✕

Chat con Caroccia, Delmastro invia le carte alla procura. Braccio di ferro sulla lettura alla Camera

(ansa)
Lo Voi: quelle conversazioni servono alla difesa. La maggioranza prende tempo. I 5S annunciano battaglia. E il legale di Caroccia deposita i messaggi anche con altre persone
4 minuti di lettura

Alla fine la resa arriva per voce dello stesso Andrea Delmastro, che affida a una nota la notizia della trasmissione delle chat con il ristoratore Mauro Carroccia alla Procura di Roma. È l’epilogo di una giornata ad alta tensione: il presidente della giunta per le autorizzazioni alla Camera, Devis Dori, ha deciso di «tutelare il diritto di tutti i membri Giunta di poter prendere visione della documentazione per avere un quadro completo. Non c'è motivo perchè la Giunta inibisca a se stessa tale accesso, pur entro gli usuali limiti di divulgabilità. Pertanto darò agli uffici, avendo anche vari precedenti, il via libera alla visione della documentazione a partire da domani mattina». Una scelta contro la quale si era scagliato il centrodestra, appellandosi al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che ha imposto lo stop fino a lunedì. Poi, in serata, la svolta: Delmastro ha trasmesso le chat ai magistrati. Che, però, non placa le polemiche: a tarda sera il presidente della giunta per l…

Alla fine la resa arriva per voce dello stesso Andrea Delmastro, che affida a una nota la notizia della trasmissione delle chat con il ristoratore Mauro Carroccia alla Procura di Roma. È l’epilogo di una giornata ad alta tensione: il presidente della giunta per le autorizzazioni alla Camera, Devis Dori, ha deciso di «tutelare il diritto di tutti i membri Giunta di poter prendere visione della documentazione per avere un quadro completo. Non c'è motivo perchè la Giunta inibisca a se stessa tale accesso, pur entro gli usuali limiti di divulgabilità. Pertanto darò agli uffici, avendo anche vari precedenti, il via libera alla visione della documentazione a partire da domani mattina». Una scelta contro la quale si era scagliato il centrodestra, appellandosi al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che ha imposto lo stop fino a lunedì. Poi, in serata, la svolta: Delmastro ha trasmesso le chat ai magistrati. Che, però, non placa le polemiche: a tarda sera il presidente della giunta per le autorizzazioni Dori conferma che “domani i membri della Giunta potranno prendere visione della documentazione ricevuta dalla Procura di Roma”, evidenziando di aver informato il presidente Fontana della sua decisione.

Un passo indietro. Una lettera del procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, ha mandato in tilt ieri i gruppi parlamentari. E fa saltare il voto sull’utilizzabilità delle chat dell’ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, con il ristoratore, prestanome del clan Senese, Mauro Caroccia. Sullo slittamento contraria Forza Italia. "Stamattina eravamo pronti a votare" in Aula "sulla proposta della giunta per le autorizzazioni sul sequestro delle chat", dice il capogruppo Enrico Costa. "Il presidente della Camera ha detto di aver ricevuto un'ora prima della capigruppo la lettera del procuratore di Roma, peraltro annunciata dalle agenzie già ieri sera. È una procedura anomala, non è possibile riaprire l'istruttoria solo perché la Procura pensa di mandare ulteriori documenti". E ancora: "Se noi apriamo un precedente che un'ora prima della votazione, si manda un documento e si blocca l'Aula...". Da Fratelli d’Italia invece, la deputata Sara Kelany fa sapere: “Stamattina la giunta per le autorizzazioni si è riunita in ufficio di presidenza. FdI era disponibile al voto stamane" e ora "siamo disponibili a trattare la questione la prossima settimana". E ancora auspica “a nome di Fdi" che "entro la prossima settimana si possa discutere in Aula".

Nella missiva, anticipata da Repubblica, il capo degli uffici giudiziari romani spiegava di aver ricevuto dall’avvocato di Caroccia una lunga memoria difensiva all’interno della quale erano allegate una serie di chat tra il ristoratore e lo stesso Delmastro. Chat che, a quanto risulta a questo giornale, secondo la difesa sarebbero la prova che Caroccia fosse sì un prestanome. Ma non di un clan, bensì dello stesso Delmastro. Circostanza che, chiaramente, renderebbe l’accusa meno grave per Caroccia.

Nella lettera Lo Voi ha quindi spiegato che l’accesso al contenuto del dispositivo non risponderebbe soltanto a esigenze investigative, ma anche a finalità di garanzia, consentendo di verificare integralmente il materiale presente nel telefono e di confrontarlo con quanto già prodotto dalla difesa. Nel documento la Procura chiarisce inoltre di non essere in possesso del contenuto del cellulare. Proprio perché quei messaggi possono essere utilizzati soltanto se il Parlamento autorizza. E che quindi, in astratto, i magistrati non possono nemmeno sapere se le chat allegate da Caroccia esistano davvero. O se siano state manipolate o addirittura inventate.

