BRUXELLES - «Sospendere Schengen è illegale» e Meloni sta provocando una «frattura» dell’Unione europea: «Rompere la solidarietà tra gli Stati membri» è contro lo spirito alla base di tutti i Trattati. Josep Borrell è uno dei “grandi saggi” dell’Ue. È stato presidente del Parlamento europeo e fino due anni fa Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione. Socialista spagnolo, quando parla di Ceuta lo fa a ragion veduta. E così decide di interrompere il suo «silenzio da pensionato» e attacca senza remore la presidente del Consiglio italiana e gli altri 21 premier che hanno firmato la lettera contro Madrid. Non nasconde il timore che dietro le polemiche di questi giorni ci sia un disegno delle forze “sovraniste”. E che le conseguenze di queste mosse possano assestare un colpo al progetto europeista e alle ragioni che sono alla base della casa comune europea.
«Ma partiamo dall’inizio – dice al telefono -. Bisogna iniziare a dire che non è e non può essere questo lo spirito dell’…
BRUXELLES - «Sospendere Schengen è illegale» e Meloni sta provocando una «frattura» dell’Unione europea: «Rompere la solidarietà tra gli Stati membri» è contro lo spirito alla base di tutti i Trattati. Josep Borrell è uno dei “grandi saggi” dell’Ue. È stato presidente del Parlamento europeo e fino due anni fa Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione. Socialista spagnolo, quando parla di Ceuta lo fa a ragion veduta. E così decide di interrompere il suo «silenzio da pensionato» e attacca senza remore la presidente del Consiglio italiana e gli altri 21 premier che hanno firmato la lettera contro Madrid. Non nasconde il timore che dietro le polemiche di questi giorni ci sia un disegno delle forze “sovraniste”. E che le conseguenze di queste mosse possano assestare un colpo al progetto europeista e alle ragioni che sono alla base della casa comune europea.
«Ma partiamo dall’inizio – dice al telefono -. Bisogna iniziare a dire che non è e non può essere questo lo spirito dell’Unione europea». Perché? «Ma perché l’Ue è nata su un principio di fondo: la solidarietà. E Meloni, insieme agli altri leader che hanno scritto quella lettera, stanno proprio rompendo la solidarietà europea. Se non c’è la solidarietà non c’è l’Unione europea. È semplice». Secondo Borrell, quindi, «l’Ue non può funzionare così. Non ci si può comportare in questo modo: appena emerge un problema non si può dire «e allora ci stacchiamo, e allora ce ne andiamo, e allora blocchiamo i confini. Non è il metodo corretto».
Il predecessore di Kaja Kallas per spiegare la sua posizione fa un esempio di cui tutti in realtà discutono in questo periodo. Ossia il pericolo che il Vecchio continente possa tornare in guerra sotto la pressione aggressiva della Russia e seguendo il precedente dell’attacco all’Ucraina. «Cosa accadrebbe allora – si domanda - se ci fosse un attacco militare?». I migranti però non sono una guerra. Sono la stessa cosa? «Ma le emergenze sono emergenze, sia quelle migratorie sia quelle belliche. Se ci si tira indietro da una, ci si può tirare indietro dall’altra. I problemi si risolvono insieme oppure no?». Proprio per questo è convinto che la premier italiana «e quegli altri leader, stiano provocando una rottura della solidarietà europea incomprensibile, ingiustificabile e pericolosa».
Il secondo aspetto evidenziato da Borrell è forse ancora più grave sebbene con degli elementi «tecnici» legati alla precisa attuazione dei trattati. «Sembra – sottolinea con un tono di rimprovero generalizzato – che nessuno sappia dove si trova Ceuta». Si riferisce alla collocazione geografica? Al fatto che è l’ultimo pezzo d’Africa? «Certo. Non è nell’Unione europea, è al di fuori dell’Ue. Non si può dire che ci può essere un’invasione di migranti da Ceuta. Non possono passare da lì all’interno dei confini europei. Non è nemmeno sotto la responsabilità della Commissione Ue quel confine». E quindi qual è la conseguenza? «E allora – risponde con una domanda - come si fa a dire “blocchiamo Schengen” se Ceuta non fa parte di Schengen? È tutto un errore clamoroso». «Anzi – insiste dopo un breve momento di riflessione - sospendere Schengen in questo contesto è illegale». L’ex commissario europeo vede però in tutto questo un «disegno». «È evidente - è il suo timore - che le destre europee stiano tentando di provocare delle fratture nell’Ue». Ed è altrettanto evidente che il movente elettorale è predominante. «Non si può poi nascondere che le imminenti elezioni abbiano un ruolo». In Italia o in Spagna? «Il tema migratorio – spiega senza giri di parole - è rilevante in tutti i Paesi. In Italia, in Francia e anche in Spagna. In tutti i Paesi chiamati al voto. E da alcuni viene utilizzato anche con un altro obiettivo». Quale? «Si vuole creare una paura, un terrore. Una paura ingiustificata, un terrore costruito ad arte per determinare un clima tra i cittadini. E far pensare che la risposta a quella paura sia solo chiudere».
C’è anche la mano di Trump in questo tentativo? «Non lo so. So però che Trump ha sempre detto che questi problemi, ossia le crisi migratorie, sono causati dai governi socialisti. Lo ha fatto anche negli Usa attaccando Biden su questo punto in particolare. Nel caso specifico ne attribuisce la colpa a Sánchez. E Meloni che è sempre stata un’amica di Trump dà ragione al presidente americano».