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La militanza a destra e il seggio alla Camera con An: chi è Sergio Cola, avvocato di Lavitola

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Nato a San Giuseppe Vesuviano 84 anni fa, il legale difende il faccendiere dai tempi del processo per la compravendita dei senatori nel quale fu imputato anche Silvio Berlusconi
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Dato che non sono pochi quelli che si domandano come Valter Lavitola abbia potuto scegliere proprio un avvocato difensore legato storicamente a Fratelli d’Italia, il partito che più di ogni altro si è esposto contro Sigfrido Ranucci, l’altro giorno, in tv, Sergio Cola, ci ha tenuto a precisare che lui Lavitola lo difende da ben undici anni. Dal processo per la compravendita dei senatori, che, nel febbraio 2008, contribuì alla caduta del secondo governo Prodi. A cui seguirono la tentata estorsione a Impregilo, e il caso escort-Tarantini, fino ai fatti di queste settimane. Insomma, è un mandato che non nasce oggi. Tuttavia la suggestione resta forte, perché Cola di recente ha partecipato a diversi incontri dei meloniani, tra Napoli e San Giuseppe Vesuviano, città di cui è originario. E la sua storia è quella di un uomo di destra.

Dato che non sono pochi quelli che si domandano come Valter Lavitola abbia potuto scegliere proprio un avvocato difensore legato storicamente a Fratelli d’Italia, il partito che più di ogni altro si è esposto contro Sigfrido Ranucci, l’altro giorno, in tv, Sergio Cola, ci ha tenuto a precisare che lui Lavitola lo difende da ben undici anni. Dal processo per la compravendita dei senatori, che, nel febbraio 2008, contribuì alla caduta del secondo governo Prodi. A cui seguirono la tentata estorsione a Impregilo, e il caso escort-Tarantini, fino ai fatti di queste settimane. Insomma, è un mandato che non nasce oggi. Tuttavia la suggestione resta forte, perché Cola di recente ha partecipato a diversi incontri dei meloniani, tra Napoli e San Giuseppe Vesuviano, città di cui è originario. E la sua storia è quella di un uomo di destra.

Principe del foro, legale dei pezzi grossi della criminalità organizzata, è stato parlamentare di An, dal 1994 al 2006. Scriveva talvolta pure sul Secolo d’Italia, il giornale del partito. Nel 2002 fece notizia la sua proposta di dimezzare le pene per la bancarotta fraudolenta. Ricoprì anche la carica di vicepresidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere. Non si ricordano eccessi. «Ha fatto l’avvocato da avvocato, e il parlamentare da parlamentare», ne sottolinea la serietà chi lo segue da tempo.

Però adesso ogni cosa che dice fa rumore. E se non parla lui, parla il figlio, il codifensore Arturo, com’è avvenuto lunedì, quando è stato riferito ai giornalisti che Ranucci già il 7 settembre 2025 - un mese prima dell’attentato - era stato informato da Lavitola dei rischi di un possibile agguato. E il «no comment» di Sergio Cola alla domanda se Ranucci sapesse che Lavitola era il mandante dell’attentato ha alimentato inevitabili illazioni.

Sergio Cola ha 84 anni portati divinamente. L’altro giorno, ad Agorà, su Rai Tre, si è presentato con gli occhiali da sole e una camicia estivissima. È sposato con la sorella del prefetto Giuseppe Pecoaro, che il governo Meloni un anno fa ha nominato a capo dell’Anas. Al padre, Arturo Cola, è stata intestata la sezione di Fratelli d’Italia San Giuseppe Vesuviano, con Cola presente. C’era anche quando venne inaugurata. Poi nel gennaio 2025, dopo lo scandalo Boccia, l’ex ministro Gennaro Sangiuliano presentò il suo libro, La rivincita di Trump, al Teatro Sannazaro di Napoli - presente Arianna Meloni - e in quell’occasione lo citò dal palco. Lo stesso ha partecipato all’Aura Neapolis, la festa di Fdi, a un dibattito sulla giustizia con l’allora sottosegretario Andrea Delmastro, non ancora finito nello scandalo della bisteccheria. Ha fatto campagna per il sì al referendum sulla giustizia.

Insomma, seppur confinato nel locale, da vecchia gloria, Cola è comunque rimasto vicino al mondo meloniano. «Perché Lavitola si fa difendere da un legale così di parte e così vicino a un partito che non vede l’ora di buttare Ranucci fuori dalla Rai?», si è domandato Dagospia. Un altro dettaglio che fa di questa vicenda di bombe d’amore e vongole sgusciate il giallo dell’estate.

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