Resta la tensione con la Spagna. Tajani: dietrofront dopo il 15
di Gabriella CeramiIl ministro degli Esteri Antonio Tajani
Madrid aveva chiesto all’Italia di ripristinare il trattato di Schengen entro il 9 agosto, minacciando in caso contrario «misure proporzionate per tutelare gli interessi e la dignità dei suoi cittadini». E così è stato. Il governo italiano ha infatti confermato la sospensione del trattato fino al 15 agosto per aerei e navi provenienti dalla Spagna, «in quanto - spiega il ministro degli Esteri Antonio Tajani - il rischio terrorismo e il rischio di immigrazione clandestina non possono essere sottovalutati».
L’unica apertura dell’Italia è relativa a quanto «accadrà dopo» quando la situazione «sarà tornata alla normalità». In questo caso - aggiunge il titolare della Farnesina - l’Italia sarà pronta «a ripristinare la situazione precedente». Il ministro degli Esteri definisce poi «inaccettabile» la reazione spagnola poiché Madrid ha deciso di introdurre misure speculari nei confronti dei passeggeri che arrivano nella penisola iberica dall’Italia fino al 7 di settembre. Tajani infine ribadi…
Madrid aveva chiesto all’Italia di ripristinare il trattato di Schengen entro il 9 agosto, minacciando in caso contrario «misure proporzionate per tutelare gli interessi e la dignità dei suoi cittadini». E così è stato. Il governo italiano ha infatti confermato la sospensione del trattato fino al 15 agosto per aerei e navi provenienti dalla Spagna, «in quanto - spiega il ministro degli Esteri Antonio Tajani - il rischio terrorismo e il rischio di immigrazione clandestina non possono essere sottovalutati».
L’unica apertura dell’Italia è relativa a quanto «accadrà dopo» quando la situazione «sarà tornata alla normalità». In questo caso - aggiunge il titolare della Farnesina - l’Italia sarà pronta «a ripristinare la situazione precedente». Il ministro degli Esteri definisce poi «inaccettabile» la reazione spagnola poiché Madrid ha deciso di introdurre misure speculari nei confronti dei passeggeri che arrivano nella penisola iberica dall’Italia fino al 7 di settembre. Tajani infine ribadisce che l’Italia «non è contro la Spagna» ma ha il «dovere» di proteggere i propri confini dalla possibile minaccia jihadista.
Intanto venerdì scorso, in pieno esodo vacanziero, la polizia spagnola ha verificato i documenti di 199 viaggiatori provenienti da Paesi terzi, atterrati con 12 voli dall’Italia negli aeroporti di Madrid, Barcellona, Siviglia, Bilbao, Alicante e Valencia. E anche in arrivo i controlli sono stati minimi.
Le autorità spagnole hanno chiarito che la misura, in vigore fino al 7 settembre, sarà costantemente valutata ma sarà difficile che venga revocata perché le circostanze non sembrano poter cambiare prima del 15 agosto, data individuata per possibili nuovi arrivi di migranti nell’exclave spagnole di Ceuta e Melilla. Per questo l’Italia resta ferma nella sua posizione rivendicata da Tajani e di conseguenza il premier spagnolo Pedro Sanchez non intende retrocedere. Di fronte ai servizi di intelligence spagnoli, che mettono in guardia dal rischio di «terrorismo islamico» proveniente dal Marocco, Madrid ha già rafforzato la sicurezza attorno alle due città, inviando 2.000 militari e un migliaio tra polizia e Guardia Civil, e dispiegando due fregate nel Mediterraneo.
Alla luce di questo, la terza vicepresidente del governo spagnolo e ministra della Transizione ecologica, Sara Aagesen, spera che l’Italia capisca che «l’area Schengen non è stata violata ed è garantita». In pratica la crisi migratoria a Ceuta sarebbe rimasta «circoscritta alla città autonoma. Nessuno - dice - è arrivato nella Penisola iberica».
Tuttavia anche Maurizio Lupi, leader di Noi moderati, rivendica la decisione del governo poiché «l’Italia ha il dovere di garantire la sicurezza davanti a flussi migratori che restano critici. La soluzione non è lo scontro tra Paesi europei, ma cambiare politica». Per Riccardo Magi, segretario di +Europa, la posizione italiana resta «immotivata e irresponsabile: sta producendo una reazione a catena, con Madrid che risponde aumentando i controlli per chi arriva dal nostro Paese e la Germania che respinge i migranti verso l’Italia. Tornano muri e confini». E infine, secondo Enrico Borghi, vicepresidente di Italia viva, «Giorgia Meloni, per rincorrere Roberto Vannacci e per sognare il ricongiungimento con Donald Trump, è riuscita a spararsi sui piedi».