✕

Nuovo affondo della Spagna: “La linea di Roma su Ceuta dettata da ragioni elettorali”

(ansa)

Ascolta l'audio

Nuova accusa del ministro degli Esteri, Albares: “Frivolezza da Palazzo Chigi da voi più irregolari”. Il governo tratta con Berlino per rallentare le espulsioni
2 minuti di lettura

La commissione europea prova a mediare, spera che si torni «presto alla normalità» nel rispetto del trattato di Schengen. Ma tra le cancellerie di Roma e Madrid continuano a volare stracci. Dopo ferragosto, se non si assisterà a un vero arrembaggio bis sulle spiagge di Ceuta, il governo italiano è pronto a ingranare la retromarcia, aspettandosi che lo stesso facciano gli spagnoli. Ma ricucire sul serio una crisi diplomatica così scombinata è un altro discorso. Il governo di Pedro Sánchez è inviperito per la mossa di Giorgia Meloni di fine luglio, la sospensione del trattato di libera circolazione Ue, appunto. Un’operazione di calcolo «elettorale interno» dettata da «leggerezza e frivolezza», così l’ha definita ieri José Manuel Albares, in quella che è stata la prima visita di un ministro degli Esteri iberico nell’exclave a Nord del Marocco.

La commissione europea prova a mediare, spera che si torni «presto alla normalità» nel rispetto del trattato di Schengen. Ma tra le cancellerie di Roma e Madrid continuano a volare stracci. Dopo ferragosto, se non si assisterà a un vero arrembaggio bis sulle spiagge di Ceuta, il governo italiano è pronto a ingranare la retromarcia, aspettandosi che lo stesso facciano gli spagnoli. Ma ricucire sul serio una crisi diplomatica così scombinata è un altro discorso. Il governo di Pedro Sánchez è inviperito per la mossa di Giorgia Meloni di fine luglio, la sospensione del trattato di libera circolazione Ue, appunto. Un’operazione di calcolo «elettorale interno» dettata da «leggerezza e frivolezza», così l’ha definita ieri José Manuel Albares, in quella che è stata la prima visita di un ministro degli Esteri iberico nell’exclave a Nord del Marocco.

Non solo: Albares ha rovesciato esplicitamente sull’esecutivo italiano la stessa accusa che il vicepremier Matteo Salvini adesso imputa alla Germania di Friedrich Merz. «L’atteggiamento dell’Italia non è stato di solidarietà e sostegno alla Spagna, come quello della stragrande maggioranza dei Paesi dell’Unione europea - le parole di Albares - Piuttosto è stato dettato da interessi di parte, un tentativo di sfruttare questa situazione senza precedenti per le esigenze partitiche-elettorali interne del governo». Il capo della diplomazia spagnola ha poi ricordato che l’Italia è «il Paese con il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, il doppio rispetto alla Spagna». Aggiungendo, quanto all’insensatezza del blocco italiano di Schengen per Ceuta, che in nessun caso da lì «qualcuno può imbarcarsi verso il continente europeo senza identificarsi presso la polizia nazionale. E chiunque entra irregolarmente viene rimandato in Marocco». L’ultima frecciata a Meloni: i movimenti secondari di migranti tra Spagna e Italia sono comunque minimi, «non arrivano neanche all’1%...».

Antonio Tajani stavolta evita di replicare. Il ministro degli Esteri è indaffarato in un delicato giro di telefonate con esponenti tedeschi di primo piano (la Cdu è gemellata con Forza Italia nel Ppe), visto che il governo Merz intende rispedire nel nostro Paese i migranti secondari, i cosiddetti “dublinanti”, quelli che hanno scelto di trasferirsi in Germania dopo essere approdati sulle coste italiane. A differenza di Madrid, Meloni non vuole rompere con Berlino: Merz è l’unico big dell’Unione con cui può fare sponda, non basta certo la Danimarca di Mette Frederiksen. Si prova a rammendare lo strappo: sottotraccia, conferma una fonte governativa a Repubblica, c’è una trattativa con il governo tedesco perché rallenti le espulsioni imminenti, a cominciare da quella di una cittadina somala il 19 agosto. Ma non è detto che il tentativo riesca: anche a Merz potrebbe servire un segnale, vista la concorrenza a destra dell’Afd. In Sassonia si vota il 6 settembre.

Da un paio di giorni Palazzo Chigi abbassa i toni con il cancelliere, dopo la prima stoccata del Viminale. Non segue la linea Matteo Salvini, che ieri è tornato a prendersela, in modo sempre più aspro, con il governo federale. «Invitiamo gli amici tedeschi a riportarsi in patria tutte le navi tedesche, delle Ong tedesche che hanno preso l’Italia per un campo profughi. Prima di rimandarci indietro anche una sola persona, tolgano la bandiera tedesca a queste Ong che sostanzialmente fanno trasporto di esseri umani dal Nord Africa all’Italia». Quanto a Ceuta, per il leghista «l’allarme non è finito». Ma tra le righe conferma che l’esecutivo è pronto alla revisione del blocco di Schengen dopo ferragosto: «Arriviamo alla metà del mese e vediamo se Sánchez riuscirà a difendere i suoi confini».

Leggi i commenti