"C'è la psicosi del ritorno al fascismo per tenere in piedi l'antifascismo militante. Che è una una invenzione strumentale. Sia chiaro, noi di destra abbiamo grande rispetto per l'antifascismo storico. Lì c'erano i partigiani veri. C'erano quelli che rischiavano la vita nella guerra civile per combattere l'avversario tedesco e italiano". A dirlo il ministro Nello Musumeci a 'Bar Italia' a Catania, il ciclo estivo di incontri organizzato da FdI.
"L'antifascismo non è una garanzia di libertà e democrazia, perché è solo lo strumento politico che la sinistra si è inventata negli ultimi mesi e anni solo per delegittimare l'unica forza politica che li contrasta, che è la destra di Fratelli d'Italia - dice ancora Musumeci - Se davvero ci fosse un rigurgito fascista in Italia, la magistratura avrebbe subito aperto un fascicolo e individuato gli autori del rigurgito fascista e li avrebbe mandati in carcere. Invece la magistratura non si muove. Perché l'antifascismo è solo uno strumento di lott…
"C'è la psicosi del ritorno al fascismo per tenere in piedi l'antifascismo militante. Che è una una invenzione strumentale. Sia chiaro, noi di destra abbiamo grande rispetto per l'antifascismo storico. Lì c'erano i partigiani veri. C'erano quelli che rischiavano la vita nella guerra civile per combattere l'avversario tedesco e italiano". A dirlo il ministro Nello Musumeci a 'Bar Italia' a Catania, il ciclo estivo di incontri organizzato da FdI.
"L'antifascismo non è una garanzia di libertà e democrazia, perché è solo lo strumento politico che la sinistra si è inventata negli ultimi mesi e anni solo per delegittimare l'unica forza politica che li contrasta, che è la destra di Fratelli d'Italia - dice ancora Musumeci - Se davvero ci fosse un rigurgito fascista in Italia, la magistratura avrebbe subito aperto un fascicolo e individuato gli autori del rigurgito fascista e li avrebbe mandati in carcere. Invece la magistratura non si muove. Perché l'antifascismo è solo uno strumento di lotta politica".
Il ministro parla anche della questione migranti: "È chiaro che il trattato del Dublino è ormai superato dal tempo, per gli anni che sono trascorsi e per gli effetti devastanti, che ha determinato, perché si fa presto a dire accoglienza degli immigrati, ma l'accoglienza presuppone una serie di fattori che fino a questo momento non abbiamo registrato”. E spiega: “La domanda è se la fa l'Italia prima e più di ogni altra nazione? Che sorte avrà l'immigrato che sbarca in maniera irregolare, dopo aver pagato la tangente alle organizzazioni mafiose? Che sorte avrà in Italia? Quale destino lo aspetta una vita di sofferenze, una vita di sfruttamenti? Una vita ai margini della società, una vita senza diritti essenziali. La caccia all'uomo".