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Craxi: “Noi siamo leali, ma non subalterni. No alle intercettazioni”

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La capogruppo di FI: “Non votiamo le norme FdI sugli ascolti, serve un tavolo di maggioranza. Siamo sempre garantisti”
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Il clima da fine impero – una maggioranza sempre più litigiosa, partiti esplosivi al proprio interno – Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato, non lo sente: «Troppo spesso si confonde il confronto politico con lo scontro». Per gli alleati però ha un messaggio chiaro: «Noi siamo leali, ma non saremo mai subalterni».

La Camera ha rinviato il voto sulle chat di Andrea Delmastro. Nervi tesi sul voto segreto?

«Non esiste alcuna psicosi di questo tipo. La ragione è un’altra. La lettera del pm Francesco Lo Voi al presidente di Montecitorio ha rimesso tutto in discussione».

Quindi è stato giusto posticipare?

«No, è un errore che crea un precedente pericoloso. Trovo sbagliato riaprire l’istruttoria solo perché la …

Il clima da fine impero – una maggioranza sempre più litigiosa, partiti esplosivi al proprio interno – Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato, non lo sente: «Troppo spesso si confonde il confronto politico con lo scontro». Per gli alleati però ha un messaggio chiaro: «Noi siamo leali, ma non saremo mai subalterni».

La Camera ha rinviato il voto sulle chat di Andrea Delmastro. Nervi tesi sul voto segreto?

«Non esiste alcuna psicosi di questo tipo. La ragione è un’altra. La lettera del pm Francesco Lo Voi al presidente di Montecitorio ha rimesso tutto in discussione».

Quindi è stato giusto posticipare?

«No, è un errore che crea un precedente pericoloso. Trovo sbagliato riaprire l’istruttoria solo perché la procura pensa di mandare ulteriori documenti un’ora prima della seduta, impedendo di fatto il voto dell’aula».

Se le intercettazioni a strascico volute da FdI rispunteranno in un decreto ad hoc, darete il vostro ok?

«Non voteremo mai quelle norme, indipendentemente dal testo in cui dovessero essere inserite. Abbiamo chiesto un tavolo di confronto in maggioranza: siamo i primi a voler garantire strumenti investigativi efficaci contro la criminalità, senza abdicare alla tutela della libertà».

Imputabilità dei minori, stretta sui cortei, legittima difesa a briglia sciolta. Come si conciliano con la vostra richiesta di non “riformare la giustizia con il populismo”?

«Nella pratica, ovvero ricordando a tutti che la riforma del diritto penale deve restare uno strumento ultimo e non la risposta automatica a ogni emergenza sociale».

Lo sanno i vostri alleati?

«Al netto di qualche annuncio forzato e delle inevitabili semplificazioni del dibattito pubblico, alla fine, sul piano della legislazione, il governo, grazie anche a FI, fa prevalere sempre una linea legata al rispetto dei diritti».

Eppure il suo partito, cauto sulle intercettazioni, accetta il riconoscimento facciale di cittadini che non hanno commesso reati.

«Noi siamo coerenti. Seguiamo la bussola delle garanzie costituzionali. Abbiamo fatto dei rilievi al decreto legislativo. Grazie a noi sono stati apportati significativi miglioramenti in chiave garantista».

Troppo poco per le opposizioni.

«È il loro lavoro dirlo».

Non state stretti nella gara a destra di Lega-FdI con Roberto Vannacci?

«Forza Italia non si sente stretta nel mezzo perché è al centro. Siamo il punto di equilibrio del centrodestra e, più in generale, un argine alla polarizzazione della politica italiana».

Temete che alla fine possano preferire il generale a voi?

«Per niente. Sono certa, anzi, che nessuno osi pensarlo. Fare a meno di noi significherebbe privarsi dell’unica forza capace di ampliare il perimetro della coalizione. FI parla un linguaggio diverso, anche se complementare, da quello dei nostri alleati».

In una riunione sulla legge elettorale i senatori azzurri hanno processato Antonio Tajani. Cosa gli contestate?

«Non c’è stato nessun processo. Solo una discussione tutta politica che si è conclusa con una posizione unanime».

Lei ha fatto notare un deficit di condivisione sulle preferenze?

«No. Ho chiesto che al tavolo di confronto d’ora in poi ci sia anche un senatore dato che la prossima volta voteremo a Palazzo Madama. Tutto qua».

I resoconti sulle critiche al segretario sono unanimi...

«Il dibattito si è concentrato sull’opportunità di intervenire nuovamente sul testo approvato dalla Camera. Non certo, come ho letto da qualche parte, sulla necessità di approvare un meccanismo per stabilità al Paese».

E alla fine voterete l’emendamento di FdI per sbloccare le liste se prevederà l’alternanza di genere?

«Siamo disponibili ad andare ancora una volta incontro alla richiesta di inserire il sistema misto – capolista bloccato e preferenze a crocette – alla legge elettore. Ma vogliamo concordare l’emendamento con i nostri alleati prima che venga presentato».

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