È proprio questo il nodo che Lo Voi ha voluto evidenziare. La Procura sostiene infatti di trovarsi in una situazione paradossale: quelle conversazioni potrebbero contenere elementi favorevoli agli indagati e quindi rilevanti anche sotto il profilo del diritto di difesa, ma senza l’autorizzazione della Camera i magistrati non possono acquisirle, verificarne l’autenticità né accertare se la ricostruzione fornita dalla difesa corrisponda al contenuto effettivo del telefono.

La lettera ha creato una grande agitazione in Parlamento. Tanto che oggi alle 8.45 è stata convocata una capigruppo. Nel centrodestra c’era chi ieri sera chiedeva di spostare il voto per una questione tecnica: se infatti la comunicazione di Lo Voi si interpretasse come la richiesta di un approfondimento da parte della Procura, andare alla conta potrebbe offrire una freccia in più a quel ricorso alla Consulta che i magistrati potrebbero presentare se la Camera votasse no, come già ha fatto la Giunta, all’utilizzo di quelle conversazioni. Una questione che è molto chiara anche alle opposizioni, che infatti vanno con i piedi di piombo. Perché se da un lato vorrebbero un argomento in più per accogliere la richiesta di autorizzazione — e non negare un diritto alla difesa oggettivamente lo è — dall’altro non vogliono fare il gioco della maggioranza accettando un eventuale rinvio del voto su Delmastro.

«Domani mattina vedremo cosa succederà e come si comporterà il centrodestra» ha detto il deputato del Movimento 5 Stelle Leonardo Donno. «Il nostro capogruppo Ricciardi ha già comunicato poco fa in Aula che domani noi non andremo via dall’Aula se non si voterà su Del Mastro. Vediamo domani mattina, alle 9.30, quando riprenderà la seduta, come andranno avanti i lavori».

Il presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera, Devis Dori, al termine dell'Ufficio di presidenza della stessa Giunta ha sottolineato che «la maggioranza non vuole consentire l'accesso alla documentazione e alle chat inviate dalla Procura di Roma. Io invece ho il dovere, come Presidente, di tutelare il diritto di tutti i membri Giunta di poter prendere visione della documentazione per avere un quadro completo. Non c'è motivo perchè la Giunta inibisca a se stessa tale accesso, pur entro gli usuali limiti di divulgabilità. Pertanto darò agli uffici, avendo anche vari precedenti, il via libera alla visione della documentazione a partire da domani mattina per consentire di organizzare la visione con criteri di non divulgabilità. Mai la Giunta ha limitato l'accesso a se stessa. Ci sono precedenti in tal senso e non intendo compromettere i diritti dei commissari e violare le prerogative parlamentari».

I componenti della Giunta avrebbero potuto solo visionare, domani a partire dalle ore 10, il cd con la documentazione inviata dalla Procura di Roma, che verosimilmente dovrebbe contenere il materiale depositato dalla difesa del ristoratore Mauro Caroccia, le cui chat con Delmastro potrebbero risultare essenziali - come viene asserito - ai fini investigativi, anche a garanzia dell'indagato. Ma in serata è stato congelato fino a lunedì l'accesso dei componenti della giunta per le autorizzazioni. Dopo che il presidente Devis Dori oggi ha dato il via libera ai commissari a visionare le conversazioni a partire da domani, la maggioranza, in disaccordo, si è rivolta al presidente Lorenzo Fontana chiedendo un suo intervento. Fontana a sua volta ha chiesto il parere della giunta per il regolamento che si riunirà lunedì.

Intanto l'avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Mauro Caroccia e della figlia Miriam, rende noto che "in linea con il Procuratore di Roma Lo Voi, ho depositato agli inquirenti tutta una nuova serie di messaggi con altri soggetti provenienti da altre chat. E ho chiesto al Procuratore di sollecitare al Gip di sollevare una questione di legittimità costituzionale" per evitare "che una decisione di mancata autorizzazione da parte della Camera possa comprimere il diritto di Difesa rispetto alla tutela della riservatezza di un parlamentare, allo stato non prioritaria rispetto alla tutela della difesa che la Costituzione sancisce per ogni semplice cittadino". Con l'istanza il difensore chiede anche che il pm "voglia valutare di richiedere al giudice l'archiviazione per Miriam Caroccia, posto che la stessa risulta totalmente estranea a tutti i fatti contestati al padre". E in serata è lo stesso Andrea Delmastro ad affidare a una nota di aver "provveduto ad inoltrare al Procuratore Capo della Repubblica, Francesco Lo Voi, via pec la corrispondenza intercorsa relativa alle chat al centro delle polemiche di questi giorni, non avendo alcunché da nascondere. Spero che ora cessino le inaccettabili strumentalizzazioni di una certa parte politica che ha provato a rimestare nel torbido e ha alzato solo fango, pur non essendo io neanche indagato".

Leggi i commenti