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Richiedenti asilo, faro della Ue: “A ottobre il monitoraggio”

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Bruxelles non ritiene di dover entrare nel merito del braccio di ferro in corso tra Italia e Germania. Almeno per il momento
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La Commissione europea non si esprimerà prima di ottobre. È quella la data prevista per il secondo monitoraggio dell’attuazione del Patto Ue asilo e migrazione entrato in vigore il 12 giugno. Step indispensabile per stabilire l’eventuale necessità di compensare gli oneri derivanti dalle procedure di asilo tutte a carico dei Paesi costieri con i cosiddetti movimenti secondari alle frontiere interne, in teoria illegittimi.

Ìl primo monitoraggio, quello al 15 luglio, ha fornito dati poco rilevanti ma che già hanno messo in mora l’Italia che ha continuato a non vigilare sui migranti entrati e poi passati oltreconfine rifiutando anche i primi dodici trasferimenti di ritorno dei cosiddetti “dublinanti” chiesti da otto Paesi. E tra questi la G…

La Commissione europea non si esprimerà prima di ottobre. È quella la data prevista per il secondo monitoraggio dell’attuazione del Patto Ue asilo e migrazione entrato in vigore il 12 giugno. Step indispensabile per stabilire l’eventuale necessità di compensare gli oneri derivanti dalle procedure di asilo tutte a carico dei Paesi costieri con i cosiddetti movimenti secondari alle frontiere interne, in teoria illegittimi.

Ìl primo monitoraggio, quello al 15 luglio, ha fornito dati poco rilevanti ma che già hanno messo in mora l’Italia che ha continuato a non vigilare sui migranti entrati e poi passati oltreconfine rifiutando anche i primi dodici trasferimenti di ritorno dei cosiddetti “dublinanti” chiesti da otto Paesi. E tra questi la Germania che ha adesso unilatrealmente deciso di non attendere oltre per rimandarci indietro persone sbarcate sul loro territorio che poi hanno presentato richiesta di asilo. Come la giovane somala che Berlino ha intenzione di rispedire in Italia il 19 agosto nonostante il silenzio di Roma.

Sulla querelle tra Italia e Germania, Bruxelles non ritiene di dover entrare nel merito, almeno adesso. Il portavoce Guillaume Mercier ha confermato che la Commissione europea presenterà in ottobre la nuova valutazione sull’applicazione delle norme che dal 12 giugno regolano i trasferimenti dei richiedenti asilo tra gli Stati membri. «Continueremo a lavorare a stretto contatto con tutti per sostenere l’attuazione del Patto su migrazione e asilo», ha detto il portavoce. Bruxelles dunque ritiene prematuro pronunciarsi sulla controversia tra Italia e Germania che danno interpretazioni differenti del Patto nonostante l’accordo siglato l’8 dicembre in Consiglio Affari Interni che prevede l’azzeramento di tutto il contenzioso sui dublinanti. Solo che adesso Berlino ritiene di potere subito rimandare indietro persone sbarcate in Italia dopo quella data e arrivate in Germania, mentre Roma ritiene di non dovere più riprendere nessuno e invoca, in ogni modo, una forma di compensazione con i migranti sbarcati in Italia dalle Ong, a cominciare naturalmente da quelle tedesche.

Numeri al momento assolutamente poco significativi. Seguendo il dimezzamento dei flussi migratori nel Mediterraneo, anche i salvataggi delle navi umanitarie si sono ridotti di molto. Secondo l’ultimo report di Alarmphone, sono circa 3.000 i migranti sbarcati dalle Ong nei porti italiani, appena un migliaio dalle navi tedesche.

Ad ottobre sarà tempo anche di poter valutare la prima applicazione delle procedure accelerate alla frontiera italiana: quanti i migranti identificati, quanti quelli trattenuti, che poi hanno avuto il diniego, quanti i rimpatriati. E quanti quelli che sono riusciti a fuggire e a raggiungere altri Paesi europei.

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