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Caso Delmastro, la Camera nega l’uso delle chat. Schlein: “Non nominate più Borsellino”. Protesta 5s

Caso Delmastro, la Camera nega l’uso delle chat. Schlein: “Non nominate più Borsellino”. Protesta 5s
Il voto alla Camera dopo la decisione presa in giunta per le autorizzazioni. Protesta delle opposizioni
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Seduta dell'Aula della Camera sul caso Delmastro, che a voto segreto, ha approvato con 206 sì e 133 no la proposta del relatore di maggioranza nella giunta per le autorizzazioni di negare l'acquisizione delle chat del deputato ed ex sottosegretario alla giustizia, Andrea Delmastro, da parte della Procura. Protestano le opposizioni: deputati di Avs si bendano, il Movimento 5 Stelle urla “Fuori le chat”. Elly Schlein: "Questo è un voto su come si intendono le prerogative dei parlamentari e più profondamente sull'idea che della legalità ha la maggioranza che in questo momento governa il Paese. Due pesi e due misure: giustizialisti con gli avversari e ipergarantisti sempre con i propri colleghi di partito". Giuseppe Conte: “Se Meloni fosse stata qui che cosa avrebbe detto oggi ai cittadini: cari cittadini qui oggi parliamo di uno scudo. Lo scudo contro il carovita? Contro il boom delle ore di cassa integrazione? Contro il caro carburante? No, parliamo di uno scudo degli amici di partito. Prima è stata scudata la Santanchè, oggi Delmastro. Queste sono le priorità rispetto ai bisogni dei cittadini”.

Pd: “Da Bignami attacco gravissimo, valutare denuncia per vilipendio”

"È gravissimo l'attacco del capogruppo di Fratelli d'Italia Galeazzo Bignami alla memoria di un padre costituente e di una figura di grande italiano come l'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Siamo davanti a un partito che ha perfino scippato e si è appropriato delle prime strofe dell'inno nazionale e che oggi, con assoluta tranquillità, arriva ad attaccare la Presidenza della Repubblica e la storia delle istituzioni repubblicane – dichiara il deputato democratico Stefano Graziano – È una situazione gravissima, al limite del vilipendio. Valuteremo in ogni sede come comportarci di fronte a parole che colpiscono non solo una persona, ma una figura che ha rappresentato la Repubblica e i valori della Costituzione", conclude Graziano.

Chat negate, “no comment” del procuratore di Roma Lo Voi

Un "no comment" arriva dal procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi dopo che questo pomeriggio la Camera con 206 voti a favore e 133 contrari ha approvato la relazione della Giunta per le Autorizzazioni che ha respinto la richiesta di autorizzazione all'accesso alle chat che chiamano in causa l'ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Nei giorni scorsi Lo Voi aveva inviato una lettera al presidente della Camera Lorenzo Fontana, dopo che il difensore di Mauro Caroccia aveva depositato in procura una memoria con le chat tra l'ex sottosegretario e il suo assistito, indagato per il caso della Bisteccheria d'Italia che sta già scontando una condanna definitiva per intestazione fittizia dei beni, chiedendone l'acquisizione.

Bignami attacca: “Delmastro nel mirino dalla visita del Pd a Cospito”

Le parole su Oscar Luigi Scalfaro non sono le uniche parti dell'intervento del capogruppo di FdI Galeazzo Bignami che hanno suscitato la netta presa di distanza delle opposizioni, con proteste vigorose in Aula, durante le dichiarazioni di voto sul caso Delmastro. Bignami, infatti, dice anche: "Quello che voi chiedete è farina del vostro sacco o è farina dei mafiosi che avete incontrato quando siete andati a trovare Cospito al 41 bis? È farina vostra o è farina loro? Voi avete messo Andrea Delmastro nel mirino da quando ha rivelato quello che voi avete fatto con Cospito". E ha aggiunto: "Proprio per quello che capitò ad Andrea Delmastro i mafiosi hanno detto che Andrea Delmastro andava fatto saltare in aria. Onorevole Schlein vedete la differenza? Andrea Delmastro Delle Vedove, per aver inconsapevolmente e incolpevolmente aver incontrato dei mafiosi che non erano ancora condannati a titolo definitivo e non erano mafiosi si è dimesso e ha chiesto scusa, i suoi parlamentari, che sono andati a trovare dei mafiosi al 41 bis già condannati non hanno mai chiesto scusa e lei non li ha mai fatti dimettere".

