Valter Lavitola ha confessato. Ma, come spesso gli accade, lo ha fatto a modo suo. Ammettendo e precisando, dicendo una cosa e subito dopo ridimensionandola. Ha escluso ogni responsabilità di Sigfrido Ranucci, per poi dire di «non poter escludere» che dopo avesse capito che c’era lui dietro l’attentato. Ha detto che gli esecutori materiali «hanno esagerato» nella realizzazione per poi però assume…