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Fontana e Romeo ancora contro Salvini: “Zaia piace di più”

(ansa)

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Alla Versiliana i leghisti del Nord contestati da militanti del Carroccio di Firenze e Napoli: in platea anche Verdini jr
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MARINA DI PIETRASANTA (LUCCA) – Adesso la missione è «salvare e rilanciare» la Lega, «non abbiamo fatto altro che dare voce alle difficoltà che arrivano dal territorio», giura il presidente della Lombardia, Attilio Fontana. È seduto accanto a Massimiliano Romeo, capogruppo leghista al Senato e segretario della Lega Lombarda, e alla Versiliana c’è una sala piena ad ascoltarli; tutti dentro perché fuori c’è l’allerta meteo, a un certo punto una mini-contestazione di “lealisti”, militanti di Napoli di Firenze, fanno partire il coro da stadio «c’è solo un Capitano — un Capitano…».

Così la crisi del Carroccio è in chiaro, dopo 13 anni di guida senza contendenti o quasi di Matteo Salvini, per la prima volta la sua leadership è realmente in discussione: «In giro mi dicono: “guarda…

MARINA DI PIETRASANTA (LUCCA) – Adesso la missione è «salvare e rilanciare» la Lega, «non abbiamo fatto altro che dare voce alle difficoltà che arrivano dal territorio», giura il presidente della Lombardia, Attilio Fontana. È seduto accanto a Massimiliano Romeo, capogruppo leghista al Senato e segretario della Lega Lombarda, e alla Versiliana c’è una sala piena ad ascoltarli; tutti dentro perché fuori c’è l’allerta meteo, a un certo punto una mini-contestazione di “lealisti”, militanti di Napoli di Firenze, fanno partire il coro da stadio «c’è solo un Capitano — un Capitano…».

Così la crisi del Carroccio è in chiaro, dopo 13 anni di guida senza contendenti o quasi di Matteo Salvini, per la prima volta la sua leadership è realmente in discussione: «In giro mi dicono: “guarda che così la Lega non va, così non vi votiamo più”, e io cerco di rappresentare il problema al segretario. Se si vuole fare politica si danno soluzioni, e la proposta è: Matteo lavoriamo affinché ci sia la squadra a guidare il movimento», specifica Romeo.

I nordisti la prendono alla larga («l’idea della squadra»), fanno ampio uso del politichese, il moderatore Cesare Zapperi del Corsera incalza, ma la sostanza è semplice: si chiede al vicepresidente del Consiglio un passo indietro nel partito, o almeno di lato, a favore di Luca Zaia o Massimiliano Fedriga. «La proposta l’abbiamo fatta, ora sta a Salvini coglierla, deve accettarla o meno. Vuol fare finta di nulla? Liberissimo di farlo, ma se si fa finta di nulla il rischio è finire ai minimi termini», sottolinea sempre il capogruppo di Palazzo Madama. Più nel pratico, senza giri di parole: bisogna «coinvolgere Zaia e Fedriga, i governatori e i sindaci, che hanno più appeal fra gli elettori».

Ad ascoltare in platea ci sono diversi esponenti leghisti del territorio della Lombardia, si fa vedere anche un fedelissimo di Salvini come Eugenio Zoffili (ma non c’è spazio dentro, resta fuori e si accomoda solo alla fine; nei paraggi si aggira anche il cognato di Salvini stesso, Tommaso Verdini): «Inutile girarci intorno, con Veneto e Piemonte queste sono le aree che contano di più per la Lega, è qui la nostra forza», ragiona Fontana. Per l’appunto, dove il malcontento verso Salvini — a sentire la versione dei nordisti — sta montando. I focolai qua e là si accendono da due anni a questa parte, spiega Romeo, «e sarebbero esplosi se non li avessimo placati. Ma il problema adesso non è la protesta ma l’abbandono di chi non rinnova la tessera e resta a casa o va altrove».

Per la linea di destra, sovranista e patriottica che al congresso di Firenze di un anno fa aveva rieletto per acclamazione Salvini (e che aveva designato Roberto Vannacci vicesegretario) non c’è più spazio, perché «rispetto ad allora è passata un’epoca politica e in quell’area ci sono già Meloni e Vannacci, rischiamo di fare la loro brutta copia», continua sempre Romeo. La Lega deve «tornare a fare paura», come la faceva Umberto Bossi quando creò il partito, «lo ha detto anche Giancarlo Giorgetti a una festa di Varese», aggiunge il segretario lumbard. «”La spinta di rinnovamento che arriva dalla base devi guidarla tu”, ho detto a Salvini, “sennò ne vieni travolto”», racconta il capogruppo.

«Quali proposte avete?», «tornatevene in Lombardia», «sempre a criticare!», è stato qualche appunto arrivato — anzi urlato — dalla platea versiliana. Ma nulla di spontaneo, è una piccola azione di disturbo organizzata contro i nordisti. Aria pestifera dentro il Carroccio, con Pontida che si avvicina: di questo passo, più che una festa rischia di trasformarsi in un campo di battaglia. Dall’entourage salviniano fanno sapere che il segretario federale non ha seguito l’evento. Il coinvolgimento della squadra — assicurano — è scontato e mai è stato messo in discussione: sicuramente governatori ed ex governatori saranno coinvolti dato che «Salvini, come sempre, lavora per unire». Chissà.

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