Bonelli: “Bignami venga sospeso per offese e menzogne contro Scalfaro”

Le parole del meloniano Bignami scatenano le reazioni delle opposizioni. Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, commenta: “Da Bignami offese volgari nei confronti di Oscar Luigi Scalfaro, con una menzogna inaccettabile e con offese pronunciate in Aula, accusando Scalfaro di aver liberato 300 mafiosi. Non è consentito a nessuno, tantomeno al capogruppo di Fratelli d'Italia, insultare volgarmente l'ex presidente della Repubblica per difendere l'indifendibile Andrea Delmastro, già condannato in secondo grado per rivelazione di segreto d'ufficio. In virtù di ciò, come Alleanza verdi e sinistra chiediamo che siano presi provvedimenti nei confronti di Bignami e che venga sospeso. Oggi Fratelli d'Italia ha impedito alla Procura di accertare la verità e il Parlamento è stato trasformato in uno scudo per proteggere Andrea Delmastro – continua Bonelli – Prima hanno impedito ai deputati di conoscere gli atti, poi hanno bloccato le indagini. Chi teme quelle chat? Cosa deve essere nascosto agli italiani? È la logica dell'omertà istituzionale, della casta che si considera intoccabile e usa le istituzioni per salvarsi. Giorgia Meloni guida il governo dell'impunità".

Bignami: “Msi sconfitto su Borsellino, la sinistra votò Scalfaro che liberò 300 mafiosi”

Nel corso delle dichiarazioni di voto sul caso Delmastro gli animi si sono surriscaldati in particolare durante l'intervento di Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera. Un passaggio ha scatenato le polemiche dell'opposizione, con diversi interventi da parte della presidente di turno, Anna Ascani, per riportare l'aula all'ordine: “Il movimento sociale italiano nel maggio del 1992 non riuscì a fare eleggere Paolo Borsellino presidente della Repubblica. Lo votò e non venne eletto, e per noi quella è una sconfitta perché se fosse diventato presidente della Repubblica Borsellino sarebbe qui con noi a combattere le battaglie buone, giuste, a combattere le battaglie per l’Italia. La sinistra fece eleggere Oscar Luigi Scalfaro, che un anno dopo liberò 300 mafiosi al 41 bis", tuona Bignami, provocando urla di disapprovazione da parte dei banchi dell'opposizione. "Mi permetto di ricordare che Scalfaro, forse ricordo male, fu eletto proprio a seguito delle dimissioni di Cossiga da presidente della Repubblica, per il quale la sinistra chiese l'impeachment: non capisco perché se il presidente della Repubblica piace a voi allora va bene, se invece non piace a voi si può anche chiedere l'impeachment... Però voglio anche ricordare che quei 300 mafiosi liberati da Scalfaro, per la battaglia vinta dalla destra italiana furono riportati in galera dall'allora ministro Costa", aggiunge Bignami.

Dopo il voto caos Aula, M5s dal centrodestra con telefonini

Poco prima del voto è l'intervento del capogruppo FdI Galeazzo Bignami a surriscaldare gli animi e suscitare le proteste delle opposizioni, con la presidente di turno Anna Ascani che è costretta più volte a richiamare diversi esponenti delle opposizioni, ma anche lo stesso capogruppo FdI. Poi, subito dopo il voto è caos nell'emiciclo, con i deputati M5s che si sono recati sotto i banchi della maggioranza mostrando i telefoni ben in vista e tenuti in mano. Il riferimento è alle chat dell'ex sottosegretario Delmastro. La seduta è stata sospesa e riprenderà, come previsto, alle 18,30 per le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sul decreto Giustizia.

La Camera nega l’uso delle chat

Le opposizioni hanno chiesto il voto segreto: favorevoli 206, contrari 133. La Camera nega l’uso delle chat

Schlein: “Se negate uso delle chat non nominate mai più Borsellino”

"Vi chiediamo di non impedire la ricerca della verità su un processo connesso alle mafie, altrimenti non vogliamo mai più sentirvi nominare Paolo Borsellino dicendo che sarebbe un ministro di questo governo". Lo dice la segretaria dem, Elly Schlein, in aula alla Camera in dichiarazione di voto sul caso Delmastro.

