Rivendica il diritto alla libertà d’informazione e sull’eventualità di una risoluzione del suo contratto ricorda che «dal 2000 faccio i conti con queste cose, quando ritrovai la cassetta di Borsellino e chiesero il mio licenziamento». Sigfrido Ranucci, nel corso della presentazione del suo libro “Il ritorno della casta”, ad Asiago, torna a commentare gli attacchi nei suoi confronti dopo le accuse di molestie avanzate dalla giornalista Angela Camuso. Ma all’epoca, osserva, c’era «un signore in Rai, che si chiamava Zaccaria, che mi ha difeso. E poi le inchieste sono finite con un’archiviazione».
Il giornalista e conduttore di Report, da settimane al centro della bufera, torna a commentare i contorni della vicenda che getta incertezza anche sulla trasmissione tv, mentre i …
Rivendica il diritto alla libertà d’informazione e sull’eventualità di una risoluzione del suo contratto ricorda che «dal 2000 faccio i conti con queste cose, quando ritrovai la cassetta di Borsellino e chiesero il mio licenziamento». Sigfrido Ranucci, nel corso della presentazione del suo libro “Il ritorno della casta”, ad Asiago, torna a commentare gli attacchi nei suoi confronti dopo le accuse di molestie avanzate dalla giornalista Angela Camuso. Ma all’epoca, osserva, c’era «un signore in Rai, che si chiamava Zaccaria, che mi ha difeso. E poi le inchieste sono finite con un’archiviazione».
Il giornalista e conduttore di Report, da settimane al centro della bufera, torna a commentare i contorni della vicenda che getta incertezza anche sulla trasmissione tv, mentre i vertici Rai non hanno ancora sciolto la riserva sul suo futuro e lui ribadisce che non ha intenzione di fare passi indietro. Nel frattempo, però, l’aria che tira a Report è abbastanza tesa.
Da quanto trapela, dopo la proposta avanzata dai giornalisti a Ranucci di venire affiancato da altri due colleghi - rimandata al mittente - i rapporti si sarebbero raffreddati. Soprattutto con gli inviati più di peso, molti dei quali non sentirebbero il conduttore tv ormai da giorni. Una spaccatura, quella consumata all’interno della redazione, che di certo non facilita la ripresa dell’attività giornalistica, prevista per settembre proprio con l’obiettivo di lavorare ai servizi che dovrebbero andare in onda come da calendario dei palinsesti a novembre.
Il conduttore torna sul tema dei compensi dei giornalisti di Report nel corso della presentazione del suo libro, evidenziando che si tratta di cifre lorde che comprendono i costi di trasferta, riprese, montaggio. «Report - sottolinea - è una delle trasmissioni più virtuose, che costano meno e fanno più ascolti in prima serata Rai ed è quella che fa più ascolti in assoluto in replica, a costo zero. Solo chi non vuole capire continua a rimestare nel torbido». Ranucci evidenzia che «il problema grande di questa nuova ondata è il dolore che devo raccogliere delle persone che mi stanno vicino in questi giorni». Sostiene che molte ricostruzioni non corrispondano al vero e avverte: «L’unica fortuna è che tra qualche settimana mio figlio diventerà avvocato». E parlando della condizione del giornalismo in Italia, ricorda di non avere ancora visto «nonostante tutti si riempiano la bocca, un politico che abbia in agenda come primo punto la libertà di informazione». Inoltre, attacca, «non vorrei che passasse il concetto che l’unica libertà di stampa da difendere sia quella dei giornalisti morti, perché questo è un fatto grave. Si va verso leggi che sono sempre più liberticide».