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Il duo Conte-Tajani e la gara a smarcarsi dai rispettivi poli

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Il segretario di FI punta ai moderati di centro. L’ex premier tenta di accreditarsi nella competizione con Schlein
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Come spiegare Antonio Tajani in versione partigiano a Sant’Anna di Stazzema? E Giuseppe Conte oratore ufficiale? La coppia che non ti aspetti è anche un fatto politico. Non si era mai visto un ministro del governo Meloni partecipare alla cerimonia che commemora le 560 vittime dell’eccidio nazifascista del 1944. Forse perché Tajani deve fare la sinistra della destra, e quindi il suo è anche un calcolo elettorale: provare a prendere i voti dei moderati, i centristi a cavallo dei due poli. Se uno guarda il video dell’intervento, peraltro interrotto dagli applausi, si può cogliere una discontinuità nella retorica abituale del centrodestra, un ribadire i valori fondanti della Costituzione che in un Paese normale dovrebbero appartenere a tutti. Ha citato Piero Calamandrei e Sergio Mattarella.

Come spiegare Antonio Tajani in versione partigiano a Sant’Anna di Stazzema? E Giuseppe Conte oratore ufficiale? La coppia che non ti aspetti è anche un fatto politico. Non si era mai visto un ministro del governo Meloni partecipare alla cerimonia che commemora le 560 vittime dell’eccidio nazifascista del 1944. Forse perché Tajani deve fare la sinistra della destra, e quindi il suo è anche un calcolo elettorale: provare a prendere i voti dei moderati, i centristi a cavallo dei due poli. Se uno guarda il video dell’intervento, peraltro interrotto dagli applausi, si può cogliere una discontinuità nella retorica abituale del centrodestra, un ribadire i valori fondanti della Costituzione che in un Paese normale dovrebbero appartenere a tutti. Ha citato Piero Calamandrei e Sergio Mattarella.

A Conte è toccato l’onore più grande. È stato il sindaco, Maurizio Verona, un uomo del Pd, a chiedergli di fare il discorso centrale, suscitando qualche malumore interno al suo partito. Conte si è preparato per giorni. Ha parlato a un mondo che è più ampio del Movimento, in modo quasi programmatico. Ha ribadito la convinzione che le forze democratiche devono fare politiche nel solco della Carta, che quindi va difesa. Ha parlato di lavoro povero, disuguaglianze. Ha sottolineato il no al fascismo. Un no che deve «restare sempre vigile e sempre attuale». Quindi ha attaccato «i patrioti» della destra: «Non possiamo onorare la patria se non ricordiamo chi non si è piegato alla dittatura». Ha citato l’orrore di Gaza. Insomma, Conte deve parlare alla sinistra, in vista delle primarie. Perché quella di ieri è stata una tappa di campagna elettorale. L’avvio del lungo derby con Elly Schlein.

La notizia più sorprendente però è Tajani. Ha rotto un tabù. È il primo che a destra ha accettato l’invito del sindaco Verona, che quando se lo è trovato davanti gli ha detto: «Lei è più autorevole di me e magari ha più occasione di vedere Ciro Maschio, il presidente della Commissione Giustizia, di Fratelli d’Italia. Lo inviti a portare in commissione la proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda e la diffusione dei simboli del fascismo, promossa proprio da Sant’Anna di Stazzema e sostenuta da oltre 250mila firme. È insabbiata».

Quando è salito sul palco Tajani ha detto che i nazisti a Stazzema hanno agito «con il sostegno dei fascisti italiani». Lì è partito un primo incredulo applauso. Sono sottolineature che Meloni fa col contagocce, e non dai palchi. Poi ha elogiato gli italiani che si sono battuti per la libertà, «come le Brigate partigiane del Nord». Altro battimani. E ha ricordato i civili che accorsero a Porta San Paolo, per impedire l’ingresso dei nazisti a Roma nel settembre 1943. «Sempre - ha aggiunto di fronte a una platea definitivamente incredula - renderemo onore a loro». Tajani, che da giovane era monarchico, potrebbe obiettare di avere professato il suo antifascismo. «Certo che lo sono!», aveva detto in un’intervista a Corrado Formigli a Piazza Pulita due anni fa. E di recente, durante un’infuocata assemblea dei senatori di Forza Italia, aveva esclamato: «I fascisti di Roma io li conosco, capiscono solo la forza!». E si riferiva agli alleati di Fratelli d’Italia. Insomma, il Tajani liberale, punta a rappresentare la forza tranquilla del centrodestra. Uno smarcamento ispirato da Marina Berlusconi?

Se Tajani punta all’elettorato ex democristiano, una strategia che conviene pure a Giorgia Meloni, Conte invece deve entrare in aperta competizione con la segretaria del Pd Elly Schlein, sfidandola sul suo terreno, se vuole imporsi nella disfida interna. «La Costituzione era, è e sarà sempre antifascista e democratica, oggi non dobbiamo essere indulgenti verso ideologie o prassi ispirate al fascismo», ha spiegato. Le sue citazioni: Piero Calamandrei, Giuseppe Saragat, Aldo Moro, papa Leone XIV. Poi restano le ambiguità sull’Ucraina.

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