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Delmastro, sarà l’Aula a votare sull’uso delle chat. Schlein: “Cosa hanno da nascondere?”

(ansa)

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Il voto in giunta per le autorizzazioni nega un approfondimento dell’istruttoria sulle conversazioni digitali. Gianassi: “Mai successo che un parlamentare non potesse visionare i documenti trasmessi dal presidente della Camera”
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La giunta per le autorizzazioni della Camera ha votato a maggioranza di non procedere con un'integrazione istruttoria sul caso delle chat di Delmastro, ma di andare al voto direttamente in Aula. Già ieri la giunta per il regolamento aveva votato il rinvio all’organismo incaricato delle autorizzazioni, esautorando di fatto il presidente, Devis Dori (Avs) sulla decisione, che invece – è stata l’indicazione – sarebbe stata presa collegialmente: l’obiettivo della maggioranza è quello di negare l’accesso alle conversazioni digitali tra l’ex sottosegretario Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, considerato vicino al clan Senese.

Oggi si è riunita la giunta per le autorizzazioni, ma il presidente Dori non ha messo ai voti l’accesso alle chat: "Ho scelto di non mettere ai voti la …

La giunta per le autorizzazioni della Camera ha votato a maggioranza di non procedere con un'integrazione istruttoria sul caso delle chat di Delmastro, ma di andare al voto direttamente in Aula. Già ieri la giunta per il regolamento aveva votato il rinvio all’organismo incaricato delle autorizzazioni, esautorando di fatto il presidente, Devis Dori (Avs) sulla decisione, che invece – è stata l’indicazione – sarebbe stata presa collegialmente: l’obiettivo della maggioranza è quello di negare l’accesso alle conversazioni digitali tra l’ex sottosegretario Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, considerato vicino al clan Senese.

Oggi si è riunita la giunta per le autorizzazioni, ma il presidente Dori non ha messo ai voti l’accesso alle chat: "Ho scelto di non mettere ai voti la scelta sull'accesso e la consultabilità delle chat per non creare un precedente pericoloso – osserva Dori - Infatti, la giunta è un organo di garanzia che non può affidare alle maggioranze di turno decisioni sensibili. La giunta si è invece espressa a maggioranza contro la proposta di integrazione istruttoria, che a mio parere sarebbe stata necessaria. Col voto della maggioranza che nega l'integrazione istruttoria diventa pertanto impossibile visionare il contenuto della documentazione inviata dalla Procura di Roma che, quindi, rimarrà inaccessibile".

La segretaria del Pd, Elly Schlein, è netta: “Non vorrei che tutta questa propaganda del governo sull'immigrazione nasconda quello che oggi la maggioranza ha fatto. È gravissimo quello che è accaduto. Stanno cercando di impedire un processo, che si svolga un processo con degli elementi di prova che la procura ha chiesto al Parlamento di esaminare - ha aggiunto - Stanno cercando di impedire ai parlamentari della Repubblica di fare il loro mestiere. Noi non vogliamo fare condanne anticipate. Non è il nostro lavoro, nemmeno fare i processi. Chiediamo che i nostri parlamentari della giunta per le autorizzazioni possano fare quello che devono fare: leggere i documenti e decidere se autorizzare o meno nel processo l'uso di quei documenti”.

"Che cos'ha da nascondere Giorgia Meloni e la sua maggioranza se così ostinatamente stanno nascondendo le chat di Delmastro? Noi chiaramente facciamo di nuovo appello ai parlamentari della maggioranza di sottrarsi a questo schema e di permettere ai magistrati di fare il loro lavoro e ai nostri parlamentari della Giunta delle autorizzazioni di fare il loro lavoro", ha continuato.

"In questi quattro anni ho sempre avuto accesso a tutte le documentazioni, anche le più riservate con l'obbligo della segretezza. E' la prima volta che un parlamentare non può visionare un materiale depositato dal presidente della Camera, non un terzo sconosciuto. Oltre a questo non è stata consentita nemmeno l'integrazione istruttoria. Evidentemente la destra ha paura e vuole chiedere il prima possibile questa vicenda", attacca dal Pd il deputato Federico Gianassi al termine della giunta per le autorizzazioni. Dalla maggioranza intanto confermano che il voto sull’uso delle chat si svolgerà domani, anche se l'orario non è ancora stato definito. Secondo alcuni parlamentari si potrebbe procedere con il voto dopo il question time, quindi verso le 16. Secondo altre fonti il voto potrebbe tenersi una volta votata la fiducia sul decreto Pnrr - che sarà posta oggi dal governo - e quindi nel tardo pomeriggio. Quanto al voto segreto, la maggioranza fa sapere che non è intenzionata a chiederlo, “sarà magari l'opposizione a farne richiesta”.

E in serata il presidente della giunta per le autorizzazioni, Dori, fa sapere di stare valutando il ricorso alla Consulta: “l conflitto in atto in questi giorni ha leso profondamente le prerogative del presidente di un organismo di garanzia e dei membri della giunta. Si è arrivati al paradosso di esprimere un voto sulla richiesta avanzata dalla Procura di Roma senza aver avuto accesso alla documentazione. Visto che la Consulta, a partire dall'ordinanza numero 17 del 2019, ha riconosciuto a ciascun membro delle Camere, in sede di conflitto di attribuzione, la natura di potere dello Stato, con riferimento alla sfera di prerogative che spettano al singolo parlamentare, diverse e distinte da quelle che spettano all'Assemblea di cui fa parte, esistono gli estremi per sollevare la questione davanti all'Alta Corte. In questa direzione faremo i necessari approfondimenti".

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