Calderoli: “Il voto ad aprile ci penalizza”. Vannacci lancia il suo candidato a Milano
di Serena RiformatoIl leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci al Caffè de La Versiliana a Marina di Pietrasanta
Collegato da remoto, al direttivo della Lega lombarda, venerdì sera, Roberto Calderoli ha preso la parola solo per esprimere una preoccupazione a cui già nei mesi passati aveva dato voce il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (che invece era assente): «Non possiamo andare a votare ad aprile perché non riusciremmo a completare il percorso delle intese per l’autonomia». È il tarlo costante del ministro per gli Affari regionali. Condiviso da molti dei presenti. Critici non solo rispetto alla gestione del partito, ma anche verso la direzione dell’esecutivo.
C’è infatti un motivo per cui al termine di quattro ore di interventi, il leader Matteo Salvini ha fatto filtrare l’intenzione di «essere più duri quando al governo gli alleati ostacol…
Collegato da remoto, al direttivo della Lega lombarda, venerdì sera, Roberto Calderoli ha preso la parola solo per esprimere una preoccupazione a cui già nei mesi passati aveva dato voce il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (che invece era assente): «Non possiamo andare a votare ad aprile perché non riusciremmo a completare il percorso delle intese per l’autonomia». È il tarlo costante del ministro per gli Affari regionali. Condiviso da molti dei presenti. Critici non solo rispetto alla gestione del partito, ma anche verso la direzione dell’esecutivo.
C’è infatti un motivo per cui al termine di quattro ore di interventi, il leader Matteo Salvini ha fatto filtrare l’intenzione di «essere più duri quando al governo gli alleati ostacolano le battaglie della Lega» e rinverdire il Carroccio “di lotta”. È la richiesta arrivata in maniera decisa dal governatore della Lombardia Attilio Fontana: «Se ci sono delle cose che al governo non si riescono a ottenere e che penalizzano i nostri territori, abbiamo il dovere di dirlo», questo il ragionamento riferito dai presenti. A questo rispondeva il comunicato conclusivo.
Per quanto tutti riferiscano di un «clima costruttivo», il tono prevalente era di apprensione. I segretari provinciali, in particolare, hanno raccontato quanto sia faticoso, quest’anno, trovare militanti che vogliano partecipare a Pontida. Mentre si organizzano autobus e trasferte, gli appelli vanno a vuoto. Il timore che il pratone non risponda come gli anni passati è reale. Sarebbe lo specchio dei sondaggi che hanno visto scivolare il Carroccio sotto il 6%.
Venerdì in via Bellerio si è parlato tanto anche delle amministrative 2027 con la partita decisiva di Milano. Nella quale Roberto Vannacci ha tutta l’intenzione di fare il guastatore: ieri, alla Versiliana, ha annunciato il suo candidato per il capoluogo lombardo. Un collega militare, Carmelo Burgio. Paracadutista e generale dei carabinieri: «Con lui Milano tornerà a essere la città della Madonnina e non dei maranza» perché «la città sarà rivoltata come un calzino». E per le Politiche? Porte socchiuse: «Le alleanze le faremo eventualmente prima delle elezioni». Poi però attacca il deputato di FI Paolo Emilio Russo perché in un intervento alla Camera ha parlato di «immigrazione come risorsa». Replica dell’azzurro: «Si deve essere risentito perché ho spiegato che la “remigrazione” è una teoria che scientificamente non esiste».