La giunta per il regolamento della Camera esautora il presidente della giunta per le autorizzazioni e rimette la decisione nelle mani dell’intero organismo parlamentare. Dove, ça va sans dire, il centrodestra ha la maggioranza. Insomma, l’ultima parola sull’accesso dei deputati alle chat tra l’ex sottosegretario Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, considerato vicino al clan Senese, sarà decisa a colpi di maggioranza. Il presidente della giunta per le autorizzazioni, Devis Dori (Avs), ha convocato l’organismo per oggi alle 13. Ma per tutta la notte l’opposizione, che si dice pronta ad appellarsi alla Consulta, cerca una exit strategy.
Delmastro: M5s in Aula con gli striscioni "fuori le chat" e "aprite la cassaforte"
È un’altra giornata ad altissima tensione, quella che si respira a Palazzo Montecitorio, sfociata nella protesta dei deputati 5S in Aula, che h…
La giunta per il regolamento della Camera esautora il presidente della giunta per le autorizzazioni e rimette la decisione nelle mani dell’intero organismo parlamentare. Dove, ça va sans dire, il centrodestra ha la maggioranza. Insomma, l’ultima parola sull’accesso dei deputati alle chat tra l’ex sottosegretario Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, considerato vicino al clan Senese, sarà decisa a colpi di maggioranza. Il presidente della giunta per le autorizzazioni, Devis Dori (Avs), ha convocato l’organismo per oggi alle 13. Ma per tutta la notte l’opposizione, che si dice pronta ad appellarsi alla Consulta, cerca una exit strategy.
Delmastro: M5s in Aula con gli striscioni "fuori le chat" e "aprite la cassaforte"
È un’altra giornata ad altissima tensione, quella che si respira a Palazzo Montecitorio, sfociata nella protesta dei deputati 5S in Aula, che hanno esposto gli striscioni “fuori le chat” tra i loro banchi. Per tutto il giorno si attende la giunta per il regolamento, convocata in serata, per dirimere il nodo dell’accesso alle conversazioni digitali da parte dei componenti della giunta per le autorizzazioni. Sono le 21.22 quando l’organismo, presieduto da Lorenzo Fontana, approva il documento che rimette la decisione all’organismo presieduto da Dori. Sette i voti favorevoli, sei i contrari. Con una postilla: ad essere assente è la leghista Simona Bordonali. Maggioranza e opposizione sono pari, contanto sette presenti ciascuno. Ma improvvisamente il deputato di Azione, Antonio D’Alessio, abbandona la seduta prima del voto, il cui esito sarà favolevole ai desiderata della maggioranza: la decisione è nelle mani della plenaria della giunta per le autorizzazioni. Il cui presidente Dori già in mattina aveva denunciato di non avere avuto la possibilità di leggere le conversazioni digitali tra Delmastro e Caroccia. «Ho chiesto agli uffici di poter visionare il cd inviato dalla Procura di Roma - ha raccontato - ma mi è stato risposto che la decisione di Fontana coinvolge non solo i membri di giunta, ma lo stesso presidente». Una situazione che Dori non ha esitato a definire di «conflitto istituzionale: il presidente della Camera aveva chiesto di non dare seguito alla mia scelta di far accedere i componenti della giunta ai documenti che riguardano Delmastro, in attesa delle valutazioni della giunta per il regolamento, ma da nessuna parte è scritto che io non possa farlo. In questo modo un presidente di un organismo chiave si viene a trovare privato di autonomia di scelta, questo non è accettabile». Una polemica che si è protratta per tutto il giorno, mentre Fontana non ha replicato, proprio in attesa di riunire la giunta per il regolamento in serata.
Scontato a questo punto l’esito del voto in giunta per le autorizzazioni: le opposizioni, favorevoli alla lettura delle chat, possono contare su 8 deputati su un totale di 21. Dunque, dopo che la giunta - salvo sorprese - voterà domani contro la possibilità di visionare la chat, l’ultimo passaggio sarà il voto dell’Aula, che si dovrà esprimere sulla relazione della Giunta, già approvata a maggioranza, con cui si nega l’autorizzazione alla magistratura ad utilizzare la corrispondenza tra Caroccia e Delmastro. Il voto dovrebbe svolgersi giovedì mattina e, anche in questo caso, non ci dovrebbero essere stravolgimenti, nonostante l’incognita del voto segreto. Ma le opposizioni non hanno intenzione di far finire qui l’intera vicenda e non viene esclusa l’ipotesi che si possa scegliere la strada di sollevare davanti alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzione dei poteri. Dori non si sbilancia, ma in serata evidenzia che «la giunta per le autorizzazioni è un organo di garanzia: rimettendo il voto sull’accesso ai documenti ad un voto di maggioranza, è chiaro che viene meno la natura di garanzia dell’organismo che presiedo».