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Seif: “Siamo amici dell’Italia ma ci aspettiamo che Roma si riprenda i migranti”

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Il responsabile dell’attuazione della Riforma europea dell’Asilo per il gruppo della Cdu/Csu al Bundestag: “Se si arriverà all’applicazione del meccanismo di solidarietà sarà possibile una ripartizione”
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BERLINO – Detlef Seif, lei è il responsabile dell’attuazione della Riforma europea dell’Asilo per il gruppo della Cdu/Csu al Bundestag. Come sa, Meloni non accettava più migranti dalla Germania dal 2022. Allora c’era il governo Scholz. Ora pare che abbia acconsentito a riprendersi da voi i cosiddetti “dublinanti”. Perché, cos’è cambiato secondo lei?

«In quegli anni, la Germania sulle politiche migratorie era parte del problema. Esercitavamo un cosiddetto “pull effect”: non lanciavamo segnali chiari per arginare l’immigrazione irregolare. Pensi alla differenza con la situazione attuale: respingiamo anche ai confini tedeschi. E credo che nel frattempo sia nata anche una collaborazione proficua tra il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt e il suo omologo italiano Matteo Piantedosi. E penso anche che sull’immigrazione vi sia una visione comune. Per la Germania si tratta ovviamente di applicare anzitutto la Riforma dell’asilo entrata in vigore a giugno, ma stiamo anche lavorando per sv…

BERLINO – Detlef Seif, lei è il responsabile dell’attuazione della Riforma europea dell’Asilo per il gruppo della Cdu/Csu al Bundestag. Come sa, Meloni non accettava più migranti dalla Germania dal 2022. Allora c’era il governo Scholz. Ora pare che abbia acconsentito a riprendersi da voi i cosiddetti “dublinanti”. Perché, cos’è cambiato secondo lei?

«In quegli anni, la Germania sulle politiche migratorie era parte del problema. Esercitavamo un cosiddetto “pull effect”: non lanciavamo segnali chiari per arginare l’immigrazione irregolare. Pensi alla differenza con la situazione attuale: respingiamo anche ai confini tedeschi. E credo che nel frattempo sia nata anche una collaborazione proficua tra il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt e il suo omologo italiano Matteo Piantedosi. E penso anche che sull’immigrazione vi sia una visione comune. Per la Germania si tratta ovviamente di applicare anzitutto la Riforma dell’asilo entrata in vigore a giugno, ma stiamo anche lavorando per sviluppare ulteriori strette. Con l’Italia stiamo procedendo insomma in uno spirito di collaborazione senza lavorare l’uno contro l’altro. Per questo sarebbe molto importante, per la Germania, che l’Italia mantenga questo impegno sui trasferimenti dei “dublinanti”».

Perché lei parte dal presupposto che l’Italia li accetterà.

«Beh, qualsiasi altra cosa sarebbe una sorpresa, perché a livello governativo c’è una stretta collaborazione basata sulla fiducia. In realtà, ormai da diversi mesi remiamo tutti nella stessa direzione in materia di politica di asilo e immigrazione. Mentre vede, nel caso della Spagna di Pedro Sánchez e di Ceuta, il problema è proprio questo: le persone pensano di poter venire se c’è una cultura dell’accoglienza. E per anni la Germania ha effettivamente lanciato segnali sbagliati, segnali in quella direzione. Tutto questo ora è finito. E credo che lo abbia capito anche il governo italiano».

Ma su Ceuta non ritiene ci sia stata una reazione esagerata, da parte di Giorgia Meloni? La Ue ha detto chiaro e tondo che la Spagna ha gestito egregiamente quell’emergenza e che nessun migrante ha raggiunto le sponde europee.

«No. Non ritengo affatto esagerato essere stati preoccupati ed esserlo ancora per gli sviluppi a Ceuta. Insomma, se si ascoltano le dichiarazioni del governo spagnolo sul numero di persone ancora presenti, si parla di una cifra compresa tra 2000 e 2500. E qualcuno nel governo spagnolo ha accennato alla possibilità che nei prossimi mesi almeno i minori non accompagnati possano essere trasferiti sulla terraferma. Quindi la questione non è affatto risolta. E sarebbe importante che tutti noi, cioè per l’Unione Europea, se convincessimo la Spagna e la sostenessimo affinché le persone che si trovano ancora a Ceuta rimangano lì. Bisognerebbe aiutare la Spagna nella realizzazione di strutture di accoglienza che garantiscano dignità ai migranti ancora presenti lì. Così, una volta conclusi i procedimenti, qualora le domande di asilo fossero respinte, le persone potrebbero essere rimpatriate direttamente da lì».

Quando Meloni stoppò l’arrivo dei “dublinanti”, a dicembre 2022, la Germania rifiutò di prendersi una quota di migranti che aveva promesso di accogliere dall’Italia. Anche quella quota sarà sbloccata…?

«Non credo. Penso che si applicherà la riforma. Ciò significa che, se si arriverà all’applicazione del meccanismo di solidarietà e l’Italia si troverà ad affrontare numeri più elevati, sarà possibile una ripartizione e gli Stati saranno obbligati ad accogliere i migranti».

Quindi lei vede solo una grande sintonia tra l’Italia e Germania e nessuna tensione per la vostra intenzione di trasferire nel nostro Paese i “dublinanti”.

«Finora non sento tensioni. E anzi, sarei deluso se ce ne fossero: la mia impressione è che entrambi i paesi stiano attualmente collaborando in modo stretto e fiducioso su questo tema e siano interessati a trovare soluzioni comuni».

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