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“Subito il programma”, pressing nel campo largo ma i 5 Stelle frenano

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L’appello di Avs e +Europa dopo la mossa del leader del Movimento. “Altrimenti primarie a rischio”. Schlein insiste su stipendi e fisco
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Non solo woke: la sinistra riparte dall’economia, ma un pezzo della coalizione chiede un cambio di passo. Dopo la riflessione che Giuseppe Conte ha affidato alle pagine di Repubblica, la segretaria del Pd, Elly Schlein, rilancia in un’intervista a Milano Finanza, parlando di crescita zero nel Paese e tracciando la linea: povertà assoluta, stipendi, pressione fiscale. Adesso il punto è accelerare sulla convocazione del tavolo del centrosinistra per discutere di primarie e programma. Da +Europa il segretario Riccardo Magi sbotta: «Deve essere quasi una precondizione». Ma al momento «non è stato formalmente fissato alcun appuntamento – osserva – ci sono in programma degli incontri pubblici, come quelli alle feste del Pd e di Avs». Ma non basta: «Se non acceleriamo sul tavolo in cui confrontarci, le primarie rischiano di essere persino controproducenti. Essere una coalizione presuppone essere anzitutto un luogo di confronto politico permanente. Sono circa due anni che lo chiediamo».

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Non solo woke: la sinistra riparte dall’economia, ma un pezzo della coalizione chiede un cambio di passo. Dopo la riflessione che Giuseppe Conte ha affidato alle pagine di Repubblica, la segretaria del Pd, Elly Schlein, rilancia in un’intervista a Milano Finanza, parlando di crescita zero nel Paese e tracciando la linea: povertà assoluta, stipendi, pressione fiscale. Adesso il punto è accelerare sulla convocazione del tavolo del centrosinistra per discutere di primarie e programma. Da +Europa il segretario Riccardo Magi sbotta: «Deve essere quasi una precondizione». Ma al momento «non è stato formalmente fissato alcun appuntamento – osserva – ci sono in programma degli incontri pubblici, come quelli alle feste del Pd e di Avs». Ma non basta: «Se non acceleriamo sul tavolo in cui confrontarci, le primarie rischiano di essere persino controproducenti. Essere una coalizione presuppone essere anzitutto un luogo di confronto politico permanente. Sono circa due anni che lo chiediamo».

Anche per il co-portavoce di Avs, Angelo Bonelli, le primarie non sono la priorità: «Fare bene l’opposizione in parlamento è un conto, sviluppare un programma è un altro. Su questo abbiamo perso un po’ di tempo, penso alla crisi climatica su cui Meloni non proferisce parola confermandosi l’emanazione di quella cultura negazionista trumpiana». Le idee, invece, almeno in casa Avs, sono chiare: «Vogliamo un’alleanza che faccia della crisi climatica il primo punto della sua azione di governo, che lavori alla ricostruzione del diritto internazionale per fermare il riarmo, che intervenga con decisione sui temi del lavoro e dell’equità sociale, per garantire che il lavoro sia giustamente pagato e non sfruttato, una sanità per tutti e un fisco più equo».

Ma a frenare sulla convocazione del tavolo programmatico è il M5s. Se sulle primarie dal Movimento fanno sapere che l’intento è quello di creare un appuntamento «non divisivo, che sia un momento di partecipazione, anticipato da una fase in cui ci sia la condivisione di alcuni punti programmatici», sui tempi fonti interne soprassiedono. L’obiettivo è di arrivare all’appuntamento del 19 e 20 settembre a Milano, quando si terrà la kermesse Nova, evento in cui verrà presentato il programma partecipato al quale il Movimento lavora da circa un anno. «Sarà il programma che presenteremo al tavolo della coalizione – osservano fonti interne – dall’autunno potremo sederci a discuterne».

Il Pd, intanto, insiste sull’unità della coalizione. Lo fa Schlein promettendo che «non faremo più il regalo al centrodestra di presentarci divisi alle elezioni», lo dice altrettanto chiaramente Stefano Bonaccini dal palco della Versiliana: «È legittimo che ogni forza politica del centrosinistra avanzi le proprie proposte, altrimenti ci sarebbe un solo partito. Sappiamo che il prossimo anno se vogliamo battere Meloni e la destra dobbiamo fare il contrario di quello che irresponsabilmente il centrosinistra fece quattro anni fa. Io ho fiducia che questa volta sapremo stare uniti».

Prima, però, le primarie. Non senza incognite sui nomi: non soltanto Schlein e Conte in corsa, ma bisognerà capire cosa faranno al centro, dai movimenti di Ruffini o Onorato. E poi gli outsider, dalla sindaca di Genova, Silvia Salis, fino al presidente della Puglia, Antonio Decaro. Un arcipelago di nomi (e di programmi) su cui il tavolo della coalizione sarà chiamato a fare sintesi.

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