Tajani a Sant'Anna Stazzema, è la prima volta della destra: monito per il futuro, fascisti complici
di Concetto VecchioÈ il leader M5S Giuseppe Conte a tenere oggi a Sant’Anna di Stazzema l’orazione ufficiale alla commemorazione della strage nazifascista. A fare notizia è la presenza del ministro degli Esteri, Antonio Tajani. È la prima volta di un ministro del governo Meloni. Tajani, riferisce una nota della Farnesina, rappresenta l'occasione per ribadire l'importanza della memoria quale fondamento dei valori di pace e libertà. L'eccidio “deve insegnarci che è importante non solo commemorare una tragedia, una strage compiuta dai nazisti con la complicità dei fascisti italiani, ma deve essere anche un monito per il futuro – le parole del vicepremier forzista – Il sangue di quei martiri innocenti, donne, bambini, neonati, anziani, pacifici lavoratori, richiama la politica, richiama le istituzioni, richiama tutti quanti noi ad un grande dovere. Non basta dire mai più. Occorre agire concretamente per garantire che tutto questo non si ripeta”.
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È il leader M5S Giuseppe Conte a tenere oggi a Sant’Anna di Stazzema l’orazione ufficiale alla commemorazione della strage nazifascista. A fare notizia è la presenza del ministro degli Esteri, Antonio Tajani. È la prima volta di un ministro del governo Meloni. Tajani, riferisce una nota della Farnesina, rappresenta l'occasione per ribadire l'importanza della memoria quale fondamento dei valori di pace e libertà. L'eccidio “deve insegnarci che è importante non solo commemorare una tragedia, una strage compiuta dai nazisti con la complicità dei fascisti italiani, ma deve essere anche un monito per il futuro – le parole del vicepremier forzista – Il sangue di quei martiri innocenti, donne, bambini, neonati, anziani, pacifici lavoratori, richiama la politica, richiama le istituzioni, richiama tutti quanti noi ad un grande dovere. Non basta dire mai più. Occorre agire concretamente per garantire che tutto questo non si ripeta”.
Sant'Anna di Stazzema: Tajani: "Non solo commemorazione, ma anche monito per il futuro"
L’anno scorso l’assenza degli esponenti dell’esecutivo di centrodestra fece rumore. Non si presentarono seppur invitati dal sindaco. Il Pd sarà rappresentato dall’onorevole Chiara Braga. Elly Schlein è stata a Sant’Anna lo scorso 25 aprile, alla festa della liberazione.
Sono passati 82 anni dall’eccidio del 12 agosto 1944. Una ferita ancora aperta. Fu una ritorsione nei confronti di una popolazione sospettata di fornire supporto ai partigiani. Costò la vita a 560 persone, quelle identificate furono 394, in gran parte donne, anziani, bambini. I minori uccisi furono centotrenta. La più grande strage dopo Marzabotto. I nazisti raggiunsero il posto, un piccolo centro di trecento abitanti in provincia di Lucca, guidati da fascisti italiani. Sant’Anna quell’estate ospitava moltissimi sfollati.
L’anno scorso il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sostenne che “l’eccidio di Stazzema, la ferita indelebile impressa nella nostra storia, rappresenta un pungolo per richiamare alla responsabilità di respingere la violenza dell’uomo contro uomo”. La manifestazione inizia alle 9,45, subito dopo la celebrazione della messa in suffragio delle vittime celebrata dall’arcivescovo di Pisa, Saverio Cannistrà. Tra gli interventi ci sono anche quelli del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, del sindaco Maurizio Verona, del presidente dell’associazione Martiri di Sant’Anna Umberto Mancini.
A fine commemorazione il messaggio di Tajani postato sui social: “All'alba del 12 agosto 1944 circa trecento tedeschi delle SS, con l'aiuto di collaboratori fascisti, salirono a Sant'Anna di Stazzema e compirono una delle più gravi stragi nazifasciste della Seconda Guerra mondiale in Italia. Rastrellarono le borgate casa per casa e uccisero circa 560 persone, tra loro circa 130 bambini. Fu un massacro di vite innocenti, una delle pagine più buie della storia d'Europa. Oggi, in rappresentanza del governo, ho commemorato ognuna di quelle vittime, per custodire la loro memoria, affinché quell'orrore non si ripeta mai più nel solco della pace e del rispetto della persona umana", scrive il vicepremier e ministro degli Esteri.