Delmastro, la Camera nega l'uso delle chat. Schlein: "Non nominate più Borsellino"

Schlein: “Meloni ha detto che non avrebbe più coperto nessuno, lo sta facendo”

"Per quale ragione il Parlamento dovrebbe negare questa autorizzazione?". "No" allo "scudo", "se Delmastro ha detto che non ha nulla da nascondere perché nascondete voi? Meloni ha detto che non avrebbe più coperto nessuno, perché sta facendo il contrario? La trasparenza chiude polemiche e restituisce fiducia ai cittadini". "Il governo si occupi dei problemi degli italiani non dei propri". Invece, "tutte le vostre energie sono per salvare voi stessi". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein nell'Aula della Camera.

Bignami (FdI): “Conte confonde gli articoli della Costituzione”

“Ah professor Conte! Fa confusione con gli articoli della Costituzione, e mi cade sulla guerra!”. Così Galeazzo Bignami, capogruppo FdI, suscita la ola dei suoi, intervenendo in aula per sbeffeggiare Conte per un lapsus di Conchita Sannino

Schlein: “Questo è un voto sull’idea di legalità del centrodestra”

"Stiamo per dare un voto che dirà molto non solo sulla vicenda Delmastro ma anche sul rapporto tra Parlamento e magistratura e su come si intendono le prerogative dei parlamentari e sull'idea della legalità del centrodestra: due pesi e due misure, ipergiustizialisti con gli avversari e garantisti con i colleghi di partito". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein in Aula sul caso Delmastro.

Schlein: “Non chiediamo processo ma lavoro dei magistrati”

"Nessuno sta chiedendo al Parlamento di fare un processo ma di far fare il loro mestiere ai magistrati, non certo di anticipare un processo". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo in Aula alla Camera sul caso Delmastro.

Protesta dei 5S: “Fuori le chat”. Conte: “Basta citare Borsellino”.

“Tirate fuori le chat, tirate fuori i telefoni” tutto il gruppo M5S si alza in piedi e solleva tablet e cellulare , chiosando così le ultime parole dell’intervento del leader Giuseppe Conte. Il presidente dei pentastellati applaudito anche da Pd e Avs quando in particolare attacca la maggioranza : “Basta, lo dico con umiltà citare, citare Borsellino! A chi si batte per la legalità, a tutte le associazioni contro il pizzo, abbiate speranza. Tireremo fuori il Paese dalle sabbie mobili in cui l’avete precipitato” di Conchita Sannino

Botta e risposta tra Conte e Ascani in aula

Botta e risposta in Aula tra il leader del M5s Giuseppe Conte e la vicepresidente della Camera Anna Ascani durante il dibattito sull'autorizzazione al sequestro delle chat del deputato di FdI Andrea Delmastro. Il leader del M5s ha aperto il suo intervento contestando l'assenza del governo dai banchi dell'esecutivo: "Dobbiamo accertare un fatto inaspettato: non c'è un ministro o un sottosegretario che rappresenti il governo. Che succede? Giorgia Meloni non ci mette la faccia? Parliamo del suo partito", ha evidenziato. Ascani è dunque intervenuta, replicando che, trattandosi di una deliberazione della Camera, "non è previsto che i banchi del governo siano occupati". "Non è una motivazione tecnica, ma un giudizio politico", ha replicato Conte, osservando che molti esponenti dell'esecutivo, a partire dalla premier Meloni, sono anche deputati.

Conte: “Il governo non scuda il carovita, ma gli amichetti”

"Qui oggi parliamo di uno scudo: contro il carovita, il calo degli stipendi, il crollo della produzione industriale? No, uno scudo per gli amici di partito, queste sono le priorità" del governo "nei confronti dei cittadini, da cui siete distanti anni luce". Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte intervenendo in Aula della Camera sulla richiesta di autorizzazione della Procura a utilizzare le chat tra Delmastro e Caroccia. "La maggioranza si appresta a scudare un amichetto di partito comprimendo il diritto di difesa di un cittadino, quindi vi infischiate anche dei diritti costituzionali".

Conte: “Nessun ministro né Meloni, il governo non ci mette la faccia?”

"Qui dobbiamo accertare innanzitutto un fatto inaspettato: non c'è un ministro o un sottosegretario che rappresenti il governo. Che succede? Il governo non ci mette la faccia? Eppure stiamo parlando di un fatto molto importante. Giorgia Meloni, il presidente, non ci mette la faccia ma parliamo del suo partito, della sua idea di giustizia". Lo ha detto in aula alla Camera il leader M5S, Giuseppe Conte.

Protesta dei deputati Avs: si bendano in aula

Si muovono alla parola concordata . “Non possiamo bendarci gli occhi, di fronte agli ostacoli che si frappongono alla ricerca della verità”, alza la voce la deputata Avs Elisabetta Piccolotti. E immediatamente scattano in piedi una dozzina di colleghi delle opposizioni la, in mano un fazzoletto , e tutti si coprono gli occhi, dritti. La destra si alza dai banchi, lí indica, fa spallucce . Fino alla disposizione della presidente di turno, Anna Ascani: “Vi chiedo dí ricomporre l’ordine corretto per consentire i lavori”. Arrivano a frotte í commessi, mani sui foulard, e la sinistra lascia andare le bende di Conchita Sannino

Vannacci: “Voteremo no a richiesta utilizzo chat”

"Siamo contrari ai privilegi della casta. Delmastro non è indagato, siamo per la tutela dell'ambito privato di un parlamentare, ma Delmastro renda disponibile spontaneamente le sue chat". Così il leader di Fn, Roberto Vannacci, rispondendo alle domande dei cronisti. "Non ci sono presupposti affinché sia obbligato a rendere pubbliche le conversazioni, voteremo contro" la richiesta dell'utilizzo delle chat, dice

Giuliano (M5s): “Scudo è una farsa, Meloni non parli più di antimafia”

"È doveroso commemorare Falcone e Borsellino con le parole. Ma che senso ha farlo se poi la mafia non si combatte con i fatti? E oggi il fatto è uno: siamo all'ultimo atto di una farsa con cui la maggioranza vuole impedire alla Procura di acquisire chat che ritiene rilevanti in un'indagine per riciclaggio e reati aggravati dall'agevolazione mafiosa. Non basta. Si arriva persino a impedire alla giunta che deve decidere di leggere quegli atti. Il Parlamento viene trasformato in un bunker per scudare Delmastro". Lo ha detto la deputata M5S Carla Giuliano intervenendo in aula alla Camera.
"Le prerogative parlamentari esistono per proteggere la democrazia, non per mettere al riparo gli amici di Giorgia Meloni. La domanda in tutta questa vicenda resta soltanto una: perché avere paura che quelle chat vengano lette? Noi una scelta l'abbiamo fatta: nessuno scudo, nessun privilegio, nessuna zona franca. Il diritto dei cittadini alla verità viene prima di ogni cosa. E chi oggi parla di antimafia, domani abbia almeno il coraggio di spiegare da che parte ha scelto di stare", ha evidenziato

Problemi tecnici ai microfoni in aula durante la seduta

Durante la discussione del caso Delmastro nell'Aula della Camera si è verificato un problema con i microfoni. Mentre era in corso l'intervento del relatore di minoranza Federico Gianassi (Pd) il microfono si è spento, motivo per cui la sua relazione è stata interrotta per alcuni minuti. Il dem ha ripreso a parlare con un microfono provvisorio di cui ora si sta servendo anche l'altra relatrice di minoranza Carla Giuliano (M5s).

Schlein e Conte tra gli iscritti a parlare in dichiarazione di voto

In dichiarazione di voto sul caso Delmastro alla Camera sono iscritti a intervenire i leader di Pd e M5s, Elly Schlein e Giuseppe Conte. Per FdI interviene il capogruppo Galeazzo Bignami.

Il relatore Pittalis (FI): “Nessuno scudo, legge sia rispettata”

Negare l'acquisizione delle chat di Delmastro "non impedisce a magistrati di proseguire negli accertamenti. Difendere l'articolo 68 significa pretendere che la legge sia rispettata". Lo ha detto Pietro Pittalis, relatore della maggioranza in giunta per le Autorizzazioni, in Aula, sul caso Delmastro. A suo avviso, sostenere che negare l'autorizzazione significhi elevare uno "scudo per ostacolare il lavoro della magistratura" è un "argomento inconsistente e pericoloso". Se nel mirino è l'articolo 68, le opposizioni a questo punto "abbiano la coerenza di proporre una legge di revisione costituzionale", ha aggiunto. Pittalis ha citato i casi Open e Scarpinato affermando: in quest'ultima situazione "il M5s sostenne la posizione della guarentigia prevista dall'articolo 68 della Costituzione".

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