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Alarmphone: solo 3.000 i migranti soccorsi dalle ong nel 2026. Nuova rotta dalla Libia verso Creta

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Il report semestrale conferma il calo delle traversate. “I flussi dalla Tunisia bloccati dalla sorveglianza con i droni, persone riportate indietro e abbandonate in aree desertiche”
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Appena 65 barche soccorse nei primi sei mesi dell’anno, tremila migranti sbarcati nei porti italiani sui 17.000 arrivati dall’inizio dell’anno ad oggi. E di questi tremila, circa un migliaio quelli presi a bordo dalle Ong tedesche per i quali il Viminale ipotizza addirittura una forma di compensazione per riaccogliere i dublinanti che la Germania vuole rimandarci indietro.

Flussi migratori in forte calo

Seguendo il forte calo del flusso migratorio del 2026, anche il numero delle persone soccorse dalla flotta umanitaria e sbarcato nei porti italiani è tra i più bassi degli ultimi anni.

Ne da conto il report semestrale di Alarmphone, la Ong che raccoglie e rilancia le richieste di aiuto delle imbarcazioni che attraversano il Mediterraneo.

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Appena 65 barche soccorse nei primi sei mesi dell’anno, tremila migranti sbarcati nei porti italiani sui 17.000 arrivati dall’inizio dell’anno ad oggi. E di questi tremila, circa un migliaio quelli presi a bordo dalle Ong tedesche per i quali il Viminale ipotizza addirittura una forma di compensazione per riaccogliere i dublinanti che la Germania vuole rimandarci indietro.

Flussi migratori in forte calo

Seguendo il forte calo del flusso migratorio del 2026, anche il numero delle persone soccorse dalla flotta umanitaria e sbarcato nei porti italiani è tra i più bassi degli ultimi anni.

Ne da conto il report semestrale di Alarmphone, la Ong che raccoglie e rilancia le richieste di aiuto delle imbarcazioni che attraversano il Mediterraneo.

"Negli ultimi sei mesi – scrive Alarmphone - abbiamo assistito ripetutamente ad attacchi da parte di forze e milizie libiche contro imbarcazioni di persone in movimento e navi della flotta di soccorso civile. Abbiamo inoltre documentato ripetuti respingimenti (effettuati per procura) di imbarcazioni all'interno della zona di ricerca e soccorso maltese. Infine, negli ultimi mesi si è registrato un aumento delle intercettazioni da parte della cosiddetta Guardia costiera libica lungo la rotta che dalla Libia orientale conduce a Creta, a seguito delle pressioni e del sostegno finanziario dell'Ue”.

La nuova rotta dalla Libia verso Creta

Dal suo osservatorio, Alarmphone conferma la diminuzione delle traversate: 280 le imbarcazioni in difficoltà segnalate nei primi sei mesi dell’anno a fronte delle 425 del secondo semestre dello scorso anno. A fronte di una diminuzione complessiva si rafforza la rotta dalla Libia verso Creta. “La stragrande maggioranza delle imbarcazioni è partita dalla Libia verso Creta. Su questa rotta è intenso il traffico di navi mercantili: queste talvolta hanno soccorso persone in difficoltà, ma in altri casi hanno respinto imbarcazioni in collaborazione con la cosiddetta Guardia costiera libica o quella egiziana. La rotta dalla Tunisia è quasi completamente bloccata a causa della capillare sorveglianza tramite droni e le imbarcazioni vengono spesso intercettate con la forza dalle autorità tunisine; una volta intercettate, le persone vengono deportate in aree desertiche al confine con l'Algeria o la Libia, oppure imbarcate su voli di cosiddetto "rimpatrio volontario" verso i paesi d'origine.”

Aumentano in proporzione i morti in mare

Infine il dato sui morti in mare: 865 nei primi sei mesi, ma sono solo quelli documentati, un bilancio nettamente al ribasso a fronte di innumerevoli naufragi fantasma di barche partite e di cui non si è più avuta notizia.

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