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Un’associazione del Nord: la sfida dei governatori nella Pontida di Salvini

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Nuove tensioni nella Lega alla vigilia del direttivo lombardo Zaia e i presidenti delle Regioni lavorano alla nascita della corrent
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La scissione è ancora un miraggio. L’associazione no. I nordisti della Lega, stufi del Carroccio a trazione sovranista di Matteo Salvini, sono pronti alla scossa. E a strutturarsi in corrente, intanto. Dopo una girandola di telefonate e riunioni, il piano ha preso concretezza: visto che il progetto della doppia Lega è stato stracciato dal segretario e vicepremier, la scappatoia è dare vita a un’associazione. Naturalmente «culturale». E se Salvini storcerà il naso, i nostalgici della vecchia Lega Nord sono pronti a ricordargli quanto diceva fino all’anno scorso su un’altra associazione, quella del “Mondo al contrario” strutturata da Roberto Vannacci, con tanto di tesseramento parallelo e circoli, “team”, sparsi per tutto lo Stivale. Anticamera di un partito, Futuro nazionale, nato alla fine di febbraio. Prima dello strappo dell’ex generale, ricordano però i big della Lega nel settentrione, quell’associazione è stata non solo tollerata dal segretario, ma benaccetta. «Con che faccia ora …

La scissione è ancora un miraggio. L’associazione no. I nordisti della Lega, stufi del Carroccio a trazione sovranista di Matteo Salvini, sono pronti alla scossa. E a strutturarsi in corrente, intanto. Dopo una girandola di telefonate e riunioni, il piano ha preso concretezza: visto che il progetto della doppia Lega è stato stracciato dal segretario e vicepremier, la scappatoia è dare vita a un’associazione. Naturalmente «culturale». E se Salvini storcerà il naso, i nostalgici della vecchia Lega Nord sono pronti a ricordargli quanto diceva fino all’anno scorso su un’altra associazione, quella del “Mondo al contrario” strutturata da Roberto Vannacci, con tanto di tesseramento parallelo e circoli, “team”, sparsi per tutto lo Stivale. Anticamera di un partito, Futuro nazionale, nato alla fine di febbraio. Prima dello strappo dell’ex generale, ricordano però i big della Lega nel settentrione, quell’associazione è stata non solo tollerata dal segretario, ma benaccetta. «Con che faccia ora dovrebbe dirci di no?», è la domanda che rimbalza nelle chat degli scontenti.

Chi è della partita? Luca Zaia di sicuro ci sarà. Anzi è uno dei promotori. L’ex “Doge” del Veneto conta di debuttare in tv, sulle reti Mediaset, con il suo “Fienile”, che ancora è solo un podcast. Ma non vuole certo rinunciare alla politica. Anche Attilio Fontana, il presidente della Lombardia, è interessato al progetto, così come il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. E sempre in Lombardia è più che informato sul progetto dell’associazione il segretario regionale e capogruppo in Senato, Massimiliano Romeo. Tutti avrebbero preferito che Salvini accettasse di sdoppiare il partito, dando vita a una Lega al Nord e al gemello nazional-sovranista nel Centro Sud. Ma il vicepremier non ne ha voluto sentir parlare. Allora si studiano le contromisure.

Salvini conosce bene i mal di pancia nel suo partito. Anche per questo ha chiesto di convocare per oggi, 7 agosto, con il Parlamento chiuso, il direttivo della Lega lombarda. Tutti riuniti nel quartier generale di via Bellerio. Il vicepremier parteciperà in prima persona. Sono stati allertati anche i ministri, da Roberto Calderoli a Giancarlo Giorgetti, che dopo le bizze di Claudio Borghi (e non solo) sul Safe non ha ancora confermato la sua partecipazione. Forse si collegherà, forse no.

Il ministro dei Trasporti prepara un discorso che è una richiesta di unità in una fase tormentata, vista la concorrenza a destra proprio di Vannacci. «Dobbiamo fare la Lega, serrare le file in vista delle Politiche - è il senso del messaggio - Basta litigi. Giusto, anzi sacrosanto portare avanti le istanze locali, ma senza dare l’idea di una contrapposizione».

Basterà? Difficile. Romeo come altri accusa il partito di essersi posizionato «troppo a destra». Le tribolazioni dei sondaggi degli ultimi mesi non fanno che mettere benzina nel serbatoio di chi preme per una svolta, che è un ritorno al Nord. Salvini sa che gli avversari interni puntano a far deflagrare i malumori sul pratone di Pontida. Proprio a ridosso di quell’appuntamento dovrebbe nascere l’associazione. Il leader studia le mosse. Pensa a una convention nazionale, «programmatica», all’inizio di settembre, per rimettere ordine nel partito. Zaia ha già fatto sapere ai fedelissimi del leader che non ci sarà. «Ci ha detto che andrà in Spagna...».

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