Il gip lo dipinge come un uomo di «raffinata astuzia», l’avvocato di Ranucci parla invece di «delirante teatro della follia». Stanno descrivendo la stessa persona, Valter Lavitola, ma potrebbero avere ragione entrambi. Perché “Valterino”, come lo chiamavano ai tempi del partito socialista, racchiude in sé moltitudini, pensi di averlo inquadrato e ti sfugge tra le dita come uno di quei calamari su…