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Patto Ue asilo, i giudici italiani disapplicano le prime procedure accelerate di frontiera

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Tre sentenze del tribunale di Palermo annullano l’esame sommario delle richieste d’asilo di tre migranti egiziani a cui era stata negata la protezione: “Non basta che vengano da Paesi sicuri, necessaria la valutazione caso per caso”
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Le nuove regole del Patto Ue Asilo e Migrazione sotto le forche caudine dei giudici e arrivano le prime sentenze che disapplicano uno dei pilastri dell’impianto normativo con cui l’Europa vuole blindare i suoi confini: le procedure accelerate di frontiera.

Non basta la lista dei Paesi sicuri

Tre sentenze del tribunale di Palermo hanno stabilito che, senza una valutazione individuale dei singoli casi, le procedure accelerate di frontiera sono illegittime e hanno annullato il diniego della protezione internazionale deciso rapidamente dalla Commissione territoriale di Agrigento nei confronti di tre migranti provenienti dall’Egitto (uno dei Paesi inseriti nella lista europea di quelli sicuri) disponendo che le loro richieste di asilo vengano riesaminate con le procedure ordinarie, dunque con la garanzia di una attenta valutazione dei casi individuali.

Le motivazioni delle sentenze

"Anche la procedura di frontiera – si legge nei provvedimenti – deve comunque assicurare un esame adeguato e …

Le nuove regole del Patto Ue Asilo e Migrazione sotto le forche caudine dei giudici e arrivano le prime sentenze che disapplicano uno dei pilastri dell’impianto normativo con cui l’Europa vuole blindare i suoi confini: le procedure accelerate di frontiera.

Non basta la lista dei Paesi sicuri

Tre sentenze del tribunale di Palermo hanno stabilito che, senza una valutazione individuale dei singoli casi, le procedure accelerate di frontiera sono illegittime e hanno annullato il diniego della protezione internazionale deciso rapidamente dalla Commissione territoriale di Agrigento nei confronti di tre migranti provenienti dall’Egitto (uno dei Paesi inseriti nella lista europea di quelli sicuri) disponendo che le loro richieste di asilo vengano riesaminate con le procedure ordinarie, dunque con la garanzia di una attenta valutazione dei casi individuali.

Le motivazioni delle sentenze

"Anche la procedura di frontiera – si legge nei provvedimenti – deve comunque assicurare un esame adeguato e completo della domanda formulata dal richiedente”. E ancora: “L’omissione non integra una mera irregolarità formale ma incide sul presupposto legittimante della procedura prescelta”.

Le tre sentenze, che hanno accolto i ricorsi dei migranti egiziani difesi dagli avvocati Riccardo Campochiaro e Giulia Paravizzini, costituiscono un importante precedente nell’applicazione delle procedure accelerate di frontiera con le quali il governo italiano conta di negare la protezione nel giro di tre mesi a tutti i migranti che sbarcano sulle nostre coste e che provengono da Paesi sicuri come è ritenuto l’Egitto. L’intervento dei giudici mette subito dei paletti sottolineando il valore della garanzia: la mera provenienza da quei Paesi non può sostituire l’esame delle singole posizioni dei migranti in arrivo.

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