Non è una regola scritta per fortuna, ma a volte va così: quando un amore finisce (in questo caso politico, s’intende) ci si rinfacciano le peggio cose. Anche pubblicamente. Basta vedere lo spettacolo andato in onda stamani su Agorà estate, a Rai 3, con protagonisti Laura Ravetto di Futuro nazionale e Riccardo Molinari della Lega.
Premessa: il piemontese Molinari è capogruppo del Carroccio alla Camera dal 2018 e Ravetto, piemontese e deputata pure lei, ha fatto parte del gruppo leghista dal 2020 (“Salvini rappresenta la svolta liberale”, disse) fino a due mesi e mezzo fa. Insomma, insieme ne hanno viste e fatte parecchie, in Parlamento, tra manifestazioni e palchi, in feste di partito in provincia tra salamelle e selfie.
Che fosse rimasto dell’astio – eufemismo – dopo l’uscita di Ravetto per accasarsi con Roberto Vannacci (un altro ex leghista) si sapeva e anche in studio lo hanno capito subito dal “lei” che si sono rivolti sin da subito. La conduttrice Giulia Di Stefano, abituata a d…
Non è una regola scritta per fortuna, ma a volte va così: quando un amore finisce (in questo caso politico, s’intende) ci si rinfacciano le peggio cose. Anche pubblicamente. Basta vedere lo spettacolo andato in onda stamani su Agorà estate, a Rai 3, con protagonisti Laura Ravetto di Futuro nazionale e Riccardo Molinari della Lega.
Premessa: il piemontese Molinari è capogruppo del Carroccio alla Camera dal 2018 e Ravetto, piemontese e deputata pure lei, ha fatto parte del gruppo leghista dal 2020 (“Salvini rappresenta la svolta liberale”, disse) fino a due mesi e mezzo fa. Insomma, insieme ne hanno viste e fatte parecchie, in Parlamento, tra manifestazioni e palchi, in feste di partito in provincia tra salamelle e selfie.
Che fosse rimasto dell’astio – eufemismo – dopo l’uscita di Ravetto per accasarsi con Roberto Vannacci (un altro ex leghista) si sapeva e anche in studio lo hanno capito subito dal “lei” che si sono rivolti sin da subito. La conduttrice Giulia Di Stefano, abituata a dirimere le discussioni più accese tra schieramenti opposti, si è invece trovata di fronte a un crescendo di accuse tutto interno al mondo sovranista, per l’appunto tra due ex compagni di partito. Al di là dell’episodio in sé, la vicenda mostra quanto sia complesso, in prospettiva, tenere assieme Fn con il resto del centrodestra.
Seduti l’uno di fronte all’altra, ha cominciato Ravetto bocciando la misura del taglio del costo delle accise mobili per il diesel fino al 6 agosto annunciato dal ministro Giancarlo Giorgetti: “L’unico modo per intervenire rapidamente è comprare il gas, anche dalla Russia”. “Non mi è chiaro cosa c’entra il gas con i carburanti…”, risponde Molinari. “C’è tutto un tema industriale”, replica Ravetto, il collega si limita a fare la faccia basita (il famoso tasto F4 di Boris). Il meglio arriva dopo, quando la deputata neo-vannacciana torna sul conflitto tra Russia e Ucraina: Molinari le dice “non sai da dove passa il gas”; “collega Molinari, non si sottragga alla domanda, perché non smettiamo di utilizzare i soldi dei cittadini per finanziare una missione fallimentare? Prendo atto che la Lega ha cambiato idea e vuole continuare a finanziarla”; “la verità è che lei da deputata della Lega ha votato tutti i pacchetti di aiuto all’Ucraina, quindi al massimo è lei che ha cambiato idea, dire certe cose significa prendere in giro la gente”; “otto deputati se ne sono andati dal suo gruppo alla Camera, non al Senato, perché ogni volta che votavamo quei pacchetti lei ci raccontava che sarebbe stato l’ultimo”; “io non ho mai raccontata niente del genere, lei se n’è andata perché spera di essere ricandidata, cosa che nella Lega probabilmente non sarebbe successa, non menta ai cittadini”.
Di Stefano prova a placare gli animi, “siamo al redde rationem…”, annota.
Ma non finisce lì, perché si cambia argomento e si arriva ai video di slopaganda veicolati da Vannacci, dove si vedono i leader dell’opposizione messi a morte in un’arena dell’antica Roma. “Non li ha fatti il generale. Abbiamo un problema di tasse e carovita e dobbiamo parlare di video satirici”, spiega Ravetto. “La collega non può uscirsene dicendo che Vannacci non c’entra nulla, chiunque vede che sono tutti collegati al suo profilo e hanno il simbolo di Fn”; “Molinari si deve tranquillizzare, capisco il suo astio, capisco l’odio perché vi stiamo svuotando”; “posso parlare? Posso parlare?”; “dovete calmarvi, Molinari…”; “mi fa parlare, mi fa parlare?”; “il tuo segretario ha fatto i video con le bambole gonfiabili…”, riferimento a Salvini che in un comizio portò sul palco quella raffigurante Laura Boldrini; “e se non le andava bene poteva non entrare nella Lega…”; “e infatti sono uscita”; “c’è un altro video, Vannacci marcia su Roma con dietro i militari armati tra i saluti romani, lei si è sempre detta liberale e invece appoggia questo messaggio politico, e spiega anche perché non mi fa parlare”; “sono liberale ma non sono di sinistra come lei”, conclude la deputata.
E su Molinari di sinistra, probabilmente, le antenne della tv pubblica sono implose interrompendo le trasmissioni.