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Il programma futurista di Vannacci: “È l’ora del patriarcato mediterraneo”

(agf)

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Il capo del movimento lancia il manifesto politico: “Stop al reato di femminicidio e formazione dei maschi forti”
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Patriarcato mediterraneo, remigrazione e abolizione della legge Mancino, approvata nel 1993 per punire l’odio, la violenza e la discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. E poi ancora valorizzazione del Made in Italy, stop all’invio di armi in Ucraina e apertura all’acquisto di gas russo. È solo una parte del programma con cui Roberto Vannacci si presenterà con Futuro nazionale alle elezioni politiche. Le altre due puntate saranno pubblicate nelle prossime settimane.

Il documento, intitolato “Base ideologica e programmatica per l’Italia del futuro 2027 - 2037”, definisce il partito come movimento «radicato nella tradizione romana e cristiana» che si «propone come forza di destra patriottica e identitaria».

Ma se alcuni temi proposti da Fn sono vicini a qu…

Patriarcato mediterraneo, remigrazione e abolizione della legge Mancino, approvata nel 1993 per punire l’odio, la violenza e la discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. E poi ancora valorizzazione del Made in Italy, stop all’invio di armi in Ucraina e apertura all’acquisto di gas russo. È solo una parte del programma con cui Roberto Vannacci si presenterà con Futuro nazionale alle elezioni politiche. Le altre due puntate saranno pubblicate nelle prossime settimane.

Il documento, intitolato “Base ideologica e programmatica per l’Italia del futuro 2027 - 2037”, definisce il partito come movimento «radicato nella tradizione romana e cristiana» che si «propone come forza di destra patriottica e identitaria».

Ma se alcuni temi proposti da Fn sono vicini a quelli del centrodestra, molti altri tracciano un solco profondo. Ad accendere la polemica è il tema del patriarcato mediterraneo. Quattro le «linee rosse insindacabili» indicate dall’ex comandante della Folgore: «La difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, la famiglia naturale, l’identità cristiana e la concezione romana del diritto». Quattro muri su cui rischia di infrangersi la possibilità di collaborazione con il partito di Antonio Tajani, specie sul tema del fine vita, su cui FI si è spesa in Senato nel corso dell’anno. Il generale vuole anche abrogare il reato di femminicidio, sostenendo «la formazione di maschi forti».

Su migrazioni e sicurezza, Vannacci ripete le solite parole d’ordine: «Remigrazione e tolleranza zero». Dal divieto di sbarco allo stop ai decreti flussi e ai ricongiungimenti familiari, oltre alla richiesta di vent’anni di residenza per ottenere la cittadinanza, previo test di lingua e cultura generale. Resta l’obiettivo del tetto al 4% per i cittadini stranieri. L’ex generale vuole l’esercito nelle «zone ad alta densità criminale», più posti nelle carceri e l’abbassamento dell’età di imputabilità a 12 anni. Sul piano economico, la ricetta ruota attorno alla semplificazione fiscale e alla piena occupazione, da raggiungere tramite la nascita di un «database unico di collocamento» ed eliminando i sussidi per chi rifiuta un’offerta di lavoro. Cuore del programma industriale è la valorizzazione del Made in Italy, inteso come «agroalimentare di qualità» e «artigianato ad alto valore aggiunto». E per concludere no al Green Deal e ai mezzi elettrici.

Per Giorgia Meloni, quella di Vannacci, ribadisce al settimanale Chi, «è un’operazione costruita per far vincere la sinistra».

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