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Preferenze, frizioni al vertice di FI. Apertura con riserva: “Stavolta il testo va discusso prima”

(ansa)

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Riunione dei parlamentari azzurri in vista dell’esame dell’emendamento di FdI al Senato. Tensione tra la capogruppo Stefania Craxi e il segretario Antonio Tajani
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Dialogo sì, ma senza imposizioni o farsi dettare la linea da Fratelli d’Italia. I senatori azzurri sono stati durissimi nei confronti degli alleati. E ad Antonio Tajani è stato rimproverato il metodo utilizzato. Riuniti per due ore con il leader di Forza Italia hanno chiesto, nei fatti, di avere un peso maggiore nella trattativa sulla legge elettorale, che si prospetta tutta in salita. L’emendamento sulle preferenze, voluto da FdI, presentato alla Camera con il benestare di Tajani e Salvini e poi respinto dall’aula, è un precedente che non deve ripetersi a palazzo Madama. “Non ne sapevamo nulla”, è il rimprovero che è stato rivolto dalla capogruppo Stefania Craxi al vicepremier. Quindi, per prima cosa, il senatore Roberto Rosso è entrato a far parte della squadra degli sherpa insieme ai deputati Stefano Benigni e Alessandro Battilocchio.

Dialogo sì, ma senza imposizioni o farsi dettare la linea da Fratelli d’Italia. I senatori azzurri sono stati durissimi nei confronti degli alleati. E ad Antonio Tajani è stato rimproverato il metodo utilizzato. Riuniti per due ore con il leader di Forza Italia hanno chiesto, nei fatti, di avere un peso maggiore nella trattativa sulla legge elettorale, che si prospetta tutta in salita. L’emendamento sulle preferenze, voluto da FdI, presentato alla Camera con il benestare di Tajani e Salvini e poi respinto dall’aula, è un precedente che non deve ripetersi a palazzo Madama. “Non ne sapevamo nulla”, è il rimprovero che è stato rivolto dalla capogruppo Stefania Craxi al vicepremier. Quindi, per prima cosa, il senatore Roberto Rosso è entrato a far parte della squadra degli sherpa insieme ai deputati Stefano Benigni e Alessandro Battilocchio.

Mossa numero due: a riunione ancora in corso è stato chiesto a Benigni di sollecitare una riunione tra i referenti della maggioranza per discutere dell’emendamento sulle preferenze già la prossima settimana.

Così, al termine della riunione, Tajani spiega lo stato dell’arte: “La riunione si è conclusa con una decisione che possiamo riassumere così: Sì, ma. Nel senso che abbiamo chiesto già una riunione del tavolo sulla legge elettorale con gli alleati per capire cosa sarà l'emendamento sulle preferenze, per discutere e per valutare alcune modiche che chiederemo noi, in modo che non ci sia un dibattito una volta presentato l'emendamento, ma arrivare già con un accordo sugli emendamenti. Questo è il nostro obiettivo. L'orientamento è quello di accogliere la proposta, ma meglio vederla prima. Serve una discussione approfondita in modo che ci siano determinate garanzie, le donne... Insomma, vediamo quali sono le proposte che fanno loro. Siamo disposti a discutere e anche orientati positivamente sull'emendamento, ma vogliamo vederlo prima, discuterne prima e vedere se c'è disponibilità su alcune cose che chiederemo noi".

Tra queste la revisione delle regole sui collegi all’estero. “Se ci sono i capilista bloccati nei collegi italiani, allora devono esserci anche all’estero”, spiega chi ha in mano il dossier.

Al termine della riunione Tajani e Craxi vanno via insieme e si dirigono verso la Camera dove è in programma una conferenza stampa sull’evento dei giovani “Azzurra libertà”. Si siedono fianco fianco, anche per allontanare la voci di dissidi tra i due. Di certo, il messaggio è arrivato chiaro: Mai più decisioni calate dall’alto.

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