Doveva essere il giorno della verità, quello delle carte svelate in cda. Della discussione sui provvedimenti da assumere, incluse eventuali sanzioni. Ma si dovrà attendere ancora.
Il Comitato etico incaricato di accertare se Sigfrido Ranucci, nei suoi lunghi anni alla guida di Report, ha rispettato gli obblighi di lealtà, correttezza, imparzialità e trasparenza previsti dal codice aziendale per tutti i dipendenti Rai, non ha infatti completato l’istruttoria chiesta dai vertici. Sebbene contrassegnata dall’urgenza, non è stato possibile smaltire la gran mole di materiali acquisiti: diverse puntate registrate, documentazione interna, articoli di stampa, perfino alcuni file audio. Tutta roba che, almeno finora, non avrebbe dato un esito chiaro.
Potrebbe però essere solo questione di giorni. Se, come si vocifera ai piani alti di Via Teulada, la prossima settimana il coordinatore dei Generi Stefano Coletta — che è anche il capo del comitato etico — consegnerà la relazione finale, il presid…
Doveva essere il giorno della verità, quello delle carte svelate in cda. Della discussione sui provvedimenti da assumere, incluse eventuali sanzioni. Ma si dovrà attendere ancora.
Il Comitato etico incaricato di accertare se Sigfrido Ranucci, nei suoi lunghi anni alla guida di Report, ha rispettato gli obblighi di lealtà, correttezza, imparzialità e trasparenza previsti dal codice aziendale per tutti i dipendenti Rai, non ha infatti completato l’istruttoria chiesta dai vertici. Sebbene contrassegnata dall’urgenza, non è stato possibile smaltire la gran mole di materiali acquisiti: diverse puntate registrate, documentazione interna, articoli di stampa, perfino alcuni file audio. Tutta roba che, almeno finora, non avrebbe dato un esito chiaro.
Potrebbe però essere solo questione di giorni. Se, come si vocifera ai piani alti di Via Teulada, la prossima settimana il coordinatore dei Generi Stefano Coletta — che è anche il capo del comitato etico — consegnerà la relazione finale, il presidente facente funzione Antonio Marano potrebbe convocare una seduta ad hoc per informare il cda prima della pausa estiva.
Di certo se ne parlerà anche stamattina, su richiesta dei consiglieri in quota centrosinistra, decisi a conoscere lo stato dell’arte dell’indagine interna. Un passaggio delicatissimo, da cui dipende il futuro non solo di Ranucci — che potrebbe perdere la conduzione di Report e forse pure il ruolo di vicedirettore degli Approfondimenti, se gli verrà contestato la rottura del patto di fiducia — ma della più importante trasmissione d’inchiesta della Rai. L’istruttoria del Comitato etico, formalmente tecnica, ha difatti un innegabile peso politico. Giunta al termine di mesi di scontri, interrogazioni parlamentari, esposti e polemiche, è il primo vero banco di prova dei vertici meloniani, chiamati a dimostrare che le verifiche riguardano il rispetto delle regole aziendali e non il contenuto delle inchieste giornalistiche.
Un fascicolo che si è via via allargato. Agli accertamenti sui rapporti fra Report e alcune fonti, in particolare il faccendiere Valter Lavitola, si è aggiunto anche il vocale inviato da Ranucci all’influencer Valentina Pelliccia. In quell’audio del 2021 il conduttore sosteneva che «anche dentro la Rai c’è un po’ di mafia e un po’ di massoneria». Parole che hanno fatto indignare i piani alti e scatenato il centrodestra. Partito lancia in resta a chiedere punizioni esemplari. Che ora l’istruttoria interna, avviata per stabilire se quelle frasi integrino una violazione del codice aziendale, potrebbe servire su un piatto d’argento.
Nessuna sentenza è tuttavia già scritta. Il Comitato guidato da Coletta non ha poteri disciplinari. Quando il lavoro sarà terminato trasmetterà una relazione all’amministratore delegato, al quale spetterà decidere se archiviare tutto, attivare l’Audit o direttamente un procedimento disciplinare, qualora emergessero violazioni ritenute rilevanti.
Intanto nella redazione di Ranucci la preoccupazione è alle stelle. La conferma nei palinsesti autunnali rassicura, ma fino a un certo punto. Tant’è che nell’ultima assemblea — dopo aver confermato massima solidarietà — è stata avanzata una proposta: affiancare al conduttore due dei coautori storici, Giorgio Mottola e Giulio Valesini, per dimostrare che Report è una squadra, non un solo uomo al comando. Hanno capito tutti che l’istruttoria “etica” non è un semplice adempimento burocratico. La sua apertura rappresenta un segnale politico preciso. Da disinnescare prima che sia troppo tardi.