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Il governo italiano pensa di prolungare lo stop a Schengen con Madrid

Migranti marocchini a Ceuta

 (agf)

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Tajani sente l’omologo tedesco: preoccupati per Ceuta. Sul caso “dublinanti” l’Austria ha trasferito già 4 rifugiati in Italia
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ROMA – Dall’opposizione, il leader verde Angelo Bonelli parla di «effetto domino». Il renziano Enrico Borghi di «straordinario autogol» ai danni di Giorgia Meloni, «scaricata» dai partner continentali. Di certo si moltiplicano i Paesi europei che, sfruttando la fine del congelamento del regolamento di Dublino da parte di Palazzo Chigi sancita lo scorso 12 giugno, hanno autorizzato e stanno pianificando il trasferimento dei migranti dal loro territorio all’Italia, perché entrati per la prima volta in Europa proprio dalla penisola.

Ieri è toccato all’Austria, dopo che nei giorni scorsi era arrivato l’annuncio della Svizzera e della Germania: il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sentito il suo omologo tedesco Johann Wadephul per affrontare il dossier «nel consueto spirito d…

ROMA – Dall’opposizione, il leader verde Angelo Bonelli parla di «effetto domino». Il renziano Enrico Borghi di «straordinario autogol» ai danni di Giorgia Meloni, «scaricata» dai partner continentali. Di certo si moltiplicano i Paesi europei che, sfruttando la fine del congelamento del regolamento di Dublino da parte di Palazzo Chigi sancita lo scorso 12 giugno, hanno autorizzato e stanno pianificando il trasferimento dei migranti dal loro territorio all’Italia, perché entrati per la prima volta in Europa proprio dalla penisola.

Ieri è toccato all’Austria, dopo che nei giorni scorsi era arrivato l’annuncio della Svizzera e della Germania: il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sentito il suo omologo tedesco Johann Wadephul per affrontare il dossier «nel consueto spirito di amicizia e condividendo anche la comune preoccupazione per Ceuta». La citazione dell’exclave spagnola non è casuale. Questa dinamica, cioè l’avvio dei rimpatri verso l’Italia, potrebbe avere delle conseguenze. E nelle ultime ore, infatti, il governo - preoccupato da potenziali danni al consenso e dall’effetto boomerang su un terreno così sensibile per la destra - sta valutando un ulteriore inasprimento della strategia nel dossier migratorio. La linea è dunque questa: se l’allarme dopo i fatti di Ceuta non dovesse rientrare, Roma potrebbe procedere addirittura con la proroga del blocco di Schengen con Madrid. Ufficialmente, l’opzione è motivata da ragioni di sicurezza. Le informazioni di intelligence, viene spiegato dalle parti di Palazzo Chigi, non garantiscono ancora una serena riapertura delle frontiere. Lo stop alla libera circolazione scade a fine agosto, così è stato decretato nelle ore dell’emergenza. L’idea sarebbe appunto quella di valutare l’estensione del “congelamento” dei confini. In realtà, la decisione è politica.

Innanzitutto perché, è utile ricordarlo, Ceuta è un’exclave ed è quindi esclusa da Schengen: la misura non può evidentemente avere effetti pratici. E poi l’esecutivo ha la necessità, anche questa tutta politica, di mostrarsi rigido con i socialisti di Pedro Sanchez, da cui ancora non arrivano segnali di distensione.

Gli spagnoli, anzi, mantengono al momento in vigore i controlli di sicurezza temporanei sugli italiani che entrano nel Paese, decisi dopo lo stop italiano a Schengen. La restrizione scade il 7 settembre, dunque una settimana dopo la misura prevista da Roma. Il governo potrebbe dunque allineare i due “blocchi”. Intanto per non mostrarsi morbido rispetto a Madrid. E poi per bilanciare in qualche modo le difficoltà vissute in queste ore a causa del ritorno nella penisola dei “dublinanti” e dei Paesi che stanno rimandando indietro i migranti.

Ieri, come detto, è stata la volta dell’Austria. L’agenzia austriaca Apa informa che sono già quattro i richiedenti asilo espulsi, in viaggio in queste ore verso l’Italia. Una decisione che giunge dopo quelle di Berlino e Berna. Tutte assunte sulla base del nuovo patto sui migranti entrato in vigore il 12 giugno scorso. I trasferimenti vengono effettuati ricorrendo a mezzi di trasporto pubblico. Sono le autorità austriache a fornire ai migranti, senza scortarli fino ai confini, i biglietti di treno o di autobus. Nessuno può escludere che già domani tocchi a un’altra capitale inoltrare comunicazioni analoghe a Palazzo Chigi.

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