Valter Lavitola ha mentito, dunque. Seppure in parte. Ma c’è qualcosa che potrebbe ancora raccontare la verità: il suo telefono. «Milioni di dati, seppure con qualche stranezza», ragiona un investigatore con Repubblica. È da qui, dall’enorme quantità di materiale estratto dai dispositivi sequestrati all’ex editore dell’Avanti!, che parte adesso la seconda parte dell’indagine sull’attentato a Sigf…