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Procaccini: “Ceuta è Europa. La nostra non è propaganda, abbiamo mostrato fermezza”

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Il co-presidente dei Conservatori europei: “Il premier spagnolo è incoerente. Si era battuto contro il patto migranti e ora se ne avvantaggia. Le ritorsioni contro l’Italia? Ce ne sono già state, si ripeteranno”
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Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo dei Conservatori europei, ci spieghi: a cosa serve bloccare Schengen dalla Spagna, quando nemmeno un migrante approdato a Ceuta è sbarcato sulle coste europee e dunque non c’è alcuna possibilità che arrivi in Italia?

«C’è un errore di fondo: Ceuta è in territorio Schengen».

Ma ci sono i controlli alle frontiere, non c’è libertà di circolazione.

«Chiariamoci: la sospensione non significa che non si può più entrare in Italia dalla Spagna, ma che sugli extracomunitari si procede a controlli più selettivi. È una risposta di fermezza, peraltro condivisa da 22 governi su 27 dell’Unione. Si basa su una preoccupazione: quando si accede a un’area Schengen si acquisiscono diritti. Se Sánchez fosse consequenziale ri…

Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo dei Conservatori europei, ci spieghi: a cosa serve bloccare Schengen dalla Spagna, quando nemmeno un migrante approdato a Ceuta è sbarcato sulle coste europee e dunque non c’è alcuna possibilità che arrivi in Italia?

«C’è un errore di fondo: Ceuta è in territorio Schengen».

Ma ci sono i controlli alle frontiere, non c’è libertà di circolazione.

«Chiariamoci: la sospensione non significa che non si può più entrare in Italia dalla Spagna, ma che sugli extracomunitari si procede a controlli più selettivi. È una risposta di fermezza, peraltro condivisa da 22 governi su 27 dell’Unione. Si basa su una preoccupazione: quando si accede a un’area Schengen si acquisiscono diritti. Se Sánchez fosse consequenziale rispetto a ciò che diceva ora dovrebbe valutare caso per caso se i migranti arrivati a Ceuta hanno diritto alla protezione. Non mi pare che l’abbia fatto. Si era battuto contro il patto migranti e ora se ne avvantaggia. Razzola bene e predica male».

Il blocco è scattato mentre in 48mila su 50mila migranti erano già tornati in Marocco… Non è solo propaganda?

«No, è una risposta severa. Ricordo che Ceuta è Spagna, ci vivono cittadini europei, anche italiani, una città invasa. Le politiche aperturiste della sinistra non funzionano. E quelle di Sánchez rappresentano un pull factor, così come la sentenza della corte spagnola. Regolarizzare 500mila migranti è un precedente pericoloso per chiunque voglia diventare cittadino europeo. Ma Sánchez non sembra preoccupato, ieri ha pubblicato la sua playlist dalla vacanza a Lanzarote. Mentre il mio gruppo ha chiesto una plenaria straordinaria a Strasburgo».

Credete che Sánchez sia sotto ricatto del Marocco?

«Non lo escludo, ma non credo che abbiano puntato la pistola chiedendo di andare a nuoto a Ceuta. Può darsi che abbiano lasciato passare».

Cosa chiede in concreto la lettera di Meloni e altri 21 leader a von der Leyen?

«Intanto un consiglio straordinario dei ministri dell’Interno. E fermare le regolarizzazioni di massa. Un tradimento del patto, servito a drogare il Pil della Spagna».

Macron non l’ha firmata.

«Ma in Francia ha fatto la stessa cosa, aumentando i controlli alle frontiere. Semplicemente, non l’ha voluto dichiarare».

Sánchez ribatte: abbiamo avuto meno sbarchi e fatto più rimpatri dell’Italia.

«Il suo conto parte dal 2021, Meloni governa da fine 2022. Dopodiché storicamente il Mediterraneo centrale è molto più esposto di quello occidentale. Ora i flussi sono alla pari».

Non temete ritorsioni dagli altri partner Ue, se l’Italia, dopo la Spagna, subisse le stesse difficoltà?

«Purtroppo è accaduto e accadrà: la Francia ci ha chiuso più volte le porte in faccia. Ora è fondamentale continuare a cambiare il paradigma delle politiche europee».

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