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Costa: “Su Delmastro richiesta generica dai pm. Difendiamo i diritti, non i politici”

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Il capogruppo berlusconiano alla Camera: “Doveva esserci un incontro sulle proposte di FI ma il ministro Nordio lo ha rinviato. In Aula affermeremo le nostre idee sulla giustizia”. E tra le priorità indica carceri e risarcimenti
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La maggioranza ha negato l’utilizzo delle chat di Andrea Delmastro «non per una logica di schieramento ma perché la procura è stata generica». Il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa, rivendica la scelta di non aver autorizzato la lettura delle conversazioni tra l’ex sottosegretario, non indagato, e Mauro Caroccia, coinvolto nell’inchiesta Bisteccheria d’Italia perché ritenuto prestanome del clan Senese.

L’immunità parlamentare è diventato uno strumento nelle mani della maggioranza, come sostengono anche alcuni giuristi?

«Il nostro stile è di non guardare la casacca politica del parlamentare interessato ma di soffermarci esclusivamente sui profili giuridici delle questioni. Stupisce che un alto magistrato come Giovanni Salvi insinui che queste prerogative siano utilizzate a tutela della maggioranza e non del Parlamento. È come se io mi permettessi di sostenere che lui da procuratore abbia perseguito le persone secondo logiche di corrente e non sulla base di criteri giu…

La maggioranza ha negato l’utilizzo delle chat di Andrea Delmastro «non per una logica di schieramento ma perché la procura è stata generica». Il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa, rivendica la scelta di non aver autorizzato la lettura delle conversazioni tra l’ex sottosegretario, non indagato, e Mauro Caroccia, coinvolto nell’inchiesta Bisteccheria d’Italia perché ritenuto prestanome del clan Senese.

L’immunità parlamentare è diventato uno strumento nelle mani della maggioranza, come sostengono anche alcuni giuristi?

«Il nostro stile è di non guardare la casacca politica del parlamentare interessato ma di soffermarci esclusivamente sui profili giuridici delle questioni. Stupisce che un alto magistrato come Giovanni Salvi insinui che queste prerogative siano utilizzate a tutela della maggioranza e non del Parlamento. È come se io mi permettessi di sostenere che lui da procuratore abbia perseguito le persone secondo logiche di corrente e non sulla base di criteri giuridici».

Lo stesso Delmastro ha consegnato di sua spontanea volontà le chat in procura. Perché allora non metterle a disposizione di chi conduce le indagini?

«È una sua facoltà, ma sia chiara una cosa. Se anche Delmastro ci avesse chiesto di votare a favore del sequestro delle sue chat, l’esito sarebbe stato lo stesso perché si tratta di una prerogativa a salvaguardia di autonomia, libertà e indipendenza dell’intero organo parlamentare. La scelta che abbiamo fatto è frutto di un approfondimento dei documenti che sono giunti alla nostra attenzione».

La procura però non ha potuto approfondire proprio perché non ha avuto accesso alle chat.

«Le Camere sono chiamate a verificare i requisiti di legalità costituzionale. La richiesta della procura a nostro avviso è stata generica e non si è attenuta a questi profili. Non ha individuato un arco temporale preciso per quanto riguarda le chat, non ha indicato parole chiave, criteri tecnici e parametri idonei. È stata una richiesta indeterminata».

Giuseppe Conte, durante l’audizione sull’emergenza Covid, ha detto che non accetta lezioni da chi scappa e non fornisce le chat.

«Conte, pur essendo un avvocato, su Delmastro ha affrontato il tema in una chiave tutta politica e si è disinteressato dei profili giuridici, ha fatto un comizio populista contro il governo. Piuttosto, invece è fondamentale regolamentare in modo organico il tema del sequestro delle chat».

In che modo?

«Noi dobbiamo fornire alla magistratura un quadro normativo chiaro in cui muoversi. È necessario che l’utilizzo delle chat venga disciplinato dalla legge e non lasciato in mano alla giurisprudenza, con interpretazioni ondivaghe. Dentro un telefono c’è la vita di una persona che non è giusto che finisca in pasto all’opinione pubblica».

Su questo tema avete avuto un incontro con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Si andrà avanti?

«È stato un incontro interlocutorio, in vista di uno successivo che ancora non si è tenuto perché il ministro lo ha rinviato. In ogni caso, Forza Italia affermerà in Parlamento le sue idee sulla giustizia, che gli alleati conoscono. È anche per questo che rivendichiamo il nostro impegno determinante per l’approvazione della giornata Enzo Tortora: indegna astensione della sinistra».

Ci sono anche altri temi a voi cari. Non nota una certa indifferenza da parte degli alleati?

«Per noi sono importanti la prescrizione e il diritto degli innocenti a essere risarciti se vittime di errori giudiziari. Su questo presenteremo una proposta di legge. E poi chiediamo attenzione alla drammatica situazione delle carceri».

Giusi Bartolozzi, ex capo di gabinetto del ministro, vi ha risposto in maniera piccata.

«Intanto è stata avviata, su nostra richiesta, un’indagine conoscitiva, perché i riflettori restino accesi sempre. Ci sono strutture inadeguate, forte sovraffollamento, rischi per la sicurezza di detenuti e di chi ci lavora».

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