✕

Alta tensione Roma-Berlino: l’idea di respingere i migranti con la polizia in aeroporto

Ascolta l'audio

Non c’è ancora intesa sui tre dublinanti che Merz vuole espellere in Italia. Il primo viaggio fissato per dopodomani. Si lavora a una call Piantedosi-Dobrindt
2 minuti di lettura

Giorgia Meloni parla ancora di Ceuta - «massima attenzione alla possibile nuova ondata» - ma tace sulla Germania. Anche se il rischio d’incidente (diplomatico) con Berlino è dietro l’angolo. Entrambe le parti vorrebbero evitarlo. Di fatto però non c’è ancora accordo su che fine faranno i 3 migranti “secondari” che la cancelleria di Friedrich Merz ha deciso di espellere verso lo Stivale, il Paese in cui sono sbarcati. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha comunicato formalmente alle autorità tedesche: qui non saranno riaccolti. L’ipotesi estrema, da protocollo, è spedire la polizia in aeroporto, per riaccompagnarli in Germania. È già successo nel 2018, con Matteo Salvini ministro al Viminale e Piantedosi capo di gabinetto. Ma era «un’altra fase politica», riferiscono dal governo italiano. Meloni con Merz non vuole rompere. Però non intende dare l’idea di avere ceduto. I ministeri dell’Interno italiano e tedesco continuano a trattare. Se si arriverà a un’intesa, sarà fissata u…

Giorgia Meloni parla ancora di Ceuta - «massima attenzione alla possibile nuova ondata» - ma tace sulla Germania. Anche se il rischio d’incidente (diplomatico) con Berlino è dietro l’angolo. Entrambe le parti vorrebbero evitarlo. Di fatto però non c’è ancora accordo su che fine faranno i 3 migranti “secondari” che la cancelleria di Friedrich Merz ha deciso di espellere verso lo Stivale, il Paese in cui sono sbarcati. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha comunicato formalmente alle autorità tedesche: qui non saranno riaccolti. L’ipotesi estrema, da protocollo, è spedire la polizia in aeroporto, per riaccompagnarli in Germania. È già successo nel 2018, con Matteo Salvini ministro al Viminale e Piantedosi capo di gabinetto. Ma era «un’altra fase politica», riferiscono dal governo italiano. Meloni con Merz non vuole rompere. Però non intende dare l’idea di avere ceduto. I ministeri dell’Interno italiano e tedesco continuano a trattare. Se si arriverà a un’intesa, sarà fissata una call bilaterale tra Piantedosi e l’omologo Dobrindt. Il tempo è quasi finito: la prima espulsione, di una cittadina irachena, è fissata il 17 agosto. Dopodomani. Si lavora anche su un’ipotesi, per ammortizzare i danni: potrebbero essere espulsi non tutti e tre i migranti. Arriverebbe in Italia il cittadino afghano, che ha chiesto di essere trasferito nello Stivale. Non Abdirisaq Warsame, la ragazza somala che in Assia ha tutta la famiglia e lì vorrebbe restare. Presto ancora per dire se sarà questa l’intesa. E se si troverà.

Gli avvocati di Warsame non si fidano: il patto per l’asilo ha reso ancora più restrittive le regole per i Paesi che dovrebbero accogliere i “dublinanti”. La Germania non avrebbe neanche l’obbligo di aspettare l’ok dell’Italia per respingerli da noi. Certo, trasferire d’imperio i tre migranti sarebbe una forzatura. Così, sottraendosi alle domande sulle mosse di Piantedosi, un portavoce del ministero dell’Interno tedesco si limita a dire a Repubblica che «la Germania e l’Italia collaborano in modo stretto e nella piena fiducia reciproca. Gli accordi sull’applicazione della Riforma Ue dell’asilo avvengono nell’ambito di uno scambio aperto e collaborativo». In sostanza, conferma: si tratta. Ma la Bild ha anche raccolto «irritazione» a Berlino a proposito della richiesta di Piantedosi alla Germania di riprendersi i 2.200 migranti salvati dalle ong tedesche nel Mediterraneo. Operazioni che proseguono: ieri 11 corpi sono stati avvistati da un aereo ong. Un’altra ong tedesca, la Sea Watch ha preso a bordo sei migranti, ora diretti in Italia.

Quanto all’applicazione del Patto, già a febbraio, il governo aveva risposto a un’interrogazione al governo della responsabile immigrazione della Linke, Clara Bünger: la lettura secondo la quale andrebbe applicato dal 12 giugno, come crede l’Italia, «è sbagliata». E lo ha ribadito anche in questi giorni. Via mail, Bünger fa sapere intanto che «il nuovo scontro tra il governo tedesco e l’Italia» sui “dublinanti” «dimostra ancora una volta che ogni solidarietà europea è svanita». Per l’esponente della Linke - che aveva chiesto che la Germania accogliesse dei migranti da Ceuta - è «scandaloso» lo sfruttamento politico della crisi nell’exclave spagnola «da parte di Merz e Meloni». E conclude: «La Germania continua ad approfittare enormemente delle vecchie e nuove regole sulla redistribuzione dei migranti. Ma che i Paesi del Nord si sarebbero sottratti alle loro responsabilità anche con il nuovo Patto, era prevedibile. Questo sistema resta disfunzionale».

Leggi i commenti