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La saga delle chat Delmastro-Caroccia: “Sono a Montecitorio in un cd in cassaforte e sotto chiave”

(ansa)

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Scontro tra Fontana e il presidente della Giunta Dori. I dialoghi tra l’ex sottosegretario alla Giustizia e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan Senese, restano secretate
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La cassaforte resta chiusa. Le chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro (FdI), e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan Senese, restano secretate. Il primo non è indagato, il secondo sì nell’ambito dell’inchiesta Bisteccheria d’Italia, ristorante di cui erano soci in affari.

La storia è ricca di colpi di scena. Questa mattina l’ultimo di una serie. Il segretario generale della Camera ha chiamato il presidente della giunta per le autorizzazioni a procedere, Devis Dori (Avs), dicendo che, per aprire quei file e metterli a disposizione dei commissari, è necessario il parere della giunta per il regolamento, come prospettato dal presidente della Camera Lorenzo Fontana. Parere che arriverà solo lunedì. In caso di forzature e accelerazioni, si sarebbe andati incontro a uno scontro istituzionale.

Scontro che in parte si è comunque già consumato ieri sera. Quando Dori ha vergato una nota prendendosi la responsabilità della decisione di far accedere agli atti: «Gli e…

La cassaforte resta chiusa. Le chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro (FdI), e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan Senese, restano secretate. Il primo non è indagato, il secondo sì nell’ambito dell’inchiesta Bisteccheria d’Italia, ristorante di cui erano soci in affari.

La storia è ricca di colpi di scena. Questa mattina l’ultimo di una serie. Il segretario generale della Camera ha chiamato il presidente della giunta per le autorizzazioni a procedere, Devis Dori (Avs), dicendo che, per aprire quei file e metterli a disposizione dei commissari, è necessario il parere della giunta per il regolamento, come prospettato dal presidente della Camera Lorenzo Fontana. Parere che arriverà solo lunedì. In caso di forzature e accelerazioni, si sarebbe andati incontro a uno scontro istituzionale.

Scontro che in parte si è comunque già consumato ieri sera. Quando Dori ha vergato una nota prendendosi la responsabilità della decisione di far accedere agli atti: «Gli eventi che si sono susseguiti nel pomeriggio mi inducono a intervenire nuovamente». Quindi a confermare, nonostante il presidente della Camera avesse trasferito la questione alla giunta per il regolamento, la possibilità di far vedere già oggi i documenti sulla base dei precedenti che ha fornito a Fontana.

Così questa mattina il presidente Dori e i commissari del campo largo sono arrivati insieme diretti verso la giunta. Dalla riunione trapela che gli uffici “stanno impedendo di vedere i documenti”.

La tensione è così alta che già dalle 9.30 una schiera di commessi impediva ai giornalisti di accedere nelle vicinanze della sala dove è riunita la giunta e i componenti dell'opposizione si sono barricati dentro.

E il presidente Dori fa sapere che "insieme ad altri membri della giunta siamo all'interno degli uffici dove intendevamo accedere alla documentazione relativa al caso Delmastro, ma gli uffici hanno ricevuto indicazioni da parte della presidenza della Camera di non essere collaborativi, quindi non possiamo accedere al cd. Ho scritto al presidente Fontana per avere una sua lettera con la quale impone agli uffici formalmente di non collaborare. Finché questa lettera non arriverà staremo fermi in giunta". Anche perché ieri il presidente della Camera aveva dato l'indicazione che sarebbe stato preferibile aspettare la giunta del regolamento, senza tuttavia prendere una posizione netta. Che adesso invece Dori pretende.

Dori aggiunge: “Trovo totalmente inaccettabile la decisione del presidente della Camera di negare l’accesso alla documentazione inviata dal procuratore Lo Voi, tenuta sotto chiave, in una cassaforte degli uffici della Giunta. Una decisione priva di fondamento che io contesterò in forza dei numerosi precedenti esistenti e che ora invierò a Fontana. Martedì riconvocherò la giunta per le autorizzazioni e capiremo come procedere in base alle indicazioni che arriveranno la giunta del regolamento”. Detto questo, insiste l’esponente di Avs, “poiché la destra va ripetendo che Delmastro non ha nulla da nascondere, il collega di FdI può venire in aula e appellarsi ai deputati - come fece Andreotti - chiedendogli di votare a favore del sequestro delle chat”.

“È intollerabile che le prerogative dei parlamentari siano piegate a logiche politiche della maggioranza che è terrorizzata dal caso Delmastro”, attacca Federico Gianassi del Pd anche lui nella sala della giunta, dove sono invece assenti tutti i componenti della maggioranza.

La lettera di Fontana a Dori

Ecco il testo della lettera di Fontana in cui comunica a Dori di non poter accedere alle chat.

“Le decisioni della Presidenza della Camera sono quelle contenute nella lettera che le ho inviato ieri sera e a cui gli Uffici della Camera si conformano ai sensi degli articoli 8 e 67 R.C. (regolamento Camera ndr) Questa Presidenza rimane, peraltro, in attesa di ricevere da Lei, come richiesto nella citata lettera di ieri, “ogni opportuno elemento di valutazione posto alla base della sua decisione iniziale assunta oggi, così da poter disporre di un quadro informativo compiuto da rimettere alla Giunta per il Regolamento”.

La nota congiunta di Pd-M5s-Avs

In una nota congiunta, Pd, M5s e Avs commentano: “Dopo due ore di attesa ci è stato negato l'accesso alle documentazioni riguardanti il caso Delmastro/Caroccia. La decisione è stata assunta dal presidente Fontana che ha scelto di produrre una gravissima lesione delle prerogative parlamentari. Ci riserviamo di agire in ogni sede a tutela delle nostre prerogative parlamentari e della dignità e autonomia dell'istituzione, oggi offesa da chi più di ogni altro dovrebbe garantirla”.

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