Battilocchio il più presente alla Camera: “Amo i lavori dell’aula ma preferisco stare tra la gente”
di Serena RiformatoAlessandro Battilocchio, deputato di Forza Italia
(ansa)Alessandro Battilocchio, deputato di Forza Italia, 49 anni, per il secondo anno consecutivo si conferma il più “secchione” di Montecitorio: nella classifica degli assidui in aula, l’azzurro di Tolfa, piccolo borgo arroccato sui monti a Nord di Roma, si è piazzato primo con il 99,96 per cento di presenze.
Praticamente neanche un’assenza per un raffreddore.
“Ma no, di certo non mi sento il primo della classe. Va detto che abitando a Civitavecchia, da un punto di vista logistico, sono avvantaggiato rispetto ai colleghi che si spostano da Nord, Sud e isole. Poi è una classifica comunque un pochino parziale”.
In che senso?
“Si considerano solo i voti in aula, ma ci sono tante forme di stakanovismo in politica. Quest’elenco non registra ad esempio il lavoro dei parlamentari all’interno dell’esecutivo”.
Alessandro Battilocchio, deputato di Forza Italia, 49 anni, per il secondo anno consecutivo si conferma il più “secchione” di Montecitorio: nella classifica degli assidui in aula, l’azzurro di Tolfa, piccolo borgo arroccato sui monti a Nord di Roma, si è piazzato primo con il 99,96 per cento di presenze.
Praticamente neanche un’assenza per un raffreddore.
“Ma no, di certo non mi sento il primo della classe. Va detto che abitando a Civitavecchia, da un punto di vista logistico, sono avvantaggiato rispetto ai colleghi che si spostano da Nord, Sud e isole. Poi è una classifica comunque un pochino parziale”.
In che senso?
“Si considerano solo i voti in aula, ma ci sono tante forme di stakanovismo in politica. Quest’elenco non registra ad esempio il lavoro dei parlamentari all’interno dell’esecutivo”.
Però il dato viene elaborato al netto delle “missioni autorizzate”, ovvero impegni e trasferte istituzionali. A proposito, com’è che lei non ne ha fatta nessuna?
“In realtà da presidente della commissione Periferie abbiamo fatto 45 missioni esterne, però sono sempre state programmate in maniera che non coincidessero con i voti dell’aula”.
Un po’ secchione lo è, allora.
“La metterei così: la politica è la passione di tutta la mia vita, sin da quando ero ragazzino. Amo i lavori dell’aula e delle commissioni, ma devo dire che è il contatto con il territorio che mi dà più carica. L’impegno per le periferie – dove vado ad ascoltare i cittadini – è quello che mi ha dato più soddisfazione in questi anni”.
A proposito. Lei è anche nella squadra di deputati che hanno gestito il dossier legge elettorale per il centrodestra. Alcuni sostengono che l’introduzione delle preferenze spingerà deputati e senatori a stare sempre in giro in cerca di voti personali svuotando le Camere.
“Io credo che ci sia la possibilità di fare bene entrambe le cose. Poi ripeto, lo so che abitando a 45 minuti da Roma per me è più semplice. Tanti colleghi devono fare avanti e indietro da tutta Italia”.
In una recente riunione di Forza Italia, sempre parlando di preferenze, un suo collega ha detto: “Non possiamo diventare il partito delle sagre”. Dai suoi social direi che lei non se ne perde una qui in zona. L'ha trovato offensivo?
“Essere in mezzo alla gente per me è sempre molto positivo, anzi è l’essenza della politica. Vengo da un weekend completamente dedicato a Tolfarte, festival degli artisti di strada e dell’artigianato che ho contribuito a lanciare quand’ero sindaco di Tolfa”.
Tra i meno presenti in aula anche quest’anno ci sono la sua collega di partito Marta Fascina (88,77% di assenze) e l’editore e deputato leghista Antonio Angelucci (99,39%). Non è irrispettoso nei confronti dei cittadini prendere uno stipendio per un lavoro che non si fa?
“Non commento le situazioni dei colleghi. In generale conta la qualità del lavoro, non solo la quantità”.