Dalla crisi di Ceuta alla solidarietà europea, passando per la gestione dei dublinanti, con i fronti già aperti con la Germania e la Svizzera. Le opposizioni bocciano su tutta la linea le politiche sui migranti del governo Meloni. Per il vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista, Davide Faraone, “Giorgia Meloni aveva detto che con il patto sull'immigrazione si sarebbero risolti tutti i problemi. E invece: chiuse le frontiere tra l'Italia e la Spagna, la Germania vuole rimandare indietro 60mila migranti, i dublinanti, e altri sette Paesi vogliono fare lo stesso: un vero disastro”.
E dal Movimento 5 Stelle il senatore Marco Croatti incalza: “La Svizzera riprende i trasferimenti dei richiedenti asilo verso l'Italia e il governo Meloni continua a vendere come un successo un accordo che rischia invece di scaricare sul nostro Paese nuove responsabilità. Sono ancora 652 le persone trasferibili dalla Svizzera all'Italia. È la dimostrazione concreta che il principio del Paese di primo ingr…
Dalla crisi di Ceuta alla solidarietà europea, passando per la gestione dei dublinanti, con i fronti già aperti con la Germania e la Svizzera. Le opposizioni bocciano su tutta la linea le politiche sui migranti del governo Meloni. Per il vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista, Davide Faraone, “Giorgia Meloni aveva detto che con il patto sull'immigrazione si sarebbero risolti tutti i problemi. E invece: chiuse le frontiere tra l'Italia e la Spagna, la Germania vuole rimandare indietro 60mila migranti, i dublinanti, e altri sette Paesi vogliono fare lo stesso: un vero disastro”.
E dal Movimento 5 Stelle il senatore Marco Croatti incalza: “La Svizzera riprende i trasferimenti dei richiedenti asilo verso l'Italia e il governo Meloni continua a vendere come un successo un accordo che rischia invece di scaricare sul nostro Paese nuove responsabilità. Sono ancora 652 le persone trasferibili dalla Svizzera all'Italia. È la dimostrazione concreta che il principio del Paese di primo ingresso continua a pesare soprattutto sui Paesi di frontiera, mentre la solidarietà europea resta largamente insufficiente”.
"Abbiamo chiesto al ministro Piantedosi – è l’atto d’accusa di Croatti – dove sia, in tutto questo, la difesa dell'interesse nazionale. Perché l'Italia dovrebbe accettare più responsabilità e più costi senza avere in cambio una redistribuzione realmente efficace? Il governo parla di vittorie, ma i fatti raccontano altro: più oneri per l'Italia, nessuna garanzia concreta di solidarietà e un sistema che rischia di lasciarci ancora una volta soli. Anche il cosiddetto modello Albania non risolve il problema dei rimpatri e rischia di costare ai cittadini quasi un miliardo di euro in cinque anni. L'Italia non ha bisogno di propaganda, ma di una vera politica europea: responsabilità condivise, redistribuzione effettiva e rimpatri funzionanti. Se il risultato degli accordi è lasciare ancora una volta il cerino in mano all'Italia, allora questo non è difendere l'interesse nazionale: è averlo sacrificato”.
Per il segretario di +Europa, Riccardo Magi, lo scenario che si sta verificando con la Germania e la Svizzera sarebbe “la naturale conseguenza delle scelte sbagliate, irrazionali e propagandistiche del nostro governo che invece che puntare sulla solidarietà europea, ha scelto il pugno duro che, come tutti sapevano, avrebbe finito per colpire innanzitutto l’Italia. Ma la ricetta di Meloni sui migranti può portare tutta l’Europa alla disgregazione: la sospensione di Schengen con la Spagna è ancora in vigore e il governo italiano non dice quando si tornerà alla normalità e il fatto che si sia aperto il fronte con la Germania e ora anche con la Svizzera dimostra che sta tornando l’Europa dei muri e delle frontiere, l’Europa di Meloni e dei nazionalisti, l’Europa che non vogliamo”.
E per il presidente dei senatori Pd, Francesco Boccia, “la crisi di Ceuta dimostra la contraddizione nella quale Meloni e le destre nazionaliste stanno trascinando l'Europa: di fronte a problemi che richiederebbero più cooperazione, la risposta è alzare nuove frontiere tra europei". Conversando con Fanpage Boccia ha aggiunto che per l'Italia "più Europa significa più forza, più autonomia, più capacità di proteggere i nostri cittadini". Al contrario, "un'Europa più debole significa inevitabilmente un'Italia più debole e più sola".