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Meloni e 21 Paesi Ue chiedono “risposta coordinata” dopo Ceuta. Martedì videoconferenza

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Nelle stesse ore anche il premier spagnolo, Pedro Sanchez, ha inviato una missiva alle istituzioni europee per manifestare “seria preoccupazione” per la “reazione” di alcuni Paesi europei
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Ci sono la Grecia, la Germania, il Belgio, la Svezia. In ventuno hanno sottoscritto la lettera di cui la premier Giorgia Meloni è prima firmataria e che è indirizzata ai vertici della Ue. La missiva, fa sapere il governo, è stata inviata in relazione ai recenti sviluppi alla frontiera esterna dell'Unione europea a Ceuta e alla necessità di prevenire attraversamenti irregolari incontrollati, contrastare le reti di traffico di migranti, eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali e garantire una risposta europea unitaria ed efficace.

E la risposta di von der Leyen non si fa attendere: la gestione della crisi migratoria a Ceuta dimostra “perché il controllo delle nostre frontiere europee è importante. Abbiamo un sistema solido, ma deve essere ulteriormente rafforzato. Dobbiamo rimanere vigili in ogni punto di ingresso critico e mantenere uno stretto coordinamento tra tutte le autorità” osserva la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, secondo …

Ci sono la Grecia, la Germania, il Belgio, la Svezia. In ventuno hanno sottoscritto la lettera di cui la premier Giorgia Meloni è prima firmataria e che è indirizzata ai vertici della Ue. La missiva, fa sapere il governo, è stata inviata in relazione ai recenti sviluppi alla frontiera esterna dell'Unione europea a Ceuta e alla necessità di prevenire attraversamenti irregolari incontrollati, contrastare le reti di traffico di migranti, eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali e garantire una risposta europea unitaria ed efficace.

E la risposta di von der Leyen non si fa attendere: la gestione della crisi migratoria a Ceuta dimostra “perché il controllo delle nostre frontiere europee è importante. Abbiamo un sistema solido, ma deve essere ulteriormente rafforzato. Dobbiamo rimanere vigili in ogni punto di ingresso critico e mantenere uno stretto coordinamento tra tutte le autorità” osserva la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, secondo cui l'Ue ha bisogno di “bisogno di un processo di apprendimento dagli errori commessi per migliorare la nostra resilienza europea”. “La Commissione - aggiunge - ha offerto il suo sostegno alla Spagna fin dal primo momento. Ho ricevuto lettere da diversi leader e accolgo con favore la richiesta di una videoconferenza straordinaria per fare il punto su quanto accaduto. La lotta contro l'immigrazione clandestina richiede solidarietà e una risposta europea unitaria”.

I destinatari sono il Presidente del Consiglio europeo, António Costa, la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il Presidente di turno del Consiglio dell'Unione europea, Micheál Martin. Una iniziativa, promossa da Italia e Danimarca e sottoscritta da un totale di ventidue capi di Stato e di Governo europei, attraverso la quale si chiede alla Presidenza irlandese del Consiglio dell'Unione europea la convocazione urgente di una videoconferenza straordinaria dei Ministri dell'interno per una valutazione congiunta della situazione e la definizione di una risposta europea coordinata.

Videoconferenza con i ministri della Giustizia e Affari Interni dell'Unione Europea che si terrà martedì prossimo.

A sottoscrivere il testo, oltre alla premier italiana Meloni, Mette Frederiksen (Danimarca), Bart De Wever (Belgio), Nikos Christodoulides (Cipro), Andrej Babiš (Repubblica Ceca), Petteri Orpo (Finlandia), Kyriakos Mitsotakis (Grecia), Andris Kulbergs (Lettonia), Robert Abela (Malta), Donald Tusk (Polonia), Christian Stocker (Austria), Rumen Radev (Bulgaria), Andrej Plenković (Croazia), Kristen Michal (Estonia), Friedrich Merz (Germania), Péter Magyar (Ungheria), Gitanas Nausėda (Lituania), Rob Jetten (Paesi Bassi), Nicușor Dan (Romania), Robert Fico (Repubblica Slovacca), Janez Janša (Slovenia), Ulf Kristersson (Svezia).

"Non possiamo permettere – si legge in un passaggio della lettera – che attraversamenti di massa incontrollati, la strumentalizzazione della migrazione o altre minacce ibride creino la percezione che l'ingresso illegale nell'Unione europea sia possibile. Che l'ingresso illegale di un migrante possa trasformarsi in un soggiorno legale”.

Netta la premier, che affida il suo commento ai social: “Le immagini arrivate da Ceuta – scrive Giorgia Meloni – hanno dimostrato ancora una volta quanto sia urgente una risposta europea all'immigrazione clandestina. Per questo l'Italia ha promosso, insieme alla Danimarca, la lettera. E' un segnale importante: la linea che l'Italia sostiene da tempo è oggi condivisa da un numero sempre maggiore di Nazioni europee. La difesa delle frontiere esterne dell'Unione non è l'interesse di una singola Nazione. E' una responsabilità comune dell'Europa”.

Nelle stesse ore anche il premier spagnolo, Pedro Sanchez, ha inviato una missiva alle istituzioni europee per manifestare “seria preoccupazione” per la “reazione” di alcuni Paesi europei alle notizie che nelle scorse ore arrivavano da Ceuta e chiedere una riunione in videoconferenza, da convocare con urgenza, dei ministri dell'Interno dell'Ue.

Le reazioni

Le due lettere inviate dai capi di Stato e di governo a von der Leyen, che ha annunciato la convocazione di un vertice a stretto giro, sollevano un polverone di polemiche. Per la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, quello di Meloni è un governo “che alimenta paure e agita emergenze non per risolvere problemi ma per fare campagna elettorale. Un governo che vuole spaccare la Ue per assecondare il progetto trumpiano di un Europa più debole e irrilevante". E il capogruppo dem al Senato, Francesco Boccia, insiste: “Dopo ventiquattr'ore di propaganda, la realtà ha già smentito Meloni. La Spagna sta affrontando l'emergenza con gli strumenti europei, con Frontex, con il Marocco e con il sostegno degli altri partner dell'Unione. Il governo italiano, invece, ha scelto la strada della propaganda, arrivando perfino a sospendere Schengen nei confronti di un Paese alleato. Adesso il governo deve spiegare al Parlamento e al Paese perché ha assunto una decisione tanto grave. E dirci quali saranno le conseguenze per cittadini, imprese, turismo, porti e aeroporti italiani, dove già oggi si registrano difficoltà operative e incertezze per chi arriva dalla Spagna”.

“La sinistra polemizza – è la replica affidata al forzista Maurizio Gasparri – ma dovrebbe pensare alla sicurezza dell'Italia e dell'Europa”. Per il leader 5 Stelle, Giuseppe Conte, invece, “aver isolato e buttato la croce sulla Spagna ieri apre una ferita con un paese amico. Un paese che, posso dirlo da testimone diretto, era al nostro fianco nella battaglia dei 209 miliardi del Pnrr quando volevano darci solo il Mes”. La vannacciana Laura Ravetto, invece, ricorda che “Italia e Spagna non confinano: la misura varrà giusto per traghetti e aerei. Il vero problema saranno gli irregolari che dalla Spagna passeranno in Francia e da lì arriveranno da noi. Andrebbe temporaneamente sospeso Schengen anche con la Francia. Questa è la vera soluzione”.

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