ironizza sulla «provvidenziale inammissibilità» dell’emendamento di FdI e attacca questo «pessimo provvedimento» che ha diviso la maggioranza «sulla lotta alle mafie». La vicepresidente del Senato Anna Rossomando (Pd) fa notare che in questi anni «sono stati introdotti nuovi reati senza alcun risultato sul piano della sicurezza».

Per il senatore M5S Roberto Cataldi sulle intercettazioni la maggioranza «sta offrendo uno spettacolo surreale», che Enrico Borghi di Italia viva bolla come «un regolamento di conti interno». E non è un caso se ieri il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha incontrato per un paio d’ore il sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano. Viene garantito che si è parlato di ordinarie interlocuzioni, ma è anche noto che FdI vuol tornare alla carica sulle intercettazioni con un provvedimento ad hoc.

Inoltre, nella parte che riguarda i migranti, la Lega ha presentato un emendamento che mette una stretta sui minori. Forza Italia non è d’accordo e, anche in questo caso, per evitare la spaccatura della maggioranza ci penserà La Russa.

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