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Il Papa al Meeting di Cl: “Prima dei confini ci sono le persone”

È la prima visita di un pontefice a Comunione e liberazione dopo 44 anni. “Una certa perdita di influenza, che noi adulti abbiamo forse temuto e combattuto, doveva rivelarci che possiamo stimare di più la potenza del Vangelo”

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Accolto da applausi scroscianti e coretti “viva il Papa”, Leone XIV ha partecipato al meeting di Comunione e liberazione a Rimini invitando i 60mila presenti a smascherare “i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali”, ed ha incoraggiato Cl ha proseguire nel “rinnovamento” avviato sotto papa Francesco.

Povertà, guerra, ambiente

“Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte”, ha detto Prevost. “A partire dalle organizzazioni che abbiamo generato e nelle quali operiamo, smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali. Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo. Occorrono pionieri coraggiosi, che comincino dalla propria inversione di rotta a rendere convincente e credibile la conversione richiesta a tutti”. Prima del suo intervento il Papa ha visitato i padiglioni: prima tappa la mostra dedicata a sant'Agostino, dove è stato accolto dal superiore degli agostiniani Joseph Farrell e dal cardinale di Algeri Jean-Paul Vesco.

Le persone prima dei confini

L’unico Papa ad aver partecipato al “meeting dell’amicizia tra i popoli” fu Giovanni Paolo II nel 1982. “Riconoscendoci nella dignità di figli di Dio”, ha detto oggi Leone, affiancato dal cardinale Pietro Parolin, “veniamo a contatto con ciò che accomuna originariamente gli esseri umani, al di là di ogni diversità, separazione o conflitto. Possiamo immedesimarci l’uno nell’altro, ascoltarci e diventare amici, tra persone e quindi anche tra popoli. Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone”.

Una vera cattolicità

Papa Leone ha incoraggiato i ciellini a evitare l’autoreferenzialità. “Mettetevi in gioco!”, ha detto, “apritevi a una vera cattolicità, allargando i vostri legami oltre ogni appartenenza troppo ristretta. Il Movimento, i gruppi, le comunità siano un trampolino da cui tuffarvi nell’intera realtà. Contrastate ciò che vorrebbe allontanarvi da fratelli e sorelle di culture, sensibilità e provenienze diverse, specialmente dai più poveri”. Nell’amore, ha detto Prevost, “non c’è mai costrizione, indottrinamento, mai seduzione, inganno, arruolamento. C’è amore solo nella libertà, nel confronto vivo, nel dono generoso di sé”.

Una certa perdita di influenza

Dopo l’era del protagonismo politico, con Giulio Andreotti e Silvio Berlusconi come punti di riferimento, e non privo di ombre come i guai giudiziari di Roberto Formigoni, negli anni scorsi papa Francesco ha sospinto Comunione liberazione a una riforma interna. “Una certa perdita di influenza, che noi adulti abbiamo forse temuto e combattuto”, si è limitato a dire oggi papa Leone, rivolgendosi in particolare ai giovani, “doveva rivelarci che possiamo stimare di più la potenza del Vangelo, dei legami che genera, della logica che accende, della vita che fa sorgere”. Certo, ha detto il Papa, “dobbiamo ammettere che portiamo questo tesoro “in vasi di creta” e che spesso la credibilità della nostra testimonianza personale e comunitaria è segnata dal limite e dal peccato. Ma è il Signore che ci rialza sempre, come singoli e come comunità!”.

Momenti difficili e momenti di grazia

“Cari amici, amate sempre la Chiesa!”, ha detto il Papa tra applausi scroscianti: “Amate e preservate l’unità della “compagnia” attraverso la quale Cristo vi ha raggiunti e vi attrae a sé. Come ebbe a dirvi Papa Francesco in occasione del centenario della nascita del vostro fondatore”, ha ricordato Leone, “anche i momenti difficili possono essere momenti di grazia e possono essere momenti di rinascita. Comunione e Liberazione nacque proprio in un tempo di crisi, quale fu il ’68. In seguito, don Giussani non si è spaventato dei momenti di passaggio e di crescita della Fraternità, ma li ha affrontati con coraggio evangelico, affidamento a Cristo e in comunione con la madre Chiesa’. Ebbene, carissimi”, ha proseguito Prevost, “proprio nel travaglio del cambiamento d’epoca, in questo mondo lacerato da molteplici crisi, possiamo riscoprire ‘il “gusto spirituale” di essere Popolo di Dio, riunito da ogni tribù, lingua, popolo e nazione, che vive in contesti e culture diverse’”, ha detto Leone citando il recente sinodo.

Rinnovamento e ascolto

“Il dono dell’ascolto è qualcosa che, penso, tutti riconosciamo, ma che spesso si è perso in alcuni settori della Chiesa”, ha detto il Papa. “E’ un cammino che richiede anche il rinnovamento di ogni realtà associativa e movimento ecclesiale. Vi invito, sia all’interno del Movimento di Comunione e liberazione, sia nelle Chiese particolari a cui ognuno di voi appartiene”, ha proseguito Leone, “a fare questa esperienza del camminare insieme: ognuno ascolta, si lascia trasformare dalla fede altrui e insieme, sotto la guida dei pastori, si maturano nuove consapevolezze, passi ulteriori, obbedienze coraggiose allo Spirito Santo”.

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