C’è un centro da riunire e un partito del centro che si divide. Lo scontro in corso da mesi dentro +Europa deflagra in pubblico. La miccia? L’auto-candidatura (al condizionale) del segretario Riccardo Magi alle primarie di coalizione. Annunciata in un’intervista alla Stampa: “Io correrei con grande entusiasmo e con la convinzione di portare nella discussione il tema dei temi: il nostro futuro nell'Unione europea. E con questo, le nostre idee su diritti civili, libertà individuali ed economiche, antiproibizionismo”.
Parole davanti alle quali il presidente di +Europa Matteo Hallissey e il deputato Benedetto Della Vedova – da mesi in rotta con il leader – hanno fatto un salto sulla sedia. E si sono affrettati a scrivere una nota durissima: “Apprendiamo che Riccardo Magi intende presentarsi alle primarie del centrosinistra. Auguri. Naturalmente lo farà – se lo farà – a titolo personale, non a nome di +Europa”.
Da parte sua, il segretario cerca di non inasprire ulteriormente il braccio di…
C’è un centro da riunire e un partito del centro che si divide. Lo scontro in corso da mesi dentro +Europa deflagra in pubblico. La miccia? L’auto-candidatura (al condizionale) del segretario Riccardo Magi alle primarie di coalizione. Annunciata in un’intervista alla Stampa: “Io correrei con grande entusiasmo e con la convinzione di portare nella discussione il tema dei temi: il nostro futuro nell'Unione europea. E con questo, le nostre idee su diritti civili, libertà individuali ed economiche, antiproibizionismo”.
Parole davanti alle quali il presidente di +Europa Matteo Hallissey e il deputato Benedetto Della Vedova – da mesi in rotta con il leader – hanno fatto un salto sulla sedia. E si sono affrettati a scrivere una nota durissima: “Apprendiamo che Riccardo Magi intende presentarsi alle primarie del centrosinistra. Auguri. Naturalmente lo farà – se lo farà – a titolo personale, non a nome di +Europa”.
Da parte sua, il segretario cerca di non inasprire ulteriormente il braccio di ferro: “Ci saranno i luoghi per discutere all’interno del partito. Mi pare – aggiunge Magi – che si guardi il dito e non la luna: ovvero come dare un contributo a un’alleanza progressista che ha il compito di costruire un’alternativa a questo governo”.
Il partito fondato da Emma Bonino è ormai balcanizzato. Di recente, le tensioni sono persino finite in tribunale. Questioni regolamentari, in sintesi: Hallissey e Della Vedova hanno vinto un ricorso sull’elezione del presidente dell’assemblea di +Europa (che alla fine si è tenuta lunedì scorso). La vera posta in gioco è un’altra: il congresso anticipato sollecitato dai “dissidenti” per togliere la leadership a Magi. Che a sua volta continua ad appellarsi allo statuto: “Un congresso straordinario si può fare solo se il segretario passa a miglior vita, si dimette o viene sfiduciato dai due terzi dell’assemblea”. Anche perché, a fine luglio, un altro ricorso, mirato proprio a contestare l’esito dell’ultimo congresso del 2025, è stato invece respinto dal tribunale di Roma.
Dietro ci sono frizioni personali e politiche. Magi è più vicino a Schlein e interessato a un’alleanza con Progetto civico di Alessandro Onorato e il Psi di Enzo Maraio. Della Vedova, convinto sostenitore del campo largo, è più attratto dall’orbita di Casa riformista di Matteo Renzi. Hallissey rimane aperto alle altre forze liberali, compresa Azione di Carlo Calenda.
A questo si riferiscono il deputato e il presidente nella nota contro il segretario: “Magi allude anche al fatto che alcuni di noi sarebbero attratti da altri percorsi, esterni a +Europa. Questo ci sembra un riferimento autobiografico. Piuttosto – continuano – c'è un'ampia maggioranza interna, ostinatamente ignorata se non irrisa dal segretario, che da mesi chiede un congresso in cui finalmente si torni a parlare di politica, che sottragga il partito all'irrilevanza e lo rilanci. Questa è la prova ulteriore della sua necessità”.