Uno scontro violentissimo tra la presidente del consiglio Giorgia Meloni e l’ex premier, Giuseppe Conte. «Lei era regista di questo plotone di esecuzione qui in commissione Covid» dice Conte. «La verità sulla pandemia non è un attacco politico. È un diritto degli italiani» risponde Meloni. «Io sono stato cinque ore a rispondere. E tu ce li hai cinque minuti?» scrive sui social il leader dei 5S a conferma di quanto la partita tra i due, in questa vicenda che si trascina da anni, sia squisitamente politica. E nessuno dei contendenti è disposto a concedere all’altro l’ultima parola.
L’audizione dell’ex presidente del consiglio in commissione Covid diventa terreno violentissimo di scontro tra maggioranza e opposizione. E in particolare tra Meloni e Conte, antipasto della prossima campagna elettorale. Il terreno più acceso è quello del Green pass e dell’obbligo vaccinale per gli over 50. L’ex presidente del Consiglio rivendica con forza la distinzione tra le due misure. Il Green pass, spi…
Uno scontro violentissimo tra la presidente del consiglio Giorgia Meloni e l’ex premier, Giuseppe Conte. «Lei era regista di questo plotone di esecuzione qui in commissione Covid» dice Conte. «La verità sulla pandemia non è un attacco politico. È un diritto degli italiani» risponde Meloni. «Io sono stato cinque ore a rispondere. E tu ce li hai cinque minuti?» scrive sui social il leader dei 5S a conferma di quanto la partita tra i due, in questa vicenda che si trascina da anni, sia squisitamente politica. E nessuno dei contendenti è disposto a concedere all’altro l’ultima parola.
L’audizione dell’ex presidente del consiglio in commissione Covid diventa terreno violentissimo di scontro tra maggioranza e opposizione. E in particolare tra Meloni e Conte, antipasto della prossima campagna elettorale. Il terreno più acceso è quello del Green pass e dell’obbligo vaccinale per gli over 50. L’ex presidente del Consiglio rivendica con forza la distinzione tra le due misure. Il Green pass, spiega, rientrava nella logica dell’«onere», quel «dovere libero» per cui il cittadino può scegliere di non vaccinarsi ma non può pretendere di frequentare cinema, ristoranti o altri luoghi di aggregazione come se nulla fosse. «Contrastarne l’utilizzo sarebbe stato illogico e antiscientifico», sostiene.
Diverso, invece, il giudizio sull’obbligo vaccinale introdotto dal governo Draghi. Conte racconta di avere telefonato sia a Roberto Speranza sia a Mario Draghi per convincerli a non estenderlo agli over 50, perché, a suo giudizio, in quella scelta c’era «qualcosa che andava oltre», fino a sfiorare un atteggiamento «persecutorio». Una posizione che, rivendica, era coerente con le sue convinzioni, pur ricordando che i 5 Stelle votarono quella norma per evitare la caduta del governo.
Conte respinge anche le accuse sul ritardo nel piano pandemico. «Era del 2006, si sono alternati otto governi di tutti i colori politici, il mio governo non ha la responsabilità del mancato aggiornamento» ha detto. Un passaggio anche sulla missione “Dalla Russia con amore”, quando arrivarono sanitari da Mosca. «Nel marzo 2020, la Russia ha inviato personale e materiale sanitario. Lo decise la Protezione civile. Non è stata costruita da me con uno slancio filorusso».