Educazione sessuo-affettiva nelle scuole, boom di sottoscrizioni per sostenere il referendum
di Miriam Di PeriNel primo weekend ha già superato le quarantamila firme raccolte. È la proposta di referendum per abolire le restrizioni all’educazione affettiva e sessuale nelle scuole italiane. I primi firmatari e attivisti Lgbt+, Fabrizio Marrazzo e Marina Zela, portavoci del comitato Si educazione affettiva nelle scuole, hanno rivolto in una nota un invito esplicito a tutte le candidate e i candidati alle primarie, esortandoli a sostenere pubblicamente l’iniziativa per delineare chiaramente la loro visione del sistema scolastico del futuro.
Il comitato promotore del quesito referendario è composto, oltre Marrazzo e Zela, anche da Eliodoro Belmare, Giovanna Cremona, Alessandra Feola, Giampiero Guidotti, Cristiano Ceriello, Stefano Ladarola, Elona Nderjaku, Andrea Vania, Polidoro Zeray Jordanos, Lucia Fusco.
Nel primo weekend ha già superato le quarantamila firme raccolte. È la proposta di referendum per abolire le restrizioni all’educazione affettiva e sessuale nelle scuole italiane. I primi firmatari e attivisti Lgbt+, Fabrizio Marrazzo e Marina Zela, portavoci del comitato Si educazione affettiva nelle scuole, hanno rivolto in una nota un invito esplicito a tutte le candidate e i candidati alle primarie, esortandoli a sostenere pubblicamente l’iniziativa per delineare chiaramente la loro visione del sistema scolastico del futuro.
Il comitato promotore del quesito referendario è composto, oltre Marrazzo e Zela, anche da Eliodoro Belmare, Giovanna Cremona, Alessandra Feola, Giampiero Guidotti, Cristiano Ceriello, Stefano Ladarola, Elona Nderjaku, Andrea Vania, Polidoro Zeray Jordanos, Lucia Fusco.
Educazione sessuo-affettiva: consenso, esperti e attività alternative a costo zero. Ecco cosa cambia
Ai candidati alle primarie del campo largo i promotori dicono che non si tratta “di una richiesta di appartenenza partitica, bensì di una decisione concreta che impatta sulle future generazioni. Il Referendum è trasversale e si rivolge a tutti, compresi coloro che si riconoscono nel centrodestra, ma credono in una scuola che educhi alla consapevolezza, al rispetto e alle relazioni. L’obiettivo del quesito è la cancellazione dell’obbligo del consenso scritto preventivo dei genitori e del conseguente allontanamento dalla classe degli alunni non autorizzati”.
"In questo modo – proseguono i promotori – l’educazione affettiva e sessuale verrebbe equiparata alle altre attività dell’offerta formativa, deliberate con la partecipazione di docenti, famiglie e studenti. Nel caso in cui venisse raggiunto il numero di firme richiesto, la votazione referendaria si terrebbe dopo le elezioni, diventando il primo banco di prova per il prossimo governo. Quest’ultimo dovrà decidere se introdurre un’educazione affettiva e sessuale inclusiva o lasciare la decisione finale al voto dei cittadini. Chiediamo, in particolare, a chi si candida alle primarie di esporsi: dare la propria adesione oggi vuol dire assumersi una responsabilità precisa nei confronti della scuola di domani”.
La firma può essere apposta tramite Spid direttamente sulla piattaforma ministeriale, raggiungibile dall’indirizzo: referendumeducazioneaffettiva.it/firma.