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Riconoscimento facciale, maggioranza divisa: parere critico di FI, poi il dietrofront voluto da FdI

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Dura l’opposizione. De Luca (Pd): “Prevale un clima da caserma su un provvedimento che rischia di farci scivolare verso uno stato di polizia”
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Ore 9, commissione Politiche dell’Ue alla Camera. La giornata comincia subito con il primo scontro in maggioranza. Si discute lo schema di decreto legislativo del governo che amplia i poteri di polizia sul riconoscimento facciale. Nella commissione omologa al Senato, ieri, si è consumato il primo blitz del centrodestra con il via libera al parere positivo del relatore meloniano Giulio Terzi di Sant’Agata. Privo di qualsiasi accenno critico. A Montecitorio invece qualcosa si intoppa. All’interno dello stesso centrodestra.

La relatrice del testo è una deputata di Forza Italia, Cristina Rossello. Presenta un parere positivo, sì, ma è carico di “osservazioni”. Suggerimenti sulle norme che il governo farebbe bene a cambiare. È il massimo che la commissione possa fare in un iter in cui non sono previsti emendamenti. La deputata azzurra individua sei punti da rivedere. Corrispondono esattamente ai vulnus individuati dalle opposizioni. Ne spiccano due. Il primo: si chiede di intervenire sull’…

Ore 9, commissione Politiche dell’Ue alla Camera. La giornata comincia subito con il primo scontro in maggioranza. Si discute lo schema di decreto legislativo del governo che amplia i poteri di polizia sul riconoscimento facciale. Nella commissione omologa al Senato, ieri, si è consumato il primo blitz del centrodestra con il via libera al parere positivo del relatore meloniano Giulio Terzi di Sant’Agata. Privo di qualsiasi accenno critico. A Montecitorio invece qualcosa si intoppa. All’interno dello stesso centrodestra.

La relatrice del testo è una deputata di Forza Italia, Cristina Rossello. Presenta un parere positivo, sì, ma è carico di “osservazioni”. Suggerimenti sulle norme che il governo farebbe bene a cambiare. È il massimo che la commissione possa fare in un iter in cui non sono previsti emendamenti. La deputata azzurra individua sei punti da rivedere. Corrispondono esattamente ai vulnus individuati dalle opposizioni. Ne spiccano due. Il primo: si chiede di intervenire sull’articolo 10 che riguarda gli spazi interessati da esigenze di ordine pubblico, come piazze, stadi e stazioni. Il testo del governo permette che possano essere registrati e salvati per sette giorni i dati biometrici di chiunque li attraversi. Il parere della forzista chiede di modificare la disposizione: è necessario intervenire, si legge nel parere, perché l’articolo 5 del regolamento Ue sull’IA vieta l'uso di sistemi “che creano o ampliano le banche dati di riconoscimento facciale mediante scraping non mirato di immagini facciali da internet o da filmati di telecamere a circuito chiuso” (lo scraping è l’acquisizione di dati, letteralmente, “a strascico”). Altro nodo, le autorizzazioni demandate al pm. Anche qui Rossello suggerisce un ritocco significativo: “Si valuti l’opportunità di attribuire il potere autorizzativo a un giudice, il giudice per le indagini preliminari, avente caratteristiche di maggiore terzietà rispetto al pubblico ministero”. Come del resto chiede l’Unione europea. Praticamente una bocciatura sotto forma di parere favorevole.

I deputati di Fratelli d’Italia Antonio Giordano e Lucrezia Maria Benedetta Mantovani fanno un salto sulla sedia. Prendono da parte Rossello, la circondano fisicamente. I volti preoccupati. Il messaggio è esplicito: “No, così non si può votare”. In imbarazzo la relatrice chiede un rinvio. Si cercano scuse: “Magari serve un altro giro di audizioni”. Impossibile con la fretta di Palazzo Chigi: il decreto legislativo, questo è il piano del governo, deve arrivare in Consiglio dei ministri il 4 agosto. L’ultimo prima dell’estate. E tuttavia, la commissione Politiche europee si aggiorna: voto a data da destinarsi.

Le opposizioni sono incredule. Il dato politico è evidente, si è squadernato davanti ai loro occhi: “È il segnale di una maggioranza divisa, dove prevale un clima da caserma su un provvedimento che rischia di farci scivolare verso uno stato di polizia”, commenta Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione Politiche Ue della Camera. E concorda la collega di Iv Marianna Madia, che della stessa commissione è vicepresidente: “Il parere della maggioranza metteva in luce alcune criticità e quindi non era gradito. Questo ha mandato il centrodestra in confusione”. Con il conseguente richiamo all’ordine: “La maggioranza sembra una caserma che deve seguire diktat di Palazzo Chigi, anche su materie delicatissime come la privacy”.

Nella caserma, però, le brecce ormai vengono messe in mostra alla luce del sole. In maniera esplicita, dopo qualche ora, è il capogruppo di Forza Italia Enrico Costa a chiedere cautela: “I sistemi di riconoscimento facciale sono strumenti di indagine importanti. Vanno però accompagnati da regole che assicurino trasparenza, controllabilità e rispetto della privacy e dei diritti delle persone”. Un indirizzo che si potrebbe riverberare, in queste ore, nei voti in corso delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali di Camera e Senato.

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