Sono 14,9 miliardi di euro, ma, di fatto, non sappiamo ancora se li prenderemo, né come li spenderemo. Fioccano le speculazioni. Più droni che carri armati. Droni volanti. Droni terresti. Contraerea. Gli stipendi dei militari. «La verità è che non si sa nulla nel dettaglio», ammette Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana di Difesa. «Lo scorso dicembre l’Italia ha mandato una lista della spesa a Bruxelles, ma si è trattata di una richiesta non resa pubblica. Non c’è stata nessuna trasparenza».
Dieci Paesi hanno già dato il loro via libera agli accordi esecutivi. Tra loro Francia, Belgio, Estonia, Lettonia, Romania, Lituania, Croazia, Grecia. L’ultima, in ordine di tempo, è stata la Bulgaria. La fetta più grande spetta alla Polonia: 43,7 miliardi, su un budget complessivo di 150 miliardi. Il 65 per cento degli acquisti dev’essere fatto in Europa: questo prevede l’accordo. «Il Portogallo - fa un esempio Batacchi - acquisterà tre fregate Fremm Evo prodotte in Italia proprio gra…
Sono 14,9 miliardi di euro, ma, di fatto, non sappiamo ancora se li prenderemo, né come li spenderemo. Fioccano le speculazioni. Più droni che carri armati. Droni volanti. Droni terresti. Contraerea. Gli stipendi dei militari. «La verità è che non si sa nulla nel dettaglio», ammette Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana di Difesa. «Lo scorso dicembre l’Italia ha mandato una lista della spesa a Bruxelles, ma si è trattata di una richiesta non resa pubblica. Non c’è stata nessuna trasparenza».
Dieci Paesi hanno già dato il loro via libera agli accordi esecutivi. Tra loro Francia, Belgio, Estonia, Lettonia, Romania, Lituania, Croazia, Grecia. L’ultima, in ordine di tempo, è stata la Bulgaria. La fetta più grande spetta alla Polonia: 43,7 miliardi, su un budget complessivo di 150 miliardi. Il 65 per cento degli acquisti dev’essere fatto in Europa: questo prevede l’accordo. «Il Portogallo - fa un esempio Batacchi - acquisterà tre fregate Fremm Evo prodotte in Italia proprio grazie ai fondi Safe». Ma è vero, come trapela dalla Farnesina, che l’Italia è intenzionata a comprare più droni invece che carri armati? L’esperto è cauto: «Si sa che anche la firma del contratto per i nuovi carri armati sviluppati da Leonardo in collaborazione con Rheinmetall, il Nmbt, New Main Battle Tank, è legato ai fondi Safe».
L’indecisione è politica. Uno stallo che potrebbe durare fino alle elezioni. La maggioranza è divisa. Con la Lega in prima fila a dire di no. L’irruzione di Vannacci, al grido «gli italiani hanno altre priorità», ha reso più complicato il quadro. «Tajani dice che sarà Crosetto a precisare come spenderli, Crosetto getta la palla a Giorgetti, quest’ultimo rinvia al Parlamento», sintetizza Batacchi. Spetta al ministero dell’Economia la firma degli accordi esecutivi.
C’è anche un calcolo legato alla spesa. Il governo italiano vuole aspettare e attivare il fondo Safe solo quando la clausola di salvaguardia nazionale per derogare al Patto di stabilità negli investimenti sulla difesa sarà richiesta e deliberata dal Parlamento. Quando sarà possibile sfruttare la flessibilità concessa dall’Unione per affrontare la crisi energetica. I prestiti saranno a tasso molto agevolato. L’Italia potrà restituirli in 45 anni, con un periodo di tolleranza, grace period, di dieci anni. Il programma Safe sostiene gli appalti di prodotti per la difesa di diverso tipo: missili, munizioni, droni, sistemi anti drone, sicurezza aerea, cibernetica.
Repubblica un mese fa faceva notare che la nostra urgenza sono i tank. Ne abbiamo pochi e vetusti, con oltre trent’anni di servizio. Perciò si era pensato di modernizzarne 125, ma i prototipi non sono ancora pronti e oggi si fatica a tenerne in funzione una cinquantina. Più o meno, il 15 per cento di quelli che abbiamo garantito alla Nato. C’è una corrente di pensiero secondo la quale le esperienze ucraine hanno reso superati i grandi e costosi carri armati: esiste un acceso dibattito tra esperti ma i generali tedeschi e israeliani, ad esempio, continuano a ritenerli indispensabili. Dice Batacchi: «Oggi tutti parlano di droni, tutti a dire che i carri armati non servono più a nulla, che basta avere i droni. Ma non è così». Ieri Antonio Tajani ha detto che 14,9 miliardi sono il tetto massimo da utilizzare. Poi si deciderà se spenderne sei, sette, otto, nove. Ma come?