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Provenzano: “Propaganda pericolosa. Premier agente di Trump”

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Il responsabile Esteri del Pd: “È stata una gigantesca operazione della destra per denigrare Sánchez che si è comportato da statista, al contrario della capetta Meloni”
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Giuseppe Provenzano, responsabile esteri del Pd, l’Italia ha sospeso l’accordo di Schengen con la Spagna.

«Una decisione che è allo stesso tempo demenziale e pericolosa».

Perché?

«Perché Ceuta è un’exclave spagnola in Marocco, e da sempre non vi si applica Schengen. Quindi non c’è alcuna possibilità che da lì possa arrivare un flusso migratorio in Italia. Il punto è che questa decisione espone il nostro Paese a un rischio molto grave, perché se anche gli altri governi facessero altrettanto rischieremmo di restare soli di fronte ai ricatti dei trafficanti».

È una scelta sovranista?

«Sì, e non ce la possiamo permettere. Nel 2025 sulle nostre coste sono sbarcate più del doppio delle persone giunte in Spagna: 66 mila contro 20 mila. Siamo un Paese di frontiera. Questa d…

Giuseppe Provenzano, responsabile esteri del Pd, l’Italia ha sospeso l’accordo di Schengen con la Spagna.

«Una decisione che è allo stesso tempo demenziale e pericolosa».

Perché?

«Perché Ceuta è un’exclave spagnola in Marocco, e da sempre non vi si applica Schengen. Quindi non c’è alcuna possibilità che da lì possa arrivare un flusso migratorio in Italia. Il punto è che questa decisione espone il nostro Paese a un rischio molto grave, perché se anche gli altri governi facessero altrettanto rischieremmo di restare soli di fronte ai ricatti dei trafficanti».

È una scelta sovranista?

«Sì, e non ce la possiamo permettere. Nel 2025 sulle nostre coste sono sbarcate più del doppio delle persone giunte in Spagna: 66 mila contro 20 mila. Siamo un Paese di frontiera. Questa decisione del governo Meloni è un colpo di piccone al nostro interesse nazionale».

Il governo dice: dobbiamo difenderci.

«Pura propaganda. Il governo diceva anche che avrebbe combattuto i trafficanti inseguendoli nel globo terracqueo, ma ora ne strumentalizza le gesta per pensando di ricavarne una convenienza politica. Per anni Meloni ha denunciato il fatto di essere sola ad affrontare il carico migratorio. Ora fa venir meno ogni tipo di solidarietà, aprendo una crepa pericolosa nelle relazioni con la Spagna».

Perché la definite un’operazione di sciacallaggio?

«Perché di fronte alla drammaticità delle immagini si è messa in moto una gigantesca operazione internazionale della destra che ha come prima protagonista Giorgia Meloni, il cui scopo è quello di denigrare l’unico premier progressista in Europa, Pedro Sánchez».

Facendosi portatore di un interesse della destra trumpiana?

«Altro che le sceneggiate sui social. Il governo Meloni si rivela ancora una volta l’agente di Trump e delle estreme destre mondiali. La sospensione di Schengen non è solo un precedente pericoloso ma rivela il loro vero obiettivo: la disintegrazione dell’Europa».

Come valuta il comportamento della Spagna?

«Si è comportata come uno Stato serio. Quasi tutti i migranti sono stati già rimpatriati. Quindi la crisi è già rientrata. Ma gli effetti con l’Italia dureranno a lungo, temo».

Meloni però ha definito impressionanti le immagini di Ceuta.

«Una statista dovrebbe avere un sussulto di responsabilità politica e invece abbiamo assistito a una mistificazione irresponsabile, il che conferma che Meloni non avrà mai il profilo della statista, ma resterà sempre e solo una capetta della destra italiana».

C’è un fatto di cronaca, dai No tav alla piazza di Bologna, e la destra attacca in massa il centrosinistra. È una tecnica?

«Va denunciato questo meccanismo di character assassination dell’avversario politico attraverso i social, con flussi e interferenze internazionali. A Bologna, nel caso del sindaco Lepore, è sceso in campo persino il mondo Maga. Noi sulla legalità e la sicurezza non abbiamo nulla da temere. Quindi bisogna reagire, rispondendo punto su punto, svelando le falsificazioni».

La destra è già in clima elettorale. È colpa di Vannacci?

«Sì, lo rincorrono. Mi colpisce che lo faccia anche quello che è considerato il moderato del governo, il ministro Tajani, che ha attribuito l’arrivo dei migranti a Ceuta alle regolarizzazioni degli stranieri fatte dal governo spagnolo, quando è non è così. Anche perché, a differenza di quello che dice Tajani, Sánchez non ha concesso la cittadinanza ma un permesso di soggiorno a chi da anni viveva già lì: una sanatoria spesso praticata dalla stessa destra italiana in passato».

Come può la sinistra opporre una sua narrazione?

«All’internazionale nera si risponde con un’internazionale democratica e un’Unione solidale. E soprattutto, riportando la discussione pubblica alla realtà del Paese, che è quella con cui si misurano i cittadini tutti i giorni. Del resto queste polemiche sono un modo per sviare dai veri problemi, dalla benzina a 2 euro al litro alla crescita bloccata. A proposito di realtà, la Spagna paga l’energia un terzo rispetto a noi e cresce del 2,7 per cento